VATICAN NEWS * «LEONE XIV: LA GRANDEZZA MORALE DI UNA NAZIONE STA NEL PROTEGGERE LA VITA DI TUTTI» – Agenzia giornalistica Opinione. Notizie da Italia


19.30 – venerdì 3 luglio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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È un forte appello quello lanciato oggi, 3 luglio, da Leone XIV a continuare a coltivare il rispetto per il valore di “ogni vita umana”: “La grandezza morale di una nazione – afferma in inglese e in videocollegamento in occasione dell’accettazione della Liberty Medal a Philadelphia – si manifesta, soprattutto, nella sua capacità di supportare, proteggere e apprezzare la vita di tutti, specialmente dei più vulnerabili e di coloro il cui valore è messo in discussione”.


Alla vigilia del 250.mo anniversario di fondazione degli Stati Uniti, al Papa viene conferita dal National Constituion Center questa onorificenza. Leone XIV rivolge un intenso discorso a quanti sono riuniti in una cerimonia pubblica presso la sede dello stesso organismo a Philadelphia, città dove furono firmate sia la Dichiarazione di Indipendenza sia la Costituzione degli Stati Uniti. Tale onorificenza è stata conferita negli anni a personalità come Nelson Mandela, Michail Gorbaciov e altri esponenti di fama internazionale.

Ad aprile scorso, una delegazione del National Constitution Center si era recata, in udienza privata, in Vaticano per consegnare al Papa la Liberty Medal, in riconoscimento del suo impegno nella promozione della libertà religiosa, della libertà di coscienza e di espressione in tutto il mondo. Prima del discorso di Leone, oggi pomeriggio, durante la cerimonia, è stato mostrato un video di questo incontro.

Il Papa, che nel videocollegamento indossa la Medaglia, si dice, dunque, onorato di riceverla in questo anno che segna il 250.mo anniversario della fondazione degli Stati Uniti con la firma della Dichiarazione di Indipendenza il 4 luglio 1776. “Come figlio di questo grande Paese”, fondato da persone che sognavano la libertà e una vita migliore, si unisce ai presenti nell’invocare “le benedizioni di Dio sul futuro dell’America affinché gli alti ideali sanciti all’inizio della Dichiarazione d’Indipendenza, possano continuare a guidare il prosperare della nazione nell’unità, nella giustizia e nella pace”.

“La maggior parte di noi – sottolinea – ha ammirato l’eloquenza di quelle parole con il loro forte appello alla legge della natura e al Dio della natura quale base della loro affermazione che tutti gli uomini e le donne sono creati uguali e dotati dal loro Creatore di diritti inalienabili, tra i quali il diritto alla vita, la libertà e la ricerca della felicità”. Il Papa nota che tale affermazione, “pur se espressa nel linguaggio dell’Illuminismo”, trova fondamento “in una concezione della persona umana ispirata alla grande visione biblica dell’uomo e della donna creati a immagine di Dio”. In questo si scopre, dunque, “il fondamento della dignità umana”, “che precede l’istituzione di qualsiasi Stato e la cui custodia rappresenta il suo stesso fine”.

Il Papa allarga lo sguardo anche alla storia di questi ultimi 250 anni nei quali, nota, è stata, per tanti popoli, “la ferma determinazione a realizzare la nobile visione dei fondatori della nazione a rendere l’America sinonimo di libertà, mentre il Paese apriva le sue porte a ondate successive di immigrati, permettendo loro e ai loro figli di fare la loro parte nel plasmare il futuro della nazione”. Questo stesso amore per la libertà ha ispirato gli Stati Uniti “nelle ore più buie del secolo scorso, al tempo delle due guerre mondiali”, con grande sacrificio, a difendere la causa della libertà al di là dei propri confini.


Il Papa rileva anche che, “come ogni americano sa”, il percorso verso una società che incarnasse quegli alti ideali di libertà e giustizia, “non è stato sempre facile” e “sotto molti aspetti, è ancora un lavoro in corso”: si tratta di un impegno che deve essere ripreso “in ogni generazione e dinnanzi a sfide sempre nuove”. “Questo storico anniversario”, quindi, offre l’opportunità di riflettere ancora una volta “sui principi fondanti della nazione, nella speranza che l’America rimanga sempre fedele al sogno che le ha fatto meritare il titolo di “Paese degli uomini liberi e dimora degli uomini coraggiosi”.

Il primo diritto sancito dai fondatori della nazione è stato “il diritto alla vita”, evidenzia il Papa: La vitalità di un Paese è profondamente legata al valore che esso attribuisce alla vita umana in ogni sua forma e condizione, riconoscendo la dignità di cui è dotata ogni persona umana in virtù della sua stessa esistenza.

Leone punta i riflettori proprio su quel valore intrinseco di ogni vita umana, che ha spinto i cuori di intere generazioni a “rimanere in riverenza davanti a un dono così prezioso”. Il suo auspicio è, dunque, a coltivare questo rispetto che smuova i cuori e “ispiri leggi che riconoscano e salvaguardino questo dono dal momento del concepimento fino alla morte naturale”. Un rispetto che aiuta a scoprire che siamo “custodi” di “quanti sono stati affidati alle nostre cure”.

Il secondo diritto è quello alla libertà, tra i principi onorati da quanti hanno cercato in questa nazione “un nuovo inizio” e l’hanno equiparata a “una speranza prima inimmaginabile”. “Sebbene venga frequentemente intesa come la possibilità di agire come si vuole, la libertà autentica è molto più profonda”: “è fondata – rileva il Papa – sulla capacità della persona umana di conoscere la verità e di aderire a ciò che è bene, anche a caro prezzo: un sacrificio ben noto a molti di coloro che si sono adoperati per plasmare questo Paese”.

Il desiderio di verità e di libertà e la ricerca della felicità continuano ad ispirare le generazioni a porsi domande fondamentali “sul significato della vita, sul nostro fine ultimo e, in fondo, su Dio”. Le risposta a queste domande determinano inevitabilmente “la direzione che cerchiamo di dare alla nostra vita”.


L’America promuove da molto tempo la libertà religiosa necessaria per seguire in modo responsabile i dettami della coscienza a questo riguardo, senza paura né coercizione, come sancito nel Primo Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti.

Si tratta di una libertà che considera “sacra” la sfera intima della persona dove la coscienza guida le decisioni prese nel profondo del cuore. È proprio questa libertà – evidenzia – a garantire anche “il diritto di ogni persona a rendere culto secondo la propria credenza, e degli individui, delle comunità e delle associazioni a esprimere pubblicamente la loro fede”. Il Papa si concentra, quindi, sul valore della libertà religiosa che ha dato origine “alla tradizione americana di contemplare il dialogo interconfessionale e la cooperazione interreligiosa nel promuovere il bene pubblico” e nell’arricchire i dibattiti su grandi questioni morali e etiche.

È mia speranza che questa tradizione continui a dare frutto in un dibattito pubblico caratterizzato da moderazione, rispetto per i punti di vista altrui e da uno sforzo costante per trovare un terreno comune nel promuovere la causa della pace e della riconciliazione, in patria e all’estero.

I progenitori di questo Paese, di religioni e lingue diverse, hanno trovato quel terreno comune per perseguire un futuro migliore, evidenzia ancora il Papa. “I principi che hanno ispirato i fondatori dell’America, essendo radicati nella verità della persona umana – nota – li hanno uniti in un’unica causa, un sogno comune. L’unità ha dato forza a quel sogno, facendo nascere, sotto Dio, gli Stati Uniti d’America. E pluribus unum: da molti, uno”. “Perché una nazione possa prosperare, deve essere veramente unita” – sottolinea quindi Leone XIV – ma non “da obiettivi legati a imprese momentanee” ma da “ideali che non svaniscono con il passare del tempo”.

Il suo auspicio è che, dunque, questi principi – dignità umana condivisa, uguaglianza e i diritti sanciti dalla Dichiarazione d’Indipedenza – possano essere “fonte di tale unità e una luce di riferimento per il momento presente e per i giorni a venire”. “Prego – dice in conclusione – perché il 250.mo anniversario della fondazione di questa grande nazione sia l’occasione per rinnovare solennemente l’impegno verso questi ideali che hanno fatto dell’America un Paese che apprezza la pace e la prosperità, un Paese caratterizzato da generosità e nobiltà di cuore”. E affida il futuro della Nazione a “Colui che è egli stesso fonte di vera libertà e di pace duratura, Colui il cui nome stesso è Pace. Dio benedica l’America!”.



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