Il 26 agosto il mito greco e il teatro classico tornano in scena al Parco Archeologico Nazionale di Scolacium a Borgia (Cz) con “Agamennone”, una delle figure fondative della tragedia greca, nel solco del percorso dedicato all’attualissimo tema della guerra. Il 28 agosto, all’Orto Botanico di Soverato, sarà invece la danza contemporanea a confrontarsi con due giganti della cultura occidentale, Giuseppe Verdi e William Shakespeare, con la nuova produzione VERDI E SHAKESPEARE – Trilogia della Brama della Compagnia Artemis Danza, in esclusiva per il Sud.

 

Due spettacoli molto diversi, due linguaggi, due epoche e due differenti modalità di interrogare l’uomo: è ancora una volta, quindi, nel segno della pluralità delle forme e degli sguardi che Armonie d’Arte sostanzia il proprio cammino. Così l’estate di successo di questa XXVI edizione prosegue esprimendo una proposta culturale capace di coniugare la qualità artistica di più alto profilo della scena nazionale e internazionale, i grandi temi del dibattito globale attuale e la valorizzazione del territorio, altresì in un’ottica di offerta turistica.

 

L’Ecosistema culturale che fa capo al brand Armonie d’Arte, fondato e diretto da sempre da Chiara Giordano, d’altronde ha saputo trasformare alcuni dei luoghi più suggestivi della Calabria in autentici spazi di incontro tra artisti, pubblico e patrimonio: dalla storica e prestigiosa sede di Scolacium a Roccelletta di Borgia al più recente Orto Botanico di Soverato, confermando una visione culturale lucida e profonda che mette in relazione spettacolo dal vivo, paesaggio, memoria e contemporaneità.

Generico agosto 2026

I prossimi appuntamenti vedranno dunque protagonisti interpreti e autori di primo piano: Agamennone in anteprima nazionale e Verdi e Shakespeare – Trilogia della Brama, nuova produzione 2026 presentata in esclusiva per il Sud.

 

Al Parco Archeologico Nazionale di Scolacium — Borgia (CZ), il 26 agosto, si chiude la pagina di Armonie d’Arte dedicata al mito e teatro greco nello sguardo contemporaneo e, aspetto fortemente voluto dal direttore artistico Giordano, al millenario ancora attualissimo tema della guerra: AGAMENNONE da Eschilo nella potente e poetica riscrittura di Fabrizio Sinisi, tra i più importanti e rappresentati drammaturghi italiani. In scena una grande protagonista del teatro, Maddalena Crippa, insieme a Sergio Basile, Claudio Pellegrini, Emilia Scatigno, Alessandro Sampaoli, per la regia e progetto scenico di Gianluigi Fogacci, costumi di Martina Mango e luci di Pietro Sperduti, produzione di Tieffe Teatro.

 

La tragedia di Eschilo diventa così il punto di partenza per una riflessione sul potere, sulle relazioni umane, sulla guerra e sulle conseguenze che la violenza lascia negli individui e nelle comunità.

Generico agosto 2026

Al centro della vicenda c’è un uomo che torna dalla guerra dopo dieci anni di conflitto e che, nonostante la vittoria, appare profondamente sconfitto, schiacciato dai rimorsi e capace di trovare nei ricordi la forza per continuare a vivere. Di fronte a lui, una regina che abita il palazzo del potere ma che si sente inadeguata al ruolo che ricopre; una donna che nell’attesa del ritorno del re attraversa il dolore, il vizio e la decadenza, cercando di dare un senso a una sofferenza antica.

Il loro incontro, atteso e inevitabile, sarà attraversato da momenti di amore e intimità, ma anche da un presagio tragico destinato a culminare in un definitivo regolamento di conti.

 

Accanto a loro una giovane profetessa incapace di sostenere il peso del proprio dono – Cassandra – che tenterà invano di modificare un destino già annunciato. Sullo sfondo, una città consumata da una guerra apparentemente eterna, privata della propria guida morale e dei valori sui quali era stata fondata e aveva prosperato.

È proprio in questo scenario che la riscrittura di Sinisi assume una particolare forza contemporanea. I riferimenti al presente non sono espliciti, ma risultano immediatamente riconoscibili alla luce dei conflitti e delle crisi che attraversano il nostro tempo. La classicità si frammenta, il mito si sgretola e anche il coro, elemento fondamentale della tragedia greca, si trasforma: non è più soltanto una voce chiamata a commentare gli eventi, ma diventa un personaggio coinvolto nell’azione e nelle responsabilità che conducono all’epilogo.

Generico agosto 2026

Un epilogo già scritto dal mito, ma capace ancora oggi di sorprendere per violenza, intensità e drammaticità.

Il 28 agosto alle ore 22.00, all’Orto Botanico di Soverato, il percorso di Armonie d’Arte approda invece alla danza contemporanea con VERDI E SHAKESPEARE – Trilogia della Brama, nuova produzione 2026 della Compagnia Artemis Danza, in esclusiva per il Sud. Una creazione per 16 danzatori con coreografia, regia e luci di Monica Casadei, attore Savino Paparella, musiche di Giuseppe Verdi, elaborazioni musicali e musiche originali di Fabio Fiandrini, testi di Alessandro Gallo e costumi del Teatro Regio Parma.

Uno spettacolo denso e potente, nel quale la danza si fa parola su musica e testi immortali. Una creazione firmata da una delle più interessanti e affermate coreografe e compagnie italiane attive sulla scena nazionale e internazionale.

Giuseppe Verdi si appassionò a Shakespeare sin dall’adolescenza e a più riprese, nel corso della sua carriera artistica, si rivolse al Bardo dell’Avon. Persino il suo congedo dal mondo del teatro, e dalla vita, avvenne con Shakespeare: ottuagenario, Verdi firmò la sua ultima opera, Falstaff, ispirandosi a Le allegre comari di Windsor e all’Enrico IV per presentare una disincantata presa di coscienza della natura farsesca del mondo celata dietro a ogni dramma.

Esattamente come Verdi aveva trovato in Shakespeare il suo punto di riferimento principale per raggiungere quella maestosa sintesi poetica tra musica e azione scenica, così Monica Casadei trova ora, in questa nuova produzione ispirata a Otello, Macbeth e Falstaff, un filo coreografico per raccontarne l’essenza della brama, il desiderio sfrenato di potere, la dissimulazione che rovescia il senso delle cose.

Dopo anni dedicati a indagare, attraverso il movimento, l’universo delle eroine pucciniane e verdiane, Casadei si cimenta con protagonisti maschili e in Trilogia della brama Verdi/Shakespeare sono Otello, Macbeth e Falstaff a dominare la scena nella sua visione coreografica.

Ne scaturisce un viaggio danzato tra sfrenati appetiti e labirinti della mente, realizzato sulla partitura musicale originale affidata al compositore Fabio Fiandrini, sulla quale si innestano celebri arie verdiane, vere e proprie bussole dei sentimenti e dei pensieri dei protagonisti.

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Diciannove danzatori di Artemis, un pittore, un attore e un quartetto musicale restituiscono sulla scena la “parola poetica” dei due giganti della musica e del teatro, facendo risuonare nei corpi le ossessioni, le emozioni, i rimorsi e i pentimenti dei protagonisti: la brama che consuma Otello e Macbeth, la vanagloria che illude Falstaff e che, mutando forma, continua a riaffiorare anche nel nostro presente.

I due appuntamenti si inseriscono nel macrotema permanente di Armonie d’Arte Festival, “Nuove rotte mediterranee”, e nella declinazione annuale del 2026, “Approdi”.

Una scelta che trova piena espressione nella natura stessa dei due spettacoli: approdi differenti per epoca, linguaggio e forma, ma entrambi capaci di riportare nel presente opere e figure della grande tradizione occidentale, affidandole a nuove interpretazioni sceniche.

È nella relazione tra patrimonio e contemporaneità, tra luoghi e creazione artistica, che si definisce la cifra di Armonie d’Arte: produzioni e artisti di primo piano trovano nei siti che li ospitano non una semplice cornice, ma uno spazio capace di entrare nel racconto e di modificarne la percezione.

Dal teatro di Eschilo alla musica di Verdi e alla drammaturgia di Shakespeare, il Festival conferma così una concezione della cultura come esperienza capace di generare conoscenza, confronto e consapevolezza, contribuendo alla crescita della comunità e del territorio e riaffermando il valore dello spettacolo dal vivo come parte sostanziale della vita civile.

<<Desideriamo ogni volta parlare alle coscienze, per la loro dimensione non solo estetica ma anche etica – afferma Chiara Giordano – e fare in modo che lo spettacolo non sia mai solo entertainment per quanto di qualità; crediamo infatti che il nostro tempo abbia bisogno di condivisione sui grandi temi sentimentali, sociali, politici e quindi, nel possibile, abbiamo anche inteso affrontare il terribile contesto di guerra che ieri come oggi continua a segnare il cammino dell’umanità, purtroppo indenne dalle pur presenti conquiste culturali e civili >>.

Ogni informazione su www.armoniedarte.com e i canali social del festival.




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 Maria Rita Galati

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