Dal personale aeroportuale alla Protezione civile, tra collegamenti straordinari e supporto ai cittadini si continua a lavorare per ridurre al minimo i disagi legati all’Etna. E si guarda con attenzione a Comiso

Da Catania le conseguenze dell’ultima spettacolare eruzione dell’Etna sono arrivate perfino a Malta, con disagi che hanno interessato soprattutto il settore del trasporto aereo: l’operatività dell’aeroporto di Fontanarossa continua a essere “fortemente condizionata dall’imprevedibilità dell’attività eruttiva” e perfino il Malta International Airport segnala possibili cambiamenti nelle prossime ore in relazione alle nubi di cenere legate al vulcano siciliano.

L’azione di quel vulcano che affettuosamente i catanesi chiamano “A Muntagna” sta influenzando fortemente la quotidianità e gli spostamenti in una delle settimane più “calde” dell’anno (e non solo per le alte temperature, ma per il ponte di Ferragosto in arrivo). Con tutte le conseguenze del caso: i Comuni si attivano per la gestione della raccolta della cenere vulcanica, la SAC (che gestisce lo scalo etneo) e le autorità locali e regionali entrano in azione per ridurre al minimo i disagi, i cittadini esasperati raccolgono fiumi di “terra nera”, tanti tra turisti e residenti pronti alle tradizionali ferie estive rischiano di dover rivedere i propri piani all’ultimo momento.

Una situazione complessa che – ogni volta che si ripresenta – non manca di sollevare polemiche. Una volta il dito è puntato contro la dirigenza dell’aeroporto, altre contro la politica, altre ancora contro le compagnie aeree che si trovano a fronteggiare – con soluzioni diverse – i ritardi e le cancellazioni dovute agli eventi naturali imprevisti (per quanto non sempre eccezionali, considerata la loro frequenza). Più fronti politici chiedono una soluzione definitiva e coordinata nella gestione degli imprevisti che nella terra dell’Etna sono destinati a presentarsi periodicamente. Controcorrente, per esempio, ha presentato una mozione al Governo regionale chiedendo un “piano cenere“, un “modello operativo standardizzato con protocolli rapidi di intervento, fondi dedicati alla rimozione straordinaria della cenere vulcanica, mezzi adeguati e procedure di coordinamento per evitare la paralisi delle infrastrutture e dei trasporti” in caso di eruzione.

Emergenza Etna, il supporto decisivo di Comiso all’aeroporto di Catania

Il supporto degli altri scali regionali, in caso di eruzione, è fondamentale. Negli scorsi giorni il sindaco di Palermo Roberto Lagalla ha lodato la gestione delle attività di supporto a Fontanarossa da parte dell’aeroporto di Punta Raisi. E la SAC, alle prese con l’imprevedibilità dell’Etna e i “repentini mutamenti nella direzione e nell’intensità dei venti”, in una nota sottolinea l’importanza dell’altro scalo da essa gestito – l’aeroporto di Comiso – che “sta offrendo un supporto decisivo, con oltre 100 voli gestiti da inizio emergenza”.

Il personale della società – si legge nella nota – è operativo costantemente nell’ambito del sistema di coordinamento previsto per emergenze di questo tipo. “La sicurezza delle operazioni resta il criterio inderogabile alla base di ogni decisione”, sottolinea la SAC, che segue da vicino gli sviluppi dello scenario etneo disponendo le dovute sospensioni e riaperture per garantire il benessere di operatori e passeggeri.

Personale SAC in azione

In un comunicato ufficiale, la SAC ribadisce che “spetta in via esclusiva alle singole compagnie aeree definire la gestione dei propri voli – con eventuali cancellazioni, ritardi, dirottamenti o riprogrammazioni – ed esercitare i compiti di assistenza e riprotezione nei confronti dei propri passeggeri”.

La società ribadisce, però, di aver messo in atto “tutte le azioni possibili per gestire in maniera proattiva l’emergenza a terra e garantire la tutela e la sicurezza dei viaggiatori” presenti all’aeroporto di Catania, con il supporto della Protezione civile e degli operatori aeroportuali, impegnati anche a distribuire bottiglie d’acqua e ad allestire brandine e panche per l’attesa. In più, SAC si sta coordinando con i gestori degli aeroporti di Palermo e Trapani e delle altre reti e infrastrutture di trasporto del territorio per organizzare e agevolare collegamenti alternativi.

“Tutte le infrastrutture aeroportuali vengono mantenute in condizioni di piena efficienza operativa, con il presidio ininterrotto delle strutture e degli impianti, affinché lo scalo possa riprendere progressivamente le attività non appena l’evoluzione dello scenario vulcanico e le determinazioni degli enti competenti consentiranno di operare in condizioni di sicurezza. Grazie al presidio ininterrotto del personale di security e dei facilitatori e al costante mantenimento dell’efficienza infrastrutturale, SAC resta pronta al ripristino di tutte le attività aeroportuali non appena le autorità preposte autorizzeranno la riapertura dello spazio aereo“, si legge ancora nella nota divulgata dalla società che gestisce lo scalo etneo.

Anche la Regione segue da vicino l’evoluzione della situazione Etna

Come accaduto in precedenti occasioni simili, anche la Regione Siciliana si è attivata “per garantire soluzioni alternative e ridurre al minimo i disagi per i passeggeri” trovatisi coinvolti nell’emergenza Etna. Sono stati organizzati – spiega l’assessore regionale alle Infrastrutture e alla mobilità Alessandro Aricò – “oltre 100 corse speciali di autobus, che si sono aggiunte ai collegamenti ordinari attivati dalle compagnie aeree da e per gli aeroporti di Palermo e Trapani”. Con Trenitalia, poi, la Regione ha predisposto “cinque treni speciali sulla tratta Palermo-Catania”.

“Infine, a partire da oggi – aggiunge Aricò – tutti i passeggeri in possesso di un biglietto aereo con destinazione Catania, nel caso in cui fossero stati dirottati sul capoluogo siciliano, potranno utilizzare gratuitamente anche i collegamenti ferroviari ordinari in partenza da Palermo, semplicemente mostrando il titolo di viaggio del volo. Una soluzione che garantisce un’altra alternativa concreta per gli spostamenti”.

Il presidente della Regione Renato Schifani, in una nota, si concentra su un altro aspetto importante dell’emergenza Etna e da tempo al centro del dibattito siciliano: la necessità di potenziare lo scalo di Comiso. Un potenziale fiore all’occhiello per dare una svolta al sistema aeroportuale dell’Isola e che potrebbe sostenere il traffico etneo in caso di eruzione e disagi legati alla cenere, cosa che adesso non può fare pienamente in quanto – spiega Aricò – dotato di “sole sei piazzole di sosta per gli aeromobili”. L’obiettivo della Regione – spiega il governatore – è “investire nuove risorse per aumentarne capacità e operatività“. Progetto auspicato da più forze politiche e – a giudicare dai vari commenti che appaiono con costanza sui social – anche da tanti cittadini spesso alle prese con il vulcano.

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 Marianna Strano

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