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Stellantis tenta il rimbalzo: tregua sui dazi USA-Canada e nuova offensiva in Cina
Stellantis torna protagonista a Piazza Affari. Il titolo guida il FTSE MIB con un rialzo di circa il 4% a 4,646 euro, sostenuto dal miglioramento del sentiment sull’intero settore automobilistico dopo i progressi nei negoziati commerciali tra Stati Uniti e Canada.
A questo elemento congiunturale si affianca una notizia strategica: l’avvio operativo della nuova piattaforma cinese con Dongfeng, destinata allo sviluppo di nuovi modelli elettrificati Peugeot e Jeep.
USA e Canada più vicini: il mercato riduce il premio per il rischio sull’auto
Il catalizzatore immediato del rialzo è rappresentato dalle trattative tra Washington e Ottawa. I negoziatori stanno cercando di chiudere un accordo prima dell’entrata in vigore dei nuovi dazi statunitensi, che potrebbero raggiungere il 50% su circa 20 miliardi di dollari di merci canadesi.
Per Stellantis la questione è particolarmente importante. Il gruppo dispone di una catena produttiva fortemente integrata tra Stati Uniti, Canada e Messico, per cui barriere commerciali sui veicoli e sui componenti possono incidere direttamente sui costi industriali e sui margini.
Tra le ipotesi sul tavolo ci sarebbe una riduzione del dazio sui veicoli prodotti in Canada dal 25% al 15%, oltre a un dimezzamento dal 50% al 25% delle tariffe su acciaio e alluminio canadesi.
Non sarebbe quindi il ritorno al libero commercio precedente alla guerra tariffaria, ma rappresenterebbe comunque uno scenario sensibilmente meno penalizzante per l’industria automobilistica nordamericana.
Il rialzo di Stellantis va letto anche in questa prospettiva: dopo mesi nei quali il mercato ha incorporato uno scenario particolarmente negativo, basta una riduzione del rischio tariffario per provocare ricoperture e acquisti sui titoli più penalizzati.
Stellantis-Dongfeng: da Wuhan parte la nuova strategia cinese
Al fattore commerciale si aggiunge una notizia strutturalmente più interessante. Stellantis ha reso operativo uno dei principali tasselli della nuova strategia costruita insieme a Dongfeng.
A Wuhan è stata costituita Dongfeng Peugeot-Citroën Technology, società dotata di un capitale di quasi 8,2 miliardi di yuan, circa un miliardo di euro, che fungerà da piattaforma per sviluppare e commercializzare una nuova generazione di automobili elettrificate.
Stellantis possiede direttamente il 13,53% della nuova società, mentre la storica joint venture Dongfeng Peugeot-Citroën Automobile ne controlla il 24,13%.
Il progetto prevede dal 2027 la produzione a Wuhan di quattro nuovi modelli: due Peugeot elettrificate e due Jeep NEV.
L’aspetto più interessante è che non saranno necessariamente automobili destinate soltanto alla Cina.
L’obiettivo è utilizzare tecnologia, software, componentistica e struttura dei costi cinese per sviluppare prodotti destinati anche ai mercati internazionali.
È sostanzialmente la stessa filosofia strategica che Stellantis sta perseguendo, con modalità differenti, attraverso Leapmotor: invece di tentare semplicemente di battere i produttori cinesi sul loro terreno, utilizzare l’ecosistema industriale cinese per aumentare la propria competitività globale.
Particolarmente simbolico sarà inoltre il ritorno di Jeep alla produzione in Cina, interrotta nel 2022 dopo la fine della precedente joint venture con GAC.
Stellantis, il grafico prova a costruire un minimo
Sul grafico giornaliero il quadro rimane però tecnicamente fragile.
Il titolo proviene da un’importante fase ribassista iniziata dai massimi in area 7,50 euro e continua a muoversi al di sotto sia della media mobile esponenziale a 20 giorni, attualmente intorno a 4,74 euro, sia della media esponenziale a 50 giorni, che transita poco sopra 5,09 euro.
Il recupero odierno a 4,646 euro rappresenta quindi per il momento un tentativo di reazione all’interno di un trend ancora negativo.
C’è però un elemento interessante: nei giorni scorsi Stellantis è tornata a testare area 4,36 euro, livello dal quale è partita una reazione piuttosto decisa.
Si tratta del minimo di riferimento indicato sul grafico e, almeno nel brevissimo periodo, costituisce il livello che separa un tentativo di costruzione di una base dalla prosecuzione della discesa.
La prima verifica arriva adesso.
Area 4,74-4,80 euro, dove transita la EMA a 20 giorni, rappresenta la resistenza immediata. Una chiusura convincente sopra questa fascia migliorerebbe il quadro di brevissimo e potrebbe favorire un’estensione verso 5,10-5,11 euro, dove convergono la EMA a 50 giorni e il ritracciamento di Fibonacci del 23,6% dell’intera discesa.
È proprio 5,10 euro il livello tecnico che considero più importante: soltanto il suo recupero fornirebbe un primo segnale credibile che Stellantis non stia semplicemente mettendo a segno l’ennesimo rimbalzo all’interno del trend ribassista.
Sopra 5,10 euro gli spazi potrebbero progressivamente aprirsi verso 5,57 euro, ritracciamento del 38,2%, e successivamente 5,95 euro, corrispondente al 50% della precedente discesa.
Al contrario, un ritorno sotto 4,36 euro annullerebbe il tentativo di stabilizzazione e riporterebbe il titolo in price discovery ribassista, con il rischio di nuovi minimi.
In sintesi, le notizie stanno finalmente offrendo qualche catalizzatore positivo a un titolo fortemente penalizzato, ma il grafico chiede ancora conferme.
Il primo vero test passa dalla EMA20 a 4,74 euro; quello decisivo resta area 5,10 euro e la EMA50. Finché Stellantis rimane sotto queste resistenze, parlare di inversione del trend sarebbe prematuro.
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