Volsca Ambiente è una Società per Azioni di diritto privato partecipata dai Comuni soci e rappresenta oggi una delle più importanti realtà pubbliche del territorio, chiamata ogni giorno a garantire servizi essenziali a un bacino di oltre 170 mila cittadini. Costituita nel 2010, svolge attività di raccolta e trasporto dei rifiuti urbani, spazzamento, raccolta differenziata porta a porta e numerosi servizi ambientali, operando nel pieno rispetto della normativa vigente.
Tredici mesi intensi, nei quali l’azienda non si è limitata a consolidare la qualità dei servizi, ma ha impresso una decisa accelerazione sul fronte dell’educazione ambientale, della comunicazione, del dialogo con i cittadini e della valorizzazione del capitale umano. Oggi lo sguardo è già rivolto alle prossime sfide, tra innovazione tecnologica, intelligenza artificiale e un ambizioso progetto di welfare aziendale. Ne abbiamo parlato con l’Amministratore Delegato.
Dottor Greci, se dovesse riassumere questo primo anno con una sola parola, quale sceglierebbe?
«Direi senza esitazione: ascolto. Quando sono arrivato ho trovato una società solida, con una storia importante, professionalità di grande valore e risultati già significativi. Il primo obiettivo non è stato quello di cambiare tutto, ma di ascoltare. Ho ascoltato i dipendenti, gli operatori, i dirigenti, i sindaci dei Comuni soci e naturalmente i cittadini.
Da quell’ascolto è nata una visione precisa: consolidare quanto di buono era stato costruito negli anni e imprimere un cambio di passo, rendendo Volsca ancora più moderna, più vicina alle persone e sempre più capace di interpretare le esigenze del territorio.
Dietro ogni servizio ci sono persone che lavorano con grande professionalità, spesso in condizioni difficili. Ho voluto che fossero loro il punto di partenza di questo percorso. Gli operatori rappresentano il vero volto della nostra azienda: sono loro che ogni mattina incontrano i cittadini nelle strade dei cinque Comuni. A loro va il mio primo ringraziamento, perché senza il loro impegno quotidiano nessun progetto di innovazione potrebbe avere successo».
Uno degli aspetti che i cittadini hanno percepito maggiormente è la presenza sempre più capillare di Volsca sul territorio. Era questo il cambio di passo che aveva in mente?
«Sì, assolutamente. Fin dall’inizio ho immaginato una Volsca che uscisse dai propri uffici e andasse incontro alle persone. Le EcoGiornate, organizzate nei diversi Comuni, hanno riscosso una partecipazione davvero importante, consentendo ai cittadini di conferire materiali particolari in maniera semplice e corretta e trasformando appuntamenti straordinari in occasioni di educazione ambientale.
Lo stesso vale per le EcoDomeniche, dedicate alla raccolta degli abiti usati, che stanno diventando un appuntamento fisso e molto partecipato. Sono iniziative che uniscono tutela ambientale, economia circolare e solidarietà sociale, perché ciò che non serve più a qualcuno può diventare una risorsa per altri.
Poi c’è stato il nuovo Eco Punto di Velletri, inaugurato nel cuore del centro storico. Non è soltanto un luogo dove ritirare i sacchi o i mastelli. Vuole essere un punto di ascolto, di informazione e di contatto diretto con i cittadini.
Credo che oggi un’azienda pubblica debba essere presente nei luoghi in cui vivono le persone. Il nostro obiettivo è fare in modo che ogni cittadino dei cinque Comuni possa sentire Volsca come un’azienda vicina, accessibile e pronta ad ascoltare».
Parallelamente avete rivoluzionato anche il modo di comunicare. Quanto è stata importante questa scelta?
«È stata fondamentale. Credo che un’azienda pubblica oggi non possa limitarsi ad erogare un servizio. Deve spiegare ciò che fa, dialogare con i cittadini e renderli protagonisti. Per questo abbiamo investito con convinzione nella comunicazione.
Il progetto finanziato attraverso il Bando ANCI-CONAI ci ha consentito di costruire una campagna completamente nuova, sintetizzata dallo slogan “Così, si fa!”, che non è soltanto un messaggio pubblicitario, ma un modo diverso di fare educazione ambientale.
Per anni si è chiesto ai cittadini di differenziare appellandosi esclusivamente al senso civico. Noi abbiamo scelto una strada diversa: spiegare concretamente come si conferiscono correttamente i rifiuti, eliminando dubbi e incertezze. Un capitolo speciale è rappresentato dalle scuole. Abbiamo coinvolto oltre un migliaio di studenti attraverso il progetto EcoSentinelle Volsca, trasformandoli in autentici ambasciatori dell’ambiente. È stata una soddisfazione straordinaria vedere i ragazzi diventare protagonisti del cambiamento e portare nelle proprie famiglie ciò che avevano imparato in classe.
L’educazione ambientale è il più importante investimento che possiamo fare sul futuro. Per questo continueremo a lavorare con gli istituti scolastici, perché i giovani di oggi saranno i cittadini consapevoli di domani».
C’è però un tema che continua a preoccupare ed è l’abbandono indiscriminato dei rifiuti nelle campagne. Quanto pesa questa battaglia?
«Pesa tantissimo. È probabilmente la sfida più difficile che abbiamo davanti, perché qui non parliamo di un problema organizzativo dell’azienda, ma di un problema culturale e sociale. Negli ultimi mesi siamo intervenuti più volte per bonificare aree che erano diventate vere e proprie discariche abusive. Siamo stati chiamati a rimuovere tonnellate di rifiuti e dietro interventi come questi ci sono uomini, mezzi, risorse economiche e tantissime ore di lavoro che potrebbero essere impiegate per migliorare ulteriormente i servizi ai cittadini. Invece dobbiamo utilizzarle per rimediare ai gesti irresponsabili di una piccola minoranza…».
Eppure i numeri della raccolta differenziata raccontano un territorio molto virtuoso…
«Ed è proprio questo il paradosso. I nostri cinque Comuni sono oggi tutti riconosciuti come Comuni Ricicloni, con risultati di assoluto rilievo a livello regionale e nazionale. Significa che la stragrande maggioranza dei cittadini conferisce correttamente i rifiuti e dimostra un grande senso civico. Poi, purtroppo, esiste una minoranza che continua ad abbandonare rifiuti nelle campagne danneggiando l’ambiente e mancando di rispetto verso l’intera comunità. Non possiamo permettere che siano pochi incivili a cancellare il lavoro di migliaia di cittadini corretti».
Come si combatte questo fenomeno?
«Innanzitutto con la prevenzione e con l’educazione, perché il rispetto dell’ambiente si costruisce soprattutto attraverso la cultura. Ma servono anche controlli e per questo stiamo collaborando con le amministrazioni comunali per rafforzare i sistemi di videosorveglianza nelle aree più sensibili».
Volsca ha iniziato anche ad aprirsi maggiormente al territorio.
«Credo che un’azienda pubblica debba essere una risorsa per tutta la comunità. Per questo abbiamo scelto di mettere a disposizione l’area di Colle Rosso, ospitando il Teatro del Fieno, alcuni appuntamenti dell’Estate Veliterna e, prima della fine della Bella stagione, la storica Festa del Fungo Porcino. È un patrimonio che appartiene ai Comuni soci e riteniamo giusto valorizzarlo, creando occasioni di aggregazione, cultura e sviluppo».
Quali saranno le prossime sfide?
«L’innovazione. Stiamo lavorando ad un progetto estremamente importante che introdurrà strumenti basati sull’intelligenza artificiale all’interno dell’organizzazione aziendale. L’obiettivo non è sostituire il lavoro delle persone, ma mettere la tecnologia al servizio delle persone.
Vogliamo migliorare l’organizzazione dei servizi, rendere ancora più immediato il rapporto con i cittadini, favorire un’interazione sempre più capillare con l’utenza e aumentare il livello di sicurezza degli operatori impegnati quotidianamente sul territorio. L’intelligenza artificiale rappresenterà uno strumento di crescita e di efficientamento, capace di migliorare sia l’organizzazione interna sia la qualità del servizio reso ai cittadini.
Credo che questa sarà una delle sfide più importanti dei prossimi anni e vogliamo affrontarla da protagonisti».
Da medico prima ancora che da amministratore, lei ha posto molta attenzione al benessere dei lavoratori. È una delle iniziative a cui tiene maggiormente?
«Sì, perché non esiste qualità del servizio senza qualità del lavoro. Per questo abbiamo deciso di avviare un importante Progetto Aziendale di Benessere Psicologico e Prevenzione delle Dipendenze, condiviso con il Comitato Salute e Sicurezza dell’azienda e con le rappresentanze sindacali. Attraverso professionisti esterni offriremo ai lavoratori strumenti concreti di ascolto, prevenzione e sostegno psicologico, garantendo naturalmente il massimo rispetto della privacy.
Parallelamente abbiamo aderito al Programma regionale “Luoghi di lavoro che promuovono salute – Rete WHP Lazio”, con l’obiettivo di costruire un vero percorso di welfare aziendale, che sarà ulteriormente rafforzato attraverso un protocollo d’intesa con la ASL Roma 6.
Per me questo rappresenta un investimento, non un costo. Prendersi cura delle persone significa migliorare la qualità dell’ambiente di lavoro, rafforzare il senso di appartenenza e, indirettamente, offrire un servizio migliore ai cittadini. Per questo crediamo che innovazione, ambiente e benessere debbano camminare insieme».
C’è stato un momento, in questo primo anno, in cui ha pensato: “Ecco, questa è la Volsca che avevo immaginato”?
«Sì, più di uno, a dire il vero. Penso ai sorrisi dei bambini nelle scuole mentre parlavano di ambiente con un entusiasmo contagioso e alle EcoGiornate dove ho visto tantissimi cittadini partecipare spontaneamente. In quei momenti ho avuto la conferma che stavamo andando nella direzione giusta. Ma, se devo essere sincero, il momento che mi emoziona di più continua ad essere un altro.
Ogni mattina, quando vedo i nostri operatori uscire dai cantieri per iniziare il loro lavoro, penso alla responsabilità che abbiamo nei loro confronti e nei confronti delle comunità che serviamo. Sono convinto che un’azienda pubblica debba lasciare qualcosa in più del semplice servizio che eroga. Deve contribuire a creare cultura, senso civico e partecipazione. È questa l’idea di Volsca che continuerò a perseguire insieme a tutta la squadra, con umiltà ma anche con grande determinazione.
Perché migliorare è un percorso che non finisce mai. Miglioreremo ancora. Tutti insieme. Perché si, così si fa!»
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Daniel Lestini
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