12.50 – sabato 4 luglio 2026
(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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SANITÀ. QUATTRO PIANI PER 4MILA METRI QUADRATI, AMBULATORIO AFT GIÀ ATTIVO, INFERMIERI DI FAMIGLIA E DI COMUNITÀ, TECNOLOGIE DI ULTIMA GENERAZIONE: INAUGURATA A BOLOGNA LA NUOVA CASA DELLA COMUNITÀ DEI QUARTIERI SAVENA E SANTO STEFANO, FINANZIATA CON FONDI PNRR. AL TAGLIO DEL NASTRO IL PRESIDENTE DE PASCALE E L’ASSESSORE FABI: “PORTIAMO I SERVIZI DOVE VIVONO I CITTADINI, CON UNA PRESA IN CARICO CONTINUA PER I SOGGETTI PIÙ FRAGILI E CON PATOLOGIE CRONICHE”
Realizzata in tre anni grazie a un investimento di 11 milioni di euro, con partecipazione anche di Comune e Regione
Bologna – Tre anni di lavoro per realizzare una Casa della Comunità completamente nuova, dotata di tecnologie di ultima generazione e totalmente dedicata ai servizi territoriali di due dei quartieri più popolosi di Bologna: Savena e Santo Stefano.
A inaugurare la struttura di via Faenza oggi il presidente della Regione, Michele de Pascale, l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Massimo Fabi, il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, e la direttrice dell’Ausl di Bologna, Anna Maria Petrini.
La Casa della Comunità si sviluppa su 4 piani per 4mila metri quadrati ed è stata finanziata con un investimento di 11 milioni di euro, di cui 7,4 milioni con risorse Pnrr, 1,7 con risorse del ministero delle Finanze e 1,6 del Comune di Bologna, oltre a un contributo regionale di 180mila euro. L’investimento per le sole attrezzature biomedicali ammonta a 320mila euro. È stata progettata mantenendo elevati standard di comfort e sicurezza per cittadini e operatori, con particolare attenzione al contenimento dei consumi energetici e alla sostenibilità ambientale.
“Le Case della Comunità sono il simbolo di un cambio di paradigma- affermano de Pascale e Fabi-: significa portare i servizi dove vivono le cittadine e i cittadini, semplificare i percorsi di accesso alle cure, integrare competenze sanitarie, sociali e assistenziali e costruire una presa in carico continua, soprattutto per le persone più fragili e per chi convive con patologie croniche. Questa struttura nasce grazie a un importante investimento pubblico, sostenuto anche da risorse del Pnrr, ma il vero valore dell’opera non è soltanto nell’edificio o nelle tecnologie di ultima generazione: è nella capacità di mettere al centro la persona, facendo lavorare insieme medici di medicina generale, infermieri di famiglia e comunità, specialisti, professionisti della riabilitazione, assistenti sociali e Terzo Settore”.
“Questa Casa della Comunità è il welfare che vogliamo: pubblico, universale, vicino, che arriva prima che le persone debbano chiedere- spiega Lepore-. È l’idea di città su cui lavoriamo da anni: una Bologna che ti sostiene in ogni fase della vita, dove la salute non dipende dal reddito o dal quartiere in cui abiti. Qui, per la prima volta in Italia, sanità e servizi sociali lavorano sotto lo stesso tetto: 11 milioni di investimento e un cantiere chiuso in meno di tre anni, perché mantenere gli impegni è il primo modo di rispettare i cittadini”.
Mentre altrove si taglia, Bologna costruisce e allarga i diritti”. “Questo è un luogo capace di intercettare e farsi carico delle esigenze socio-sanitarie di due quartieri centrali come sono Savena e Santo-Stefano- spiega Petrini-: un nuovo presidio che risponde a un’idea di cura appropriata, vicina e che fa della collaborazione di tutti gli attori un punto di forza, a sostegno dei cittadini e le cittadine, sia sul piano sanitario che su quello sociale e assistenziale. Un ringraziamento profondo- conclude- va ai professionisti e alle professioniste che hanno lavorato con impegno per la realizzazione di questo importante polo, con tempi molto sfidanti e nel rispetto di tutte le procedure burocratiche, tutt’altro che semplice o scontato”.
I servizi presenti
Già da alcune settimane, nel pieno rispetto dei tempi e degli standard previsti dal Pnrr, sono attivi l’ambulatorio Aft di medicina generale e l’ambulatorio infermieristico, che concorre, insieme agli ambulatori della specialistica, nella presa in carico completa delle persone con patologie croniche: sono aperti 7 giorni su 7, 12 ore al giorno, il Punto unico di accesso (Pua) per l’orientamento e la presa in carico socio-sanitaria, il punto prelievi, il Cup, la Centrale operativa territoriale, l’attività degli Infermieri di famiglia e comunità, il punto di distribuzione dei presidi diabetici e varie specialistiche ambulatoriali con attenzione alle patologie ad elevata prevalenza.
Numerosi altri servizi sono in corso di attivazione, tra cui il Servizio infermieristico domiciliare, la Psicologia territoriale, le Cure palliative e il Punto di valutazione fisioterapico, snodo di accesso per i bisogni riabilitativi che lavora in stretta connessione con la Centrale operativa territoriale, il Punto unico di accesso e la rete dei servizi. Presto operativo anche un Centro ambulatoriale riabilitativo con una palestra di riabilitazione di circa 120 mq dotata di attrezzature di ultima generazione. La struttura accoglierà, inoltre, le attività dei servizi sociali territoriali del Comune di Bologna, oltre a progetti e iniziative di quartiere.
Tecnologie di ultima generazione
La nuova struttura sarà dotata, oltre che di spazi e della presenza di numerosi professionisti, anche di moltissime attrezzature, con un impegno sull’innovazione. Sono infatti presenti attrezzature diagnostiche di ultima generazione come 3 ecografi di cui uno cardiologico, elettrocardiografo, Ecg holter con 6 derivazioni, holter pressorio, spirometro e una pedana per prove da sforzo. Ma anche in ambito terapeutico e riabilitativo sono presenti numerose attrezzature all’avanguardia come una pedana monitorata per verificare con dati oggettivi i parametri della postura in movimento e dell’appoggio durante la camminata e una pedana multi-assiale per la valutazione e training dinamico in posizione seduta.
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