12.16 – lunedì 17 agosto 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Estate, disabilità e caregiver: quasi 3 famiglie su 10 a rischio povertà. Speziale: “Ecco perché questo è il periodo peggiore dell’anno”.

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In Italia. oltre 12 milioni di persone – un quarto della popolazione adulta – prestano gratuitamente aiuto o assistenza a parenti, amici o vicini con difficoltà motorie, cognitive o di salute. 4,4 milioni di questi sono caregiver familiari conviventi, soprattutto donne e spesso con un lavoro anche fuori casa. Lo ha fatto sapere l’Istat, che il 25 luglio scorso ha diffuso i risultati della sua indagine sulle reti di solidarietà (dati 2024).

Sono numeri che arrivano nel pieno dell’estate, proprio nel momento dell’anno in cui il lavoro di cura si fa più pesante: centri diurni e servizi territoriali riducono l’attività o chiudono, il caldo aggrava le condizioni delle persone assistite, e milioni di caregiver — molti dei quali già in condizioni economiche fragili — restano soli a coprire un vuoto che nessuno sostituisce. Per chi assiste un familiare con disabilità, semplicemente, non esistono le ferie. Condizione che, per chi svolge il ruolo di caregiver familiare, rappresenta una sorta di “arresti domiciliari” senza aver commesso al reato unità ad una oggettiva deprivazione di diritti ed opportunità.

I numeri

Secondo Istat, sono 12 milioni i caregiver in Italia, di cui 4,4 milioni caregiver familiari conviventi (Istat, indagine sulle reti di solidarietà, luglio 2026).
Quasi 13 milioni le persone con disabilità nel nostro Paese, di cui oltre 3 milioni in condizioni gravi.
Il rischio di povertà o esclusione sociale riguarda il 28,4% delle famiglie con almeno una persona con disabilità, contro il 23,4% della media nazionale.

Il 38,4% di queste famiglie vive in condizioni di bassa intensità lavorativa, contro il 9,1% delle altre famiglie.
Un numero colpisce più degli altri chi, come Alleanza contro la povertà e le sue organizzazioni aderenti, si occupa di questi temi ogni giorno: il reddito familiare di queste persone risulta inferiore del 7,8% rispetto alla media nazionale.
E un altro: il 28,7% delle famiglie con una persona con disabilità è in condizioni di deprivazione materiale: in altre parole, non riesce – o fatica molto – a pagare bollette, affitto o mutuo arretrati. E non ha certo la possibilità di riscaldare adeguatamente la propria casa.

 

Una legge che non c’è

Di una legge nazionale che tuteli e sostenga il lavoro di chi assiste un familiare con disabilità si parla da tempo. Ora c’è un disegno di legge quadro, approvato dal Consiglio dei Ministri il 12 gennaio 2026 e assegnato alla Commissione Affari Sociali della Camera il 20 febbraio, che le associazioni chiedono si approvi al più presto a condizioni che venga migliorata negli aspetti che sono stati, in questi mesi oggetto di critica da più parti (per esempio: risorse economiche adeguate e trattamenti previdenziali agevolati). Infatti allo stato attuale si prevede solo un contributo economico fino a 400 euro mensili per i caregiver conviventi con ISEE basso, o meglio bassissimo.

Le risorse stanziate per il 2026 restano quasi simboliche (1,15 milioni di euro, destinati soprattutto alla piattaforma INPS che dovrà essere pronta entro il 30 settembre 2026), a fronte dei 207 milioni annui promessi solo a partire dal 2027.
La legge, se vuole essere efficace deve prevedere supporti e sostegni concreti, ma soprattutto tutele e riconoscimento reali, altrimenti poco o nulla si modificherà nella vita materiale delle persone alle quali la stessa è destinata.
Nulla, almeno, che sia capace di spezzare quella spirale di isolamento e povertà che avvolge le famiglie in cui sia presente una disabilità, tanto più se complessa e con alta necessità di sostegni.

Estate è il contrario di vacanza

Il periodo estivo è quello più faticoso per molte di queste famiglie, come ci spiega Roberto Speziale, componente del comitato esecutivo do Alleanza contro la povertà e presidente di Anffas, una delle associazioni aderenti:
“Innanzitutto cresce la sensazione di isolamento, anche per la mancanza di adeguati servizi quali centri estivi realmente accessibili e inclusivi. C’è poi la difficoltà, per molti, di farsi carico dell’installazione di impianti di climatizzazione, o di pagare le sempre più esose bollette. Anche l’assistenza domiciliare, già insufficiente durante l’anno, in estate si riduce ulteriormente o viene del tutto a mancare. Sono inoltre troppo poche le strutture turistiche accessibili e con prezzi calmierati. E questo solo per citare alcuni dei problemi che in estate emergono in tutta la loro drammaticità. E poi ci sono i picchi di calura, sempre più frequenti, ad aggravare alcuni disturbi, specie per le persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo”.

 

Le proposte di Alleanza contro la povertà

Di qui alcune proposte di Alleanza contro la povertà, perché disabilità non debba far rima con povertà, in nessun periodo dell’anno.

Approvazione entro l’anno della legge quadro sul caregiver familiare, con risorse realmente adeguate e con coperture previdenziali con entrata in vigore a regime non più tardi del 1 gennaio 2027;
Garanzia della presenza di una rete integrata di servizi che ne garantisca anche la continuità per l’intero arco della giornata e per tutti i periodi dell’anno;

Centri estivi e servizi di sollievo davvero inclusivi, con personale formato all’accoglienza di bambini e ragazzi con disabilità gratuiti o a tariffe calmierate in base all’ISEE.

Sostegno al reddito rafforzato per i caregiver di persone con disabilità che già oggi non dispongono di un reddito adeguato (sotto la soglia di povertà) o vivono con un reddito più basso rispetto alla media nazionale comportante una condizione di forte deprivazione materiale con rischio di emarginazione ed esclusione sociale.

Qui la prima puntata della serie “La povertà non ha ferie”, dedicata agli anziani


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