Riposo, sport, preghiera: a poco più di un anno dall’inizio del suo pontificato, sta per iniziare la seconda vacanza estiva di Papa Leone VIX a Castel Gandolfo. In questi mesi, Prevost ha abituato i castellani alle sortite del lunedì per poi vederlo uscire il martedì sera da Villa Barberini per far ritorno a Roma. La scena è ormai consueta: il cancello si apre, attorniato dalla sicurezza e dal personale vaticano, Leone attraversa la strada per avvicinarsi al capannello di giornalisti, rispondere alle domande con disponibilità e cortesia, stringere mani tra l’esultanza di una piccola folla di fedeli che sempre si raduna per salutarlo.
Dopo il primo anno da pontefice, segnato da guerre e scenari tragici sullo scacchiere mondiale, infine dalle recentissime tensioni legate allo scisma lefebvriano, il soggiorno estivo a Castel Gandolfo appare ancora più necessario, non soltanto per sfuggire alla canicola romana.
Come anticipato da Castelli Notizie già mesi fa, tra le novità di quest’estate c’è la scelta di risiedere a Palazzo Pontificio, non più a Villa Barberini, per motivi di sicurezza e di comodità, ma anche perché sede naturale da 400 anni a questa parte, con qualche eccezione, della villeggiatura dei papi a Castel Gandolfo, L’estate 2026 riserva anche un’altra novità: per Leone XIV culminerà in una messa al lago, in linea con una delle più sentite tradizioni del luogo.
Il calendario delle vacanze: a luglio e ritorno ad agosto tra messe Angelus e celebrazioni
La Prefettura della Casa Pontificia ha comunicato il calendario di Leone XIV per la stagione estiva 2026: dal pomeriggio di domenica 6 luglio, Prevost, reduce dalla visita a Lampedusa prevista il giorno precedente, incentrata sul tema dei migranti, si trasferirà a Castel Gandolfo per dare inizio alla vacanza. In questi giorni, il pontefice è al lavoro: la sua agenda è ancora fitta di appuntamenti. Il primo soggiorno estivo è previsto dal 6 al 20 luglio. Ci sono date ufficiali di celebrazione di messe e recite dell’Angelus: domenica 13 luglio, Leone XIV celebrerà la messa alle 10 nella Parrocchia Pontificia di San Tommaso di Villanova. Alle 12 presiederà la recita dell’Angelus dalla Piazza della Libertà.
Il 20 luglio, il papa andrà alla Cattedrale di Albano per celebrare l’Eucaristia alle 9 e 30, di seguito tornerà a Castel Gandolfo per l’Angelus e nel pomeriggio rientrerà in Vaticano. Per tutto il mese di luglio saranno sospese le udienze private e non ci saranno neanche quelle generali del 9, 16 e 23 luglio. La ripresa del calendario ordinario sarà a partire dal 30 luglio. Ci sarà poi un secondo soggiorno estivo a Castel Gandolfo ad agosto. Il 15 agosto, solennità dell’Assunzione della Vergine Maria, Leone XIV celebrerà la messa alle 10 nella Parrocchia Pontificia e successivamente reciterà l’Angelus. Infine, il 17 agosto, dopo l’Angelus, il Pontefice dovrebbe concludere il soggiorno estivo e rientrare in Vaticano.
Il ritorno del Papa a Palazzo Apostolico
Del soggiorno di un papa a Palazzo Apostolico se ne erano perse le tracce da molto tempo. Il riferimento è al pontificato di Francesco che, come ormai è noto, trasformò il Palazzo in museo senza mai abitarci, preferendo passare le estati a Santa Marta in perfetto spirito francescano. Ora, con l’agostiniano originario di Chicago, il Palazzo torna alla sua funzione originaria di residenza estiva dei pontefici. Questo spiega perché l’apertura al pubblico sarà temporaneamente sospesa. Sono in corso di ultimazione i lavori e le migliorie per accogliere il Santo Padre. Sembrerebbe che già l’anno scorso ci fosse stata la chiara volontà di trascorrere la vacanza a Palazzo, ma i tempi stretti non avrebbero consentito di realizzare i desiderata papali. Alla base del cambio di residenza, ci sarebbero anche motivi di sicurezza, logistici: l’accesso a Villa Barberini che affaccia direttamente su strada, renderebbe più difficile il controllo di fedeli e visitatori che arrivano a salutare il papa. Il Palazzo Apostolico garantisce invece un assetto più protetto, offre condizioni logistiche più funzionali, maggiori comfort, dispone anche della piscina voluta da Giovanni Paolo II.
Come i castellani ben ricordano, nel 2016 papa Francesco, fece una scelta mai compiuta prima: aprì gli appartamenti privati dei papi alle visite trasformando il Palazzo in museo accessibile a tutti. Poi, dal 2021, anche i giardini delle Ville Pontificie sono diventati accessibili. Con Prevost, c’è il ritorno a una pratica secolare che dal Seicento ha fatto di Castel Gandolfo il caro rifugio estivo dei pontefici.
La Messa al lago, omaggio alla comunità
I bene informati lo danno per certo: c’è una novità ben più allettante nell’estate 2026. Papa Prevost avrebbe in programma di celebrare messa nella chiesa di Maria Santissima del lago Albano, comunemente nota come Madonna del Lago, proprio in occasione della festa dedicata alla Madonna del Lago che si celebra ogni anno l’ultimo fine settimana di agosto sia sulle sponde che al lago con la processione dei natanti. Leone XIV dovrebbe celebrare la messa mercoledì 29 agosto al cospetto di un un numero ristretto di invitati, non più di un centinaio tra autorità civili, religiose e militari, imposto dalla limitata capienza della chiesa voluta e consacrata da Papa Paolo VI, frequentata anche da Giovanni Paolo II che vi celebrò la messa il 2 settembre 1979. La chiesa è parte della parrocchia della collegiata di San Tommaso di Villanova. Negli anni ‘60 Paolo VI, ne stimolò la costruzione: secondo la tradizione, seguì personalmente l’avanzamento dei lavori per poi inaugurarla il 15 agosto 1977. Non poté visitarla altre volte: come si sa, morì l’anno dopo il 6 agosto 1978 proprio a Palazzo Pontificio. Essenziale nelle linee architettoniche, l’edificio si caratterizza per la struttura in cemento armato bianco e l’imponente croce. All’interno custodisce il tabernacolo, la statua della Madonna del Lago, portata ogni anno in processione sul battello Falco del Parco Regionale dei Castelli Romani, e una Pietà donata proprio da Paolo VI.
Il terzo pontefice nella storia a dire messa al lago
Abituato a condividere la vita e le usanze delle comunità locali fin dai lunghi anni di missione in Perù, Prevost diventerebbe il terzo pontefice a celebrare messa nella chiesa della Madonna del Lago. Intanto, in poco più di un anno di pontificato, ha già impresso un segno nella storia del borgo legato a filo doppio con quella dei papi. Finora il suo stile è stato all’insegna della sobrietà e della riservatezza: nessuna apparizione pubblica né passeggiata tra le vie del centro storico come qualcuno avrebbe desiderato o sperato, ma una presenza discreta e costante, fatta di visite fisse, incontri e momenti di preghiera. I castellani si sono abituati ai suoi arrivi infrasettimanali per rinfrancarsi dalle fatiche romane, avvertono la sua presenza silenziosa. Il gesto nuovo, l’idea della messa al lago, dimostra affetto per la comunità, familiarità con le tradizioni locali, compresa la suggestiva processione nelle acque lacustri, e la volontà di partecipare alle vicende che tra fede e devozione ruotano intorno a un lago, sofferente ma sempre speciale, in cui è ormai di casa. Il giorno successivo, il 30 di agosto, nella stessa chiesa è previsto il tradizionale motoraduno per la Madonna del Lago, organizzato da ‘don biker’, ovvero Padre Tadeusz Rozmus: prevede la messa e la benedizione dei riders e dei loro mezzi, infine la sfilata con il saluto alla Madonna. Sarebbe curioso ma non inverosimile vedere sfilare in moto anche Prevost che proprio l’anno scorso ha raccontato al parroco della chiesa pontificia di Castel Gandolfo di essere anche lui un rider. Il religioso salesiano, noto per indossare un chiodo di pelle con l’effigie di Gesù Misericordioso, ha fatto confezionare e regalato al papa, arrivato per la prima vacanza a Castel Gandolfo, una giacca di pelle bianca identica alla sua.
Se sarà confermata, la messa del 29 agosto non sarà solo uno degli appuntamenti più significativi dell’estate di papa Leone XIV, ma segnerà anche un nuovo capitolo nel rapporto tra il pontefice e Castel Gandolfo destinata a entrare nella memoria recente del borgo. Il suo gesto semplice, ma profondamente simbolico, restituisce centralità a una comunità da secoli legata alla presenza dei papi e alle sue tradizioni più autentiche.
Un anno di pontificato: il Papa della pace e dell’Enciclica sull’Intelligenza Artificiale a Castel Gandolfo per ‘staccare la spina’
L’8 maggio 2026, Leone XIV ha celebrato il primo anniversario della sua elezione al soglio di Pietro. Dodici mesi intensi, scanditi da udienze, missioni, incontri internazionali e continui appelli per una “pace disarmata”. Il pontefice ha invocato più volte il cessate il fuoco nei principali teatri di guerra, pregando anche per la pace al Santuario di Pompei. Ha compiuto viaggi apostolici di forte rilievo pastorale e diplomatico in Turchia, Libano e in diversi Paesi africani. Ha inoltre rilanciato l’idea di una Chiesa missionaria, aperta al dialogo e capace di guardare oltre i propri confini. Tra gli atti più significativi del suo pontificato spicca la pubblicazione, il 25 maggio scorso, della sua prima Enciclica ‘Magnifica Humanitas, Sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale’, la prima nella storia interamente dedicata all’IA. Firmata il 15 maggio, nel 135esimo anniversario della Rerum Novarum di Leone XIII, l’Enciclica propone un ideale passaggio di testimone: se allora la Chiesa affrontò le sfide della rivoluzione industriale, oggi si confronta con la rivoluzione digitale.
Al centro del documento vi sono la dignità inviolabile della persona e il primato della coscienza umana, la critica al paradigma tecnocratico, fondato esclusivamente su profitto ed efficienza, all’uso degli algoritmi capaci di alterare il confine tra vero e falso. C’è un forte appello a “disarmare l’intelligenza artificiale” e la netta condanna dell’impiego militare degli algoritmi.
Dopo mesi segnati da sfide globali, Castel Gandolfo rappresentaun sicuro rifugio, un luogo di riposo, preghiera e contemplazione, come è sempre stato nella storia dei papi. Qui il pontefice può rallentare il ritmo senza interrompere il dialogo con i fedeli, ritrovare una dimensione più raccolta e umana, rafforzare il legame con un territorio che da secoli accoglie gli eredi di Pietro. Può ‘staccare la spina’, protetto dai castellani.
Piera Lombardi
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