Navee EXO S Pro, abbiamo provato l’esoscheletro che promette di ridurre la fatica


Gli esoscheletri non sono più roba da fantascienza o da tecnici e, da un paio di anni anche in Europa, non sono più utilizzati solo nelle grandi fabbriche o nel mondo del lavoro, ma iniziano a finire sulle spalle e sulle gambe di escursionisti, lavoratori edili, anziani e atleti. L’ultimo a debuttare è il Navee EXO S Pro, un dispositivo indossabile che si aggancia alle cosce e alla vita e promette di ridurre lo sforzo fisico fino al 35% grazie a un sistema di assistenza robotica con motori elettrici da 960 watt di potenza di picco.

Il Navee EXO S Pro è un esoscheletro per gli arti inferiori progettato per amplificare e assistere i movimenti naturali delle gambe. Questo è un punto importante da chiarire per chi lo volesse utilizzare: non è un robot che cammina al nostro posto o che può compensare l’assenza di mobilità agli arti inferiori. Il concetto è simile a quello delle biciclette elettriche a pedalata assistita: interviene in tempo reale per alleggerire il carico di lavoro su muscoli e articolazioni, in particolare durante le salite, il trasporto di pesi o le lunghe percorrenze.

Il sistema funziona tramite sensori e algoritmi che riconoscono fino a 10 diversi schemi di movimento, dalla camminata normale all’arrampicata, dalla corsa al trasporto di carichi. Questo serve per adattare l’assistenza del motore a seconda del contesto, sia nella potenza, sia nella frequenza, e viene fatto con un tempo di risposta nell’ordine dei millisecondi.

Inoltre ci sono sei i livelli di assistenza selezionabili tramite tasto integrato, gestibili anche dall’app che è disponibile sia per iOS, sia per Android.


I problemi principali degli esoscheletri sono due: peso e dimensioni. Se l’esoscheletro è pesante, si rischia di sentirlo troppo quando indossato. E se l’esoscheletro è ingombrante, difficilmente avremmo voglia di portarcelo dietro e, nei viaggi, occuperebbe troppo spazio in valigia.

Navee EXO S Pro prova a risolvere questi due problemi sfruttando lega di alluminio aerospaziale e fibra di carbonio: il risultato è un peso di soli 1,8 kg (esclusa la batteria e le fasce). E poi c’è il design, pensato sia per renderlo abbastanza compatto da trovare posto in un trolley da cabina senza occuparne tutto lo spazio, sia per non interferire con zaini, attrezzatura outdoor o abbigliamento da lavoro quando indossato.

Le fasce sono realizzate con materiali traspiranti per ridurre calore e sudorazione durante l’uso: il test in questi giorni di caldo che sta attanagliando la pianura Padana, ha permesso di confermare una buona traspirabilità, pur in condizioni veramente estreme.

La cintura in vita è regolabile e si adatta a diverse corporature, anche quelle più abbondanti, e la regolazione avviene in due fasi. La prima regola i braccetti fissi per stabilire il giro vita (un po’ come le taglie dei pantaloni) e la seconda utilizza la fibbia regolabile che agisce a mo’ di cintura per stringere bene intorno alla vita.

Apprezzato anche il sistema di aggancio magnetico tra gambe e vita che consente lo sgancio in un secondo senza armeggiare con fibbie e clip.


Il motore elettrico dichiara 960 W di potenza di picco con una coppia massima di 32 Nm, dati da piccolo scooter elettrico per intenderci.

Ovviamente non raggiunge il massimo della potenza sempre, ma lo fa adattandosi in base alle richieste dei sensori o alla modalità selezionata.

L’autonomia promessa è di fino a 40.000 passi con la batteria da 5.000 mAh che può essere ricaricata in poco più di un’ora e mezza, eventualmente anche con un power bank visto che usa la presa USB-C.

In alternativa, si può acquistare una seconda batteria così da avere un cambio già pronto in tasca. Dai test effettuati, il dato è realistico se non si esagera con la modalità di assistenza, ovviamente con meno passi se si usa il livello massimo di supporto.

Comoda anche la funzione di power bank inverso da 20 W che consente di ricaricare lo smartphone e altri dispositivi direttamente dall’esoscheletro, trasformando la batteria in un alimentatore d’emergenza che diventa utile durante le escursioni: la batteria è quella del dispositivo, non serve portare il power bank in tasca o in un marsupio e basta portarsi dietro un semplice cavo USB-C.


Va precisato che, avendolo testato prima del lancio, non è stato possibile utilizzare l’app che sarà disponibile con l’arrivo in commercio a partire da luglio. Questo ha impedito di poter accedere alle regolazioni di fino, ma anche con l’uso dei tasti integrati si può comandare la maggior parte delle funzioni.

Gli scenari di utilizzo sono talmente tanti che è impossibile elencarli tutti, e ognuno deve trovare il proprio. Chi ha già buone dote atletiche, può usarlo per estendere escursioni, allenamenti e sessioni intensive, con un effetto tangibile sull’affaticamento (misurato in una frequenza cardiaca massima e media inferiore).

Chi invece necessita di un’assistenza, per via del peso o di una mobilità leggermente ridotta (ricordiamo comunque non sostituisce i movimenti ma li amplifica/alleggerisce), troverà beneficio nel supporto che permetterà di muoversi con maggiore agio.

Specialmente in salita e nell’affrontare le scale, dove il supporto dei motori elettrici è stato davvero in grado di fare la differenza, ritardando la fatica e evitando l’effetto “fiatone” in moltissimi casi.

In attesa di poterlo provare con l’applicazione, al momento l’unica leggera criticità da segnalare è un piccolo ritardo nel ridurre l’assistenza quando si arriva alla fine di una rampa di scale: l’esoscheletro è abbastanza rapido ad aumentare l’intensità appena riconosce che stiamo affrontando i gradini, ma dopo l’ultimo gradino ci mette un mezzo secondo in più per tornare a un livello di assistenza da camminata.


Navee EXO S Pro è disponibile a 1.099 euro, cifra che lo posiziona in una fascia più accessibile rispetto ad alcuni concorrenti, senza però rinunciare alle prestazioni.

Ovviamente non è economico, ma nel quotidiano è davvero in grado di fare la

differenza per tantissime persone e in tantissimi casi d’uso, a patto di trattarlo, come anticipato, come un ausilio simil bicicletta elettrica, una tecnologica che parte dal movimento umano e lo amplifica in modo bionico.



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 redazione@ilgiornale-web.it (Luigi Melita)

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