La CISAL FPC – Dipartimento Sanità Avellino ha inviato alle Direzioni Generali dell’AORN “San Giuseppe Moscati”, dell’ASL Avellino e alla Regione Campania una richiesta formale per avviare una riorganizzazione strutturale dei percorsi di accesso alle cure, con l’obiettivo di integrare in modo reale il Pronto Soccorso con la rete territoriale.
La proposta nasce dalla crescente pressione sugli accessi ospedalieri e dalla contestuale attivazione delle nuove strutture territoriali – Case di Comunità, Ospedali di Comunità, COT e Cure Domiciliari – che, secondo il sindacato, devono diventare nodi operativi e non semplici presidi aggiuntivi.
La CISAL FPC ritiene pertanto necessario compiere un ulteriore passo organizzativo, costruendo una reale integrazione tra il Pronto Soccorso e la rete territoriale.
Propone pertanto di valutare l’attivazione di un Tavolo interaziendale AORN Moscati–ASL Avellino, con il coinvolgimento della Regione Campania, finalizzato alla definizione di percorsi condivisi di presa in carico. L’obiettivo non deve essere quello di “mandare fuori” dal Pronto Soccorso il cittadino, bensì quello di garantire che, dopo la necessaria valutazione di triage e secondo criteri clinico-assistenziali predeterminati, il paziente possa essere indirizzato al percorso più appropriato e sicuro.
Particolare attenzione dovrà essere posta al ruolo degli infermieri di triage, ai quali deve essere riconosciuta la professionalità e la responsabilità derivante dalla valutazione iniziale del paziente. La proposta non intende attribuire all’infermiere una funzione impropria di diagnosi o di dimissione dal Pronto Soccorso. Al contrario, si propone di definire protocolli clinico-organizzativi condivisi, nei quali siano preventivamente individuati:
1. criteri di inclusione ed esclusione;
2. segnali di allarme e condizioni che impongono la permanenza nel percorso di emergenza-urgenza;
3. modalità di valutazione infermieristica;
4. eventuale coinvolgimento del medico;
5. percorsi territoriali attivabili;
6. modalità di presa in carico da parte della Casa di Comunità;
7. modalità di coinvolgimento del MMG/PLS;
8. criteri di accesso all’Ospedale di Comunità;
9. modalità di comunicazione tra PS, COT, Case di Comunità e servizi territoriali;
10. responsabilità professionali e organizzative;
11. modalità di registrazione e documentazione del percorso;
12. informazioni da fornire al paziente;
13. modalità di rivalutazione e gestione dell’eventuale peggioramento;
14. indicatori di monitoraggio degli esiti e della sicurezza.
La CISAL FPC ritiene che l’attivazione delle Case di Comunità debba rappresentare l’occasione per superare definitivamente una criticità ormai strutturale: la trasformazione del Pronto Soccorso nel punto di accesso ordinario anche per bisogni sanitari che potrebbero essere gestiti più appropriatamente sul territorio. La stessa ASL Avellino ha recentemente evidenziato che l’attivazione delle Case e degli Ospedali di Comunità richiede il rafforzamento delle risorse e una gestione sempre più integrata dei servizi tra Azienda Sanitaria e AORN Moscati. È quindi necessario che le nuove strutture territoriali non siano semplicemente nuovi luoghi fisici, ma diventino effettivamente nodi di una rete capace di ricevere e prendere in carico pazienti provenienti dal territorio e, quando appropriato e secondo protocolli condivisi, anche dal Pronto Soccorso.
La CISAL FPC propone, in particolare, di valutare una sperimentazione interaziendale nell’area di Avellino, coinvolgendo:
AORN Moscati → Pronto Soccorso → COT → Case di Comunità → Ospedali di Comunità → Cure Domiciliari → MMG/PLS.
Il modello potrebbe prevedere un sistema nel quale il cittadino, una volta effettuata la valutazione di triage e verificata l’assenza di condizioni di emergenza/urgenza, non venga semplicemente invitato a rivolgersi altrove, ma venga preso in carico e accompagnato verso il servizio appropriato.
Alla luce di quanto sopra, la CISAL FPC chiede alle Direzioni dell’AORN Moscati e dell’ASL Avellino:
1. di istituire un Tavolo tecnico interaziendale per la definizione dei percorsi integrati PS–territorio;
2. di coinvolgere nel Tavolo i professionisti sanitari interessati, con particolare riferimento a infermieri di triage, medici del PS, Direzioni Sanitarie, Cure Primarie, COT, Case di Comunità, Ospedali di Comunità, Cure Domiciliari e Medicina Generale;
3. di verificare i percorsi già esistenti tra AORN Moscati e ASL Avellino e procedere alla loro eventuale estensione e integrazione;
4. di elaborare protocolli condivisi per l’individuazione dei pazienti a bassa complessità che possano essere presi in carico dalla rete territoriale;
5. di valutare una sperimentazione del percorso di presa in carico alternativa al PS, fondata sulla valutazione di triage e su criteri clinico-assistenziali predeterminati;
6. di individuare nelle Case di Comunità uno dei principali punti di destinazione dei percorsi territoriali;
7. di definire collegamenti operativi con COT, Cure Domiciliari, Ospedali di Comunità e MMG/PLS;
8. di garantire che nessun paziente venga semplicemente “rinviato” al territorio, assicurando invece una presa in carico effettiva, tracciabile e appropriata;
9. di definire con chiarezza competenze, responsabilità e tutela professionale degli infermieri impegnati nel triage;
10. di prevedere adeguati percorsi formativi per il personale coinvolto;
11. di monitorare gli esiti della sperimentazione attraverso indicatori relativi ad appropriatezza, tempi di attesa, accessi ripetuti, sicurezza del paziente, sovraffollamento del PS e soddisfazione degli utenti.
La CISAL FPC ritiene che la vera sfida non sia quella di “svuotare” i Pronto Soccorso, ma di costruire una rete nella quale ogni paziente venga assistito nel luogo più appropriato rispetto al proprio bisogno di salute. Il Pronto Soccorso deve poter concentrare le proprie risorse sull’emergenza-urgenza e il territorio deve essere messo nelle condizioni di prendere realmente in carico i bisogni a bassa complessità, la cronicità e la fragilità.
La CISAL FPC auspica che AORN Moscati e ASL Avellino possano diventare un modello regionale di integrazione ospedale-territorio, attraverso la costruzione di percorsi condivisi, sicuri e professionalmente tutelati
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