WASHINGTON. Secondo i giudici della Corte d’Appello di Washington DC, Donald Trump non è il proprietario della Casa Bianca, ma solo un inquilino.
Tuttavia, per il tycoon di New York, le parole dei giudici valgono molto poco e, facendo spallucce, prosegue con i suoi lavori all’interno del complesso presidenziale. Non passa un giorno che The Donald non ordini qualche cambiamento, anche qualcosa di minuscolo, come ripulire un mero vialetto accanto alla residenza presidenziale.

E ora emerge una nuova stima: l’attuale amministrazione prevede di spendere almeno 900 milioni di dollari per progetti edilizi alla White House. È una cifra notevolmente superiore a quanto riferito in precedenza e verrebbe coperta principalmente dai contribuenti statunitensi.
Il tutto senza ottenere i fondi dal Congresso e utilizzando un piccolo conto federale, solitamente destinato a coprire la manutenzione ordinaria della residenza privata, non i lavori nel resto del complesso.

Il conto – gestito da un piccolo ufficio chiamato “Executive Residence”, che impiega meno di cento persone e non ha esperienza in grandi lavori di ristrutturazione – riceve pochi milioni di dollari all’anno.
Da quando Trump si è insediato, l’amministrazione ha destinato 875 milioni a questo conto.
Il governo ha reperito risorse da altri enti federali e da donatori privati, convogliandole su questo conto per i cosiddetti “progetti di ammodernamento”, a partire dalla carissima sala da ballo che prenderà il posto dell’Ala Est.

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L’ufficio bilancio della Casa Bianca ha autorizzato una serie di trasferimenti di fondi dall’U.S. Secret Service e dal White House Military Office per un totale di 500 milioni di dollari, mentre ulteriori 305 milioni di dollari sono stati raccolti tramite donazioni private. Senza alcuna supervisione del Congresso, la ristrutturazione è la più costosa degli ultimi 80 anni.
Dei 927 milioni previsti (per ora), la sola costruzione dell’Ala Est ammonta a 600 milioni di dollari, metà dei quali a carico dei contribuenti. Ciononostante, il leader di Washington continua a sostenere che il progetto della sala da ballo dell’East Wing sarà finanziato esclusivamente da donazioni private. I dubbi restano.
Altri milioni serviranno per la riqualificazione della vicina piazza Lafayette Square, per la costruzione di un eliporto nel Giardino Sud, per un nuovo centro di controllo per i visitatori e per altri progetti già noti. Non si esclude che la cifra possa superare il miliardo di dollari entro il 2029.

C’è anche una preoccupazione: i soldi del Secret Service dirottati per l’ammodernamento erano stati stanziati dal Congresso, in parte, per reclutare e addestrare agenti dell’agenzia, e ora i membri di entrambi i partiti a Capitol Hill parlano di un uso improprio delle risorse da parte dell’amministrazione.
Nonostante una Corte d’appello la scorsa settimana abbia bloccato i lavori per la ballroom, sostenendo che serva l’approvazione dei legislatori di Capitol Hill per poter andare avanti, Trump ha annunciato che porterà la sentenza davanti alla Corte Suprema. Una decisione potrebbe arrivare entro la fine del 2026.

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Nel frattempo, i lavori proseguono, sebbene i giudici abbiano ordinato lo stop.
«Il Presidente Trump prosegue nell’attuazione di interventi di rinnovamento necessari e attesi da tempo per abbellire la “Casa del Popolo”, mentre celebriamo il 250° anniversario dell’indipendenza della nostra grande Nazione», ha dichiarato in un comunicato il portavoce Davis Ingle. «Grazie al “Costruttore in Capo”, la Casa Bianca sarà adeguatamente valorizzata e rimarrà in condizioni eccellenti per le generazioni a venire».
La causa federale, ora diretta al tribunale più alto degli Stati Uniti, sostiene che l’amministrazione Trump abbia aggirato illegalmente il Congresso quando, nel mese di dicembre, ha demolito l’Ala Est.

In risposta, i legali del governo hanno argomentato che la legge consente al presidente di impiegare fondi per «la cura, la manutenzione, la riparazione, la modifica, il riarredo e il miglioramento» della residenza presidenziale.
Per portata, i piani di Trump rivaleggiano con quelli di Franklin D. Roosevelt, che supervisionò il completamento dell’Ala Est nel 1942. Il successore di Roosevelt, Harry S. Truman, realizzò la più vasta ristrutturazione della residenza privata della Casa Bianca, dove vivono il presidente e la sua famiglia.
Per finanziare il più recente e importante progetto di costruzione alla Casa Bianca, nel 2009 l’amministrazione Obama richiese al Congresso 376 milioni di dollari, da erogare nell’arco di più anni, per l’ammodernamento dell’impianto elettrico e per le riparazioni strutturali alle ali Est e Ovest.


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 IACOPO LUZI

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