Sinistra Italiana chiede una legge speciale per i Campi Flegrei: “Il bradisismo è un fenomeno strutturale che richiede risorse e interventi permanenti”.

“Su Pozzuoli e i Campi Flegrei non possiamo permetterci di confondere uno strumento emergenziale con una strategia politica e istituzionale destinata a durare nel tempo”, ha dichiarato Stefano Ioffredo, Segretario Provinciale di Sinistra Italiana. “La discussione tra stato di emergenza e legge speciale non è una disputa terminologica: riguarda il modo in cui lo Stato intende affrontare il bradisismo e la sicurezza di centinaia di migliaia di cittadini”

“Lo stato di emergenza è, per sua natura, uno strumento temporaneo. Ha un inizio e una fine, può essere prorogato, ma la proroga ha comunque un limite temporale (12 mesi+12 mesi). È uno strumento utile”, ha spiegato Ioffredo, “quando occorre intervenire con procedure straordinarie e rapide di fronte a una situazione emergenziale, ma non può diventare la risposta strutturale a un fenomeno che strutturale è”.

“Il bradisismo, infatti, non può essere governato con un calendario. Non è possibile prevedere quando terminerà questa fase, quale sarà la frequenza e quale l’intensità dei prossimi sciami sismici, né quando si verificherà la prossima scossa più forte. Non sappiamo se e quando saremo chiamati ad affrontare una nuova fase critica. Può avvenire domani come può ripresentarsi tra dieci anni. Proprio per questo non possiamo pensare di affidare la sicurezza e la vita quotidiana delle comunità flegree a uno strumento che, per definizione, ha una scadenza”.

“Serve una legge speciale nazionale per i Campi Flegrei, capace di restare nel tempo e di accompagnare le comunità nella convivenza con il bradisismo. Una legge che ”, ha incalzato il Segretario di Napoli di Sinistra Italiana, “preveda risorse certe e pluriennali, interventi sulla sicurezza degli edifici pubblici e privati, sulla rete dei servizi e delle infrastrutture, sul patrimonio storico e archeologico, sulla mobilità, sulla sanità, sulla protezione civile, di protezione sociale per imprese e lavoratori, per il mantenimento dei servizi essenziali, sulla pianificazione urbanistica e sulla prevenzione. Servono misure straordinarie che non si attivino soltanto quando la terra trema, ma che consentano di intervenire prima, durante e dopo ogni fase critica”.

“E c’è una questione ancora più grande: quella politica. Il Governo Meloni non può pensare di utilizzare lo stato di emergenza come una sorta di paracadute politico per coprire ciò che non ha fatto in questi anni. Abbiamo assistito a tre diversi decreti sui Campi Flegrei, presentati ogni volta come risposte decisive, ma i risultati concreti prodotti sul territorio sono sotto gli occhi di tutti. Se dopo tre decreti siamo ancora qui a discutere di quali strumenti straordinari servano per affrontare un fenomeno noto da anni, allora è legittimo chiedersi che cosa non abbia funzionato e, soprattutto, perché non siano state messe in campo risorse e strumenti adeguati”.

“Lo stesso ministro Musumeci”, ha ricordato Ioffredo, “ha affermato in Parlamento che non è possibile mettere in sicurezza il nostro territorio. Una dichiarazione politicamente e istituzionalmente gravissima, sulla quale sarebbe necessario aprire una discussione seria. Perché se il Governo ritiene di non poter mettere in sicurezza il territorio, dobbiamo allora chiederci quale sia la reale funzione che attribuisce o che intende attribuire allo Stato di Emergenza”.

“Vogliamo evitare equivoci: se lo stato di emergenza deve essere utilizzato come strumento per predisporre le condizioni necessarie a eventuali evacuazioni, per dichiarare l’impossibilità di garantire tempestivamente servizi e interventi o per affrontare le conseguenze di una crisi che il Governo considera non gestibile, allora lo si dica con chiarezza ai cittadini. Perché in quel caso non saremmo di fronte alla soluzione del problema, ma alla certificazione dell’incapacità del Governo e dello Stato di governarlo.

E allora il rischio è che lo stato di emergenza venga utilizzato anche come strumento di deresponsabilizzazione politica: dopo tre decreti che non hanno prodotto una risposta strutturale, il Governo potrebbe oggi presentare l’emergenza come la conseguenza inevitabile di un fenomeno naturale, anziché interrogarsi sulle proprie responsabilità e sulle scelte compiute. Soprattutto quando ha scelto di bocciare nel tempo tutti gli emendamenti presentati ai decreti a colpi di maggioranza. Motivo per il quale oggi il Governo Meloni deve assumersi le proprie responsabilità politiche di fronte al paese e alle comunità flegree per le proprie scelte”.

“Non accetteremo mai che Pozzuoli e i Campi Flegrei diventino terreno di propaganda. La paura delle persone non può essere utilizzata per costruire consenso e nemmeno per scaricare sul territorio le responsabilità di una politica nazionale che non ha saputo programmare interventi adeguati”, ha affermato perentorio Ioffredo per poi proseguire:
“La priorità oggi deve essere una sola: dare risposte immediate alle famiglie sgomberate,  garantire alla comunità flegrea il diritto a vivere in sicurezza e a convivere con un fenomeno naturale che non possiamo fermare, ma che possiamo e dobbiamo affrontare e governare. 

“Per intervenire ad horas sulle emergenze in atto dopo la scossa di 4.7, vanno spostate e impiegate adesso, subito, le risorse impegnate su diverse annualità, integrarle con nuove risorse e emendare il precedente decreto legge per estendere al commissario straordinario la competenza di interventi di riparazione strutturale e di somma urgenza sul patrimonio privato finanziati al 100% dallo Stato. Questa volta però l’azione del commissario va inserita all’interno di una cabina di regia composta da tutti gli enti di competenza, il presidente della Regione, i sindaci e da rappresentanze riconosciute dei comitati cittadini per garantire non solo partecipazione nelle scelte, ma soprattutto trasparenza e un controllo popolare su come verranno spese le risorse pubbliche messe in campo dallo Stato. Eliminando così una volta e per tutte l’alibi del “Abbiamo stanziato milioni di euro chiedete a Regione e Comune come sono stati spesi”.

“Bisogna quindi chiedere”, ha ribadito il Segretario di Napoli di Sinistra Italiana, “un doppio riconoscimento e un doppio impegno per il territorio flegreo. Da una parte, Pozzuoli e l’area dei Campi Flegrei devono essere riconosciuti come zona speciale dall’Unione Europea, così da poter accedere agli strumenti e ai fondi di solidarietà europei necessari per affrontare una condizione che per dimensione, complessità e caratteristiche non può essere considerata una normale emergenza locale. Dall’altra, serve una legge speciale nazionale che riconosca la specificità permanente dei Campi Flegrei e stanzi risorse adeguate e continuative, con misure straordinarie e strutturali”.

“Lo Stato e la politica oggi devono scegliere se vogliono limitarsi a gestire le emergenze quando arrivano oppure se, finalmente, sia arrivato il momento di costruire una politica pubblica capace di anticipare o mitigare gli effetti. E devono farlo subito perché il tempo di discutere è finito e i cittadini flegrei non possono pagare le conseguenze di una propaganda becera e di un governo irresponsabile che ancora una volta sta dimostrando la propria inadeguatezza politica e istituzionale aprendo un finto conflitto sulla gestione dell’emergenza tra Governo, Regione e comuni”.

“Noi scegliamo la seconda strada. Perché il bradisismo non ha una data di scadenza. E nemmeno il diritto alla sicurezza dei cittadini di Pozzuoli e dei Campi Flegrei può averla”, ha concluso Ioffredo.

Nota stampa – Stefano Ioffredo, Segretario Provinciale Napoli Sinistra Italiana


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