la svolta Ue entro fine anno annunciata dalla Von Der Leyen


Nei conti correnti e nei depositi delle famiglie europee si nasconde una delle più grandi riserve di capitale del mondo: circa 10.000 miliardi di euro. Una montagna di risparmi che garantisce sicurezza ai cittadini ma che, dal punto di vista dell’economia continentale, rimane in larga parte inutilizzata. Sono i cosiddetti capitali pigri, denaro che resta fermo o viene impiegato in strumenti molto prudenti anziché trasformarsi in investimenti capaci di finanziare imprese, innovazione, infrastrutture e crescita.

Il paradosso è evidente. L’Europa dispone di una straordinaria capacità di risparmio, mentre molte delle sue aziende più innovative faticano a trovare i capitali necessari per crescere. Il problema emerge soprattutto quando una startup supera la fase iniziale e deve raccogliere centinaia di milioni o miliardi per diventare un’impresa globale. A quel punto il mercato finanziario europeo mostra ancora una profondità inferiore rispetto a quello statunitense e alcune società finiscono per cercare finanziamenti oltreoceano, trasferire parte delle proprie attività oppure entrare nell’orbita di grandi gruppi stranieri.

È questo il quadro tracciato da Ursula von der Leyen durante l’assemblea La Ref 2026 del Medef, la principale organizzazione degli imprenditori francesi. La presidente della Commissione europea ha trasformato una questione discussa da anni a Bruxelles in una priorità politica, indicando anche una scadenza: l’Unione dei risparmi e degli investimenti dovrà compiere un salto decisivo entro la fine dell’anno.

L’obiettivo preferibile resta coinvolgere tutti i 27 Stati membri. Se l’unanimità dovesse però trasformarsi ancora una volta in un ostacolo, Bruxelles appare pronta a valutare un’integrazione a più velocità, nella quale siano inizialmente i Paesi disponibili a procedere più rapidamente.

Dietro questa accelerazione c’è una convinzione sempre più diffusa nelle istituzioni europee: il problema dell’Unione non è soltanto quanto denaro pubblico riesca a mobilitare, ma quanto capitale privato riesca a indirizzare verso la propria economia.

Conti correnti, conti depositi e obbligazioni Ue con rendimenti maggiori degli attuali per sbloccare liquidità ferma

Il progetto si inserisce nel dibattito aperto dal rapporto sulla competitività europea elaborato dall’ex presidente del Consiglio e della Bce Mario Draghi. La questione centrale riguarda la capacità dell’Europa di finanziare la trasformazione tecnologica, energetica e industriale senza dipendere in misura crescente da capitali provenienti dall’esterno.

L’Unione dispone di un’enorme massa di risparmio privato, ma una parte consistente non raggiunge le imprese che potrebbero utilizzarla per investire. Il problema non è quindi semplicemente trovare nuovi soldi: consiste nel costruire i canali attraverso i quali quelli già disponibili possano essere indirizzati verso l’economia produttiva.

L’Unione dei risparmi e degli investimenti nasce proprio con questa finalità. L’idea è creare un mercato nel quale un cittadino italiano, francese o tedesco possa investire più facilmente in attività finanziarie europee e nel quale un’impresa possa raccogliere capitali senza incontrare una serie di ostacoli differenti ogni volta che attraversa un confine nazionale.

Le conseguenze dirette e concrete per gli investitori sarebbero conti correnti e conti deposito remunerati con tassi di interessi e guadagani superiori ai Btp, Bot e altri titoli di stato europei e più alti dei rendimenti attuali offerti dai conti depositi offerte dalle banche, con la sicurezza data da strumentdi investimento garantito dalla Ue e Bce. 

Inoltre, queste 2 possibilità di investimento per smuovere la liquidità bloccata, sarebbero affiancati da obbligazioni sempre con tassi di interesse più alti del mercato attuale per finanziare, di volta, in volta, determinati progetti.

Per Bruxelles mobilitare maggiormente il risparmio privato permetterebbe anche di affiancare alle risorse pubbliche una capacità finanziaria molto superiore. Bilanci nazionali e fondi europei, da soli, difficilmente possono sostenere tutti gli investimenti richiesti dalla competizione internazionale nell’intelligenza artificiale, nei semiconduttori, nell’energia, nella difesa, nelle reti digitali e nelle tecnologie industriali avanzate.

Von der Leyen ha per questo posto una scadenza politica. L’intenzione resta raggiungere un’intesa tra tutti gli Stati membri, ma la possibilità di procedere inizialmente con un gruppo di Paesi disponibili segnala quanto Bruxelles consideri urgente il dossier.

I risparmi fermi nei conti correnti: numeri e conseguenze

Considerando la dimensione degli attivi detenuti nei conti correnti delle famiglie europee, il fenomeno appare di portata storica: secondo gli ultimi dati ufficiali, gli eurodeponenti detengono circa 10.000 miliardi di euro in forma liquida sui propri depositi. Un valore che rivela fiducia nelle istituzioni finanziarie ma che, contemporaneamente, segnala una profonda esitazione nell’assumere rischi anche minimi sul fronte degli investimenti.

L’inerzia di questi capitali si traduce in un’occasione mancata per la crescita del settore industriale, l’innovazione e la creazione di posti di lavoro. Infatti, mentre una quota significativa della ricchezza resta bloccata in depositi a basso rendimento, le start-up e le imprese ad alta innovazione del continente faticano a raccogliere fondi per crescere. I mercati finanziari europei, ancora profondamente frammentati rispetto a quelli internazionali, non permettono una efficace canalizzazione dei risparmi verso progetti produttivi di ampio respiro.

L’impatto di questa situazione si avverte su più livelli:


  • Lentezza della crescita economica: la mancata circolazione dei capitali penalizza la competitività e rallenta il potenziale di sviluppo delle imprese domestiche.

  • Aumento degli investimenti esteri a scapito di quelli europei: molte aziende ambiziose sono costrette ad attrarre capitali fuori dal continente o subire acquisizioni da parte di capitali extra-UE.

  • Bassa redditività dei risparmiatori: la sicurezza del deposito bancario limita, in molti casi, la possibilità di accedere a strumenti finanziari più remunerativi e protetti.

Questo disallineamento tra risparmio e impiego produttivo alimenta rischi di stagnazione e può ridurre la capacità dell’Europa di rispondere con efficacia alle sfide globali, come la transizione verde e digitale:





Capitale liquido nei conti correnti europei

10.000 miliardi €

Quota di operazioni nazionali sui mercati finanziari UE

oltre 95%

Obiettivi e dichiarazioni della Von Der Leyen

Ursula von der Leyen, intervenendo presso l’assemblea annuale di Medef, ha delineato con chiarezza la necessità di una svolta finanziaria, dichiarando che l’Unione dei risparmi e degli investimenti deve essere realizzata entro la fine dell’anno. L’impegno della Presidente della Commissione europea si fonda sulla convinzione che l’interesse comune debba prevalere sulle divisioni nazionali.

La direzione indicata da Von Der Leyen prevede l’attivazione di un processo di convergenza nei meccanismi di mobilitazione dei capitali privati, integrando le risorse pubbliche per rilanciare la produzione e proteggere la competitività. Obiettivi principali della strategia europea:


  • Incrementare la quota di risparmi impiegati in investimenti produttivi, favorendo progetti di ricerca, sviluppo e innovazione tecnologica

  • Rafforzare la sicurezza degli investimenti attraverso standard e regole comuni

  • Ridurre la dipendenza da capitali esteri e limitare la fuga di aziende ad alta tecnologia

Il percorso auspicato arriva in sintonia con le raccomandazioni contenute nel rapporto sulla competitività elaborato da Mario Draghi: solo sfruttando strumenti coordinati l’Europa potrà valorizzare il proprio potenziale, rispondere all’insicurezza globale e garantire opportunità di crescita a famiglie e imprese. Di fronte a un quadro di sostanziale immobilismo, la Commissione ha inoltre ribadito che, in mancanza di una intesa unanime dei 27 Stati membri, è pronta a procedere a gruppi, pur di evitare altro tempo perso.

Innovazione digitale e progetti della BCE per l’unificazione

All’interno della più ampia strategia di riforma, un pilastro chiave è rappresentato dall’innovazione tecnologica applicata al settore finanziario. Secondo dati forniti dalla BCE, il tessuto finanziario europeo si compone attualmente di 31 depositi centrali di titoli e ben 323 mercati di negoziazione, elementi che ostacolano il trasferimento efficiente di capitali tra gli Stati membri. La digitalizzazione, in questa prospettiva, assume un valore determinante: soluzioni come la tokenizzazione dei beni finanziari rendono possibili trasferimenti sicuri e istantanei fra investitori e imprese mediante l’utilizzo di registri distribuiti (Distributed Ledger Technology, DLT).


  • La tokenizzazione consente la registrazione e movimentazione di titoli sotto forma digitale, garantendo sicurezza, tracciabilità e velocità nelle operazioni.

  • Il progetto Pontes della BCE si propone di collegare piattaforme digitali private al sistema dei pagamenti centrali, assicurando che la transazione di un titolo avvenga contemporaneamente al pagamento e riducendo il rischio per investitori e controparti.

  • Il progetto Appia lavora alla definizione di standard tecnici e normativi comuni, per assicurare la piena interoperabilità tra le piattaforme finanziarie europee ed evitare dipendenze da infrastrutture controllate da paesi extra-europei.

Queste innovazioni digitali sono considerate il punto di svolta per abbattere le barriere tecnologiche e favorire lo scambio efficiente dei capitali, con l’obiettivo di restituire all’Europa autonomia strategica e maggior sicurezza per i risparmiatori che desiderano avvicinarsi al mondo degli investimenti.

Dott. Luca Rossoni

Il dott. Luca Rossi � un esperto analista finanziario con oltre 30 anni di esperienza nel settore delle finanze. Ha conseguito la laurea in Economia e Commercio presso l’Universit� Bocconi e ha lavorato per prestigiose istituzioni bancarie e societ� di consulenza. Specializzato in strategie di investimento e gestione del rischio, Luca ha aiutato numerosi clienti a ottimizzare i loro portafogli …


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