Sicurezza e disagio giovanile, in un anno ad Osimo più che raddoppiate le segnalazioni alla Procura dei Minori


CASTELFIDARDO – Se n’è parlato ieri all’assemblea della Cna Zona Sud nel confronto con la vice sindaca osimana Andreoni e l’assessore fidardense Marconi. L’associazione di categoria: «Servono più dati, più prevenzione e una gestione territoriale dei servizi»




Una riflessione sul rapporto tra sicurezza urbana, disagio giovanile e prevenzione, partendo dai dati e non dalle sole percezioni. È questo il tema al centro dell’assemblea pubblica organizzata dalla Cna Zona Sud Ancona, che si è svolta nella sede di CAstelfidardo. A moderare l’incontro è stato il presidente della Cna Zona Sud Luigi Giambartolomei. Sono intervenuti gli assessori ai Servizi Sociali Paola Andreoni (Comune di Osimo) e Andrea Marconi (Comune di Castelfidardo), mentre ha relazionato Andrea Cantori, segretario della Cna Zona Sud Ancona. Le conclusioni sono state affidate al direttore della Cna Provinciale di Ancona Massimiliano Santini. L’iniziativa nasce dalla preoccupazione espressa dalla Presidenza della Cna dopo alcuni gravi episodi di cronaca verificatisi nel territorio della Zona Sud. «Invece di limitarci ad esprimere preoccupazione – ha spiegato Andrea Cantori – abbiamo scelto di approfondire il fenomeno, chiedendo dati ai Comuni, alla Procura dei Minorenni e alle forze dell’ordine. Purtroppo solo il Comune di Osimo ci ha consentito di analizzare dati aggregati sul disagio minorile, permettendoci di avviare una riflessione fondata su elementi oggettivi». I numeri illustrati durante l’incontro evidenziano una crescita significativa delle situazioni di disagio seguite dai servizi sociali comunali.

L’assessore ai Servizi Sociali del Comune di Osimo, Paola Andreoni, ha aperto il proprio intervento lanciando un forte segnale di attenzione sul crescente disagio minorile, evidenziando come oggi anche bambini di appena nove anni si rivolgano ai servizi di salute mentale. Andreoni ha inoltre aggiornato i dati illustrati dalla Cna, comunicando che attualmente sono 90 i minori assegnati dal Tribunale per i Minorenni ai Servizi Sociali del Comune di Osimo, mentre sono 41 i minori in affido, di cui 12 ospitati in comunità educative. Una collocazione che comporta un costo per il comune di circa 150 euro al giorno, pari a oltre 54 mila euro all’anno per ogni ragazzo accolto.

L’assessore ha quindi illustrato il lavoro quotidiano dei servizi sociali, che affiancano famiglie e minori attraverso indagini richieste dall’autorità giudiziaria, affidi, sostegno educativo e percorsi personalizzati. Grande attenzione è stata dedicata anche alle politiche di prevenzione, con iniziative come “Ci sto? Affare fatica!”, “Educare in Comune”, i contributi alle famiglie per attività sportive ed educative, il sostegno scolAstico garantito dal Centro Aquilone, i progetti della Caritas, tra cui “Sogni in crescita”, e il nuovo spazio del Foro Boario, destinato ad ospitare le associazioni del Terzo Settore impegnate con i giovani. «La sicurezza – ha ricordato Andreoni – si costruisce molto prima che emerga il problema, investendo nelle relazioni, nell’educazione e nella capacità della comunità di fare rete».

L’assessore ai Servizi Sociali del Comune di Castelfidardo Andrea Marconi ha illustrato l’esperienza del Tavolo Adolescenza costituito dal Comune insieme al consultorio, SerT, Centro Adolescenza, forze dell’ordine e altri soggetti del territorio. Riguardo agli episodi di vandalismo che hanno interessato recentemente CAstelfidardo, ha precisato che gli autori degli atti vandalici alle giostre risultano essere tutti posti fuori comune. Sul fronte della sicurezza, Marconi ha ricordato la richiesta avanzata dal Comune per riportare l’organico della locale Stazione dei Carabinieri da 12 alle 14 unità previste, sottolineando comunque come CAstelfidardo occupi il 22° posto nella graduatoria provinciale del rapporto tra popolazione e numero di reati. L’assessore ha infine richiamato il tema della responsabilità educativa, osservando come molti giovani maturino un senso di impunità ritenendo che, essendo minorenni, non subiranno conseguenze. Una convinzione che, secondo Marconi, va contrAstata attraverso scuola, famiglia ed educazione civica.

Nelle conclusioni il direttore della Cna Provinciale di Ancona Massimiliano Santini ha ricordato il ruolo che il sistema delle imprese può svolgere nella sicurezza urbana, richiamando il protocollo sottoscritto dalle associazioni di categoria con la Prefettura di Ancona per la realizzazione di una rete di locali sicuri. Il protocollo prevede forme di collaborazione diretta tra esercenti e forze dell’ordine, sistemi di videosorveglianza collegati con le centrali operative e codici di comportamento condivisi, confermando come negozi, pubblici esercizi e piccole imprese rappresentino autentici presìdi sociali dei quartieri e dei centri storici.«Da questa ricerca emerge un’esigenza precisa – ha dichiarato Andrea Cantori, segretario della Cna di Zona Sud di Ancona – il disagio minorile non può più essere affrontato esclusivamente entro i confini dei singoli comuni. Osimo, CAstelfidardo e Loreto costituiscono un unico territorio dal punto di vista sociale. I ragazzi frequentano le stesse scuole, gli stessi luoghi di aggregazione e gli stessi mezzi pubblici. Anche le risposte devono diventare territoriali. Come Cna sosteniamo da anni la necessità di rafforzare la gestione associata dei servizi tra i Comuni della Zona Sud. Oggi, però, crediamo sia arrivato il momento di aprire una riflessione ancora più ampia. Una possibilità è quella di costruire una vera integrazione dei servizi sociali all’interno dell’Ambito. L’altra, che riteniamo meriti un confronto serio all’interno dell’Anci e con la Regione Marche, è valutare se le competenze relative ai minori e al disagio giovanile possano essere affidate direttamente all’Ast, che già oggi gestisce le componenti sanitarie e psicologiche di questi percorsi».


«Non ci interessa difendere un modello organizzativo piuttosto che un altro. Ci interessa che il sistema diventi più efficace. Se vogliamo prevenire davvero il disagio giovanile, dobbiamo mettere insieme competenze sociali, educative, sanitarie e psicologiche, superando frammentazioni che oggi rischiano di indebolire la capacità di risposta del territorio. La sicurezza – conclude Cantori – non si costruisce soltanto con il controllo del territorio. Si costruisce anche con servizi forti, con dati condivisi, con una programmazione comune e con una comunità capace di investire nei propri giovani prima che il disagio si trasformi in cronaca».

 

Indicatore 2024 2025 Variazione
Indagini richieste dalla Procura dei Minorenni 20 52 +160%
Segnalazioni provenienti da scuola e altri soggetti 2 3 +50%
Minori sottoposti a misure di vigilanza 7 18 +157%
Minori affidati a comunità educative 12 19 +58%
Minori affidati a famiglie 8 7 -12,5%

Fonte Comune di Osimo

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 Maria Paola Cancellieri

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