Scossa politica nella Commissione parlamentare di Vigilanza Rai. Tutti i componenti di opposizione, compreso il presidente Barbara Floridia, messinese doc, si sono dimessi dalla Commissione. Una decisione che apre un nuovo fronte istituzionale attorno al ruolo dell’organo chiamato a vigilare sul servizio pubblico radiotelevisivo. La notizia più rilevante è il passo indietro collettivo delle opposizioni, che hanno deciso di abbandonare la Vigilanza Rai denunciando una situazione di paralisi e l’impossibilità di svolgere la funzione di garanzia. Al centro della vicenda ci sono le accuse rivolte alla maggioranza: boicottaggio dei lavori, mancato rispetto delle prerogative della minoranza, gestione considerata partitica della Rai e impossibilità per la Commissione di esercitare pienamente il proprio ruolo istituzionale.
Barbara Floridia lascia la presidenza della Commissione
Il presidente della Commissione di Vigilanza Rai, Barbara Floridia, ha confermato pubblicamente la propria decisione. Nel suo messaggio ha scritto: “Oggi ho consegnato ai presidenti del Senato e della Camera le mie dimissioni da presidente della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai”. Floridia ha definito la decisione sofferta, ma non più rinviabile. La senatrice M5S ha spiegato che la permanenza alla guida della Commissione non avrebbe più consentito di incidere sulla situazione denunciata: “È una decisione sofferta ma necessaria e inevitabile – prosegue -. Ho dovuto prendere atto che restare e denunciare non è servito. Non mi resta che dare un segnale forte dinanzi all’arroganza e all’uso spregiudicato che questa maggioranza fa delle istituzioni e delle Commissioni parlamentari”.
La denuncia: “non posso restare a guardare impotente”
Nel suo intervento, Barbara Floridia ha richiamato il senso del ruolo ricoperto alla guida dell’organo parlamentare. La senatrice ha scritto: “Sento vivo dentro di me l’onore e la disciplina che si devono al ruolo che rappresento, per queste ragioni non posso restare a guardare impotente – prosegue-. Finché ho potuto ho cercato in tutti i modi di permettere alla Commissione di funzionare, ho cercato il dialogo, ho resistito alle provocazioni, agli ostacoli. Ho lottato con tutte le mie forze per consentire a un organo di garanzia del Parlamento di svolgere le proprie funzioni. Ho tentato in ogni modo di difendere il diritto dei cittadini ad avere una Commissione che si occupasse davvero del servizio pubblico. Ho denunciato anche pubblicamente con molto ardore”.
Le accuse alla maggioranza sul funzionamento della Commissione
Nel passaggio più duro del suo intervento, la presidente uscente ha puntato il dito contro la maggioranza, accusandola di non rispettare il ruolo delle opposizioni e le regole di funzionamento degli organi parlamentari. Floridia ha affermato: “ma è ormai evidente che a questa maggioranza mancano alcuni presupposti molto importanti: il rispetto delle prerogative della minoranza, il rispetto delle istituzioni più in generale e delle regole che disciplinano il funzionamento degli organi parlamentari. Il boicottaggio sistematico della commissione di vigilanza da parte della maggioranza e la situazione in cui sta precipitando il servizio pubblico non mi consente di andare oltre. Da quasi due anni le forze che sostengono il governo impediscono deliberatamente il normale svolgimento dei lavori ordinari della Commissione perché le opposizioni non si sono piegate a votare la loro candidata alla presidenza della Rai. Il blocco dunque non è reiterato ed esteso per ragioni istituzionali. Non per divergenze sul merito delle questioni. Ma solo per ricatto”.
“Organo di garanzia tenuto in ostaggio”
Floridia ha poi insistito sul carattere inedito e grave della situazione, definendo la Commissione un organo ormai svuotato delle proprie funzioni. Il presidente uscente ha scritto: “non era mai accaduto nella storia della nostra Repubblica che un organo di garanzia fosse tenuto in ostaggio di chi governa – sottolinea ancora -. E io con esso. Non ha più alcun senso presiedere una Commissione ormai svuotata delle proprie funzioni, tenuta artificialmente in vita dalla maggioranza solo per fornire una foglia di fico a decisioni che vengono prese altrove, dal Governo, sulle spalle di milioni di cittadini che ogni anno pagano il canone. Mentre incombe un’infrazione per il mancato adeguamento a un regolamento europeo vincolante per l’Italia – chiamato Media Freedom Act – che vige da ormai un anno senza che questa maggioranza senta il dovere e la responsabilità di attuarlo”.
La critica alla gestione del servizio pubblico Rai
Nel suo messaggio, l’ex presidente della Commissione ha rivolto un’accusa diretta anche alla gestione del servizio pubblico Rai. Floridia ha scritto: “assistiamo a uno degli spettacoli più desolanti nella storia recente del servizio pubblico senza poter dare seguito a richieste di audizioni, di chiarimenti. Nulla. Una gestione del servizio pubblico che palesemente e senza un minimo di pudore ha premiato quasi esclusivamente l’appartenenza politica, mortificando il merito, la qualità, l’indipendenza e perfino la sostenibilità economica delle scelte editoriali. Chi ha potuto se n’è andato. Compresi i telespettatori”.
Professionisti Rai, pressioni e palinsesti nel mirino
Floridia ha proseguito denunciando il trattamento riservato a professioniste e professionisti del servizio pubblico. Nel suo intervento ha scritto: “ad altri è stata mostrata brutalmente l’uscita – prosegue -. La cosa che più mi ha colpito è stata vedere professioniste e professionisti che da anni tengono in piedi la missione del servizio pubblico con competenza, dignità e schiena dritta essere messi ai margini, isolati, umiliati, sottoposti a pressioni continue e inaccettabili. Mentre a qualcuno venivano stesi tappeti rossi e garantiti ponti d’oro per programmi che si sono trasformati, puntualmente, in clamorosi fallimenti. Scelte che nei prossimi palinsesti sono clamorosamente confermate”.
“Perché oggi? Perché la misura è colma”
Il presidente uscente ha spiegato anche il motivo della scelta di dimettersi in questo momento. Floridia ha scritto: “Perché oggi? Perché la misura è colma – sottolinea ancora -. Perché manca un anno alle elezioni e servirebbe una Commissione attiva e vigile sul servizio pubblico, perché manca persino il pudore di nascondere ciò che sta accadendo. Io non sono disposta a trascorrere l’ultimo anno di questa legislatura assistendo impotente alle richieste di audizioni da parte delle opposizioni sistematicamente bocciate dalla maggioranza per impedire di fare domande, di pretendere risposte, di chiedere conto a chi sta gestendo la Rai”.
Dimissioni come atto di libertà e denuncia
Floridia ha respinto l’idea che le sue dimissioni rappresentino una resa. La senatrice ha affermato: “non considerate queste dimissioni una resa – afferma ancora Floridia -. Non lo sono. Io le considero un atto di libertà e di denuncia. Di libertà, perché le considero il monito per difendere un diritto importante: quello dei cittadini di essere liberamente informati e non manipolati. Di denuncia, perché considero ciò che è accaduto alla commissione di Vigilanza un pericoloso precedente che non possiamo sottovalutare. Una ferita istituzionale che colpisce la democrazia e le istituzioni, ma che avremo il dovere e la responsabilità di rimarginare”.
Le opposizioni: “Commissione paralizzata, dimissioni necessarie”
Insieme alla presidente Floridia, anche i componenti delle opposizioni della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai hanno rassegnato le dimissioni. I capigruppo di opposizione nella Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, Stefano Graziano per il PD, Dario Carotenuto per il M5S, Angelo Bonelli e Giuseppe De Cristofaro per Avs e Maria Elena Boschi per IV, hanno dichiarato: “come componenti delle forze di opposizione della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai, abbiamo rassegnato tutti, con effetto immediato, le nostre dimissioni. È un atto politico necessario, conseguenza della paralisi che da mesi impedisce alla Commissione di svolgere il proprio ruolo di garanzia, a causa delle divisioni interne alla maggioranza e di una gestione che ne ha di fatto svuotato le funzioni. Una scelta maturata dopo i ripetuti appelli, rimasti inascoltati, ai presidenti delle Camere, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, e nonostante il richiamo del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al pieno funzionamento degli organi di garanzia del Parlamento”.
Palinsesti, pluralismo e Media Freedom Act nelle accuse delle opposizioni
I rappresentanti delle opposizioni hanno poi allargato la critica allo stato del servizio pubblico, collegando la crisi della Commissione alle scelte Rai e agli obblighi europei. Nel loro intervento hanno dichiarato: “Le anticipazioni dei nuovi palinsesti confermano il progressivo declino del servizio pubblico: calano ascolti e credibilità, si riducono il pluralismo e il merito, aumentano i costosi contratti esterni e viene disatteso il Media Freedom Act. Riteniamo che la Commissione non sia più nelle condizioni di esercitare la propria funzione istituzionale di vigilanza. Restare al suo interno significherebbe abdicare alla funzione di controllo democratico e avallare un uso sempre più partitico del servizio pubblico. Le nostre dimissioni chiedono di restituire ai cittadini una Rai libera, autonoma e realmente pluralista”, concludono.
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Danilo Loria
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