Di fronte a una delegazione di marolini la maggioranza respinge la mozione dell’opposizione sulla barriera anti-intrusione di Marola e approva un proprio ordine del giorno che impegna sindaco e giunta a proseguire il confronto con la Marina militare, rinviando all’autunno il tavolo tecnico sull’attivazione definitiva della recinzione per non compromettere la stagione estiva. Il documento, votato anche dal consigliere Cenerini, punta a mantenere aperto il dialogo con il Comando interregionale marittimo Nord, l’Associazione Porticciolo San Vito e la Borgata di Marola, prevedendo inoltre aggiornamenti periodici al consiglio comunale e approfondimenti in commissione, anche sul progetto di messa in sicurezza del Campo in Ferro e sull’eventuale restituzione dell’area alla città.
Il voto, però, è stato soltanto il punto d’arrivo di una discussione andata avanti per oltre due ore che ha riportato in aula tutte le questioni aperte sul rapporto tra Marola e la Marina militare già emerse nel corso delle due assemblee pubbliche che hanno radunato gli abitanti nell’area verde del borgo: dalla barriera antintrusione al progetto “Basi Blu”, fino alla bonifica del Campo in Ferro e alle servitù militari che da oltre un secolo condizionano la vita dei marolini.
Per l’opposizione, la barriera rappresenta soltanto l’ultimo tassello di un processo molto più ampio. La capogruppo del Partito democratico Martina Giannetti, presentando la mozione, ha ricordato come ai residenti siano state prospettate fasce orarie di accesso ritenute troppo restrittive rispetto alla richiesta avanzata dal quartiere, che chiede il passaggio libero dalle 6.30 alle 23.30. Ma soprattutto ha accusato l’amministrazione di avere assunto un atteggiamento “remissivo e dilatorio”, limitandosi ad accettare decisioni prese altrove.
Una lettura condivisa anche da Roberto Centi, capogruppo di Avs-LeAli a Spezia, secondo cui il vero tema non è la recinzione in sé. “La barriera è solo una minima parte di un problema politico molto più vasto”, ha affermato, chiedendo un confronto stabile con Governo e Marina sul futuro dei borghi di Marola e Cadimare. Secondo Centi, anche la scelta della messa in sicurezza operativa del Campo in Ferro, anziché di una bonifica definitiva, dimostrerebbe l’assenza di una strategia complessiva.
Sulla stessa linea la collega di lista Giorgia Lombardi, che ha definito la barriera “il simbolo di un rapporto deteriorato tra istituzioni e comunità”, ricordando come negli anni il borgo abbia progressivamente perso il proprio rapporto con il mare a causa delle servitù militari. Da qui anche la richiesta di capire se il Comune abbia mai formalizzato la proposta alternativa del “Varco Mirabello”, avanzata dai cittadini durante le assemblee pubbliche.
Il dibattito si è allargato rapidamente al progetto “Basi Blu”, destinato a ridisegnare la base navale nei prossimi anni. Il dem Andrea Montefiori ha sostenuto che sia proprio questo il nodo politico sul quale l’amministrazione avrebbe evitato un confronto pubblico. A suo giudizio l’ordine del giorno approvato dalla maggioranza è “molto debole”, perché si limita a “caldeggiare” le richieste dei cittadini senza assumere una posizione più netta nei confronti della Marina. Se davvero le esigenze di sicurezza fossero così inderogabili, ha osservato, non avrebbe senso parlare di un rinvio dell’attivazione della barriera dopo l’estate.
Altri due consiglieri Pd sono intervenuti nel dibattito. Andrea Massalongo Leoni ha contestato quanto fatto dall’amministrazione negli ultimi nove anni, accusandola di essere stata un semplice “passacarte” della Marina e ricordando il protocollo del 2017 che prevedeva la restituzione di circa 5 mila metri quadrati di specchio acqueo, rimasto lettera morta. Dino Falugiani ha rincarato la dose, sostenendo che la barriera servirebbe a preparare il terreno proprio al progetto “Basi Blu” e criticando anche la gestione del Campo in Ferro, che “non è stato bonificato ma soltanto coperto”.
La maggioranza ha respinto queste ricostruzioni, rivendicando il lavoro di mediazione svolto in questi mesi.
Giacomo Peserico, capogruppo di Spezia civica, ha invitato a evitare contrapposizioni ideologiche, sottolineando come il consiglio dovrebbe parlare con una sola voce per rafforzare la posizione del sindaco nei confronti dello Stato. Nessuno, ha osservato, mette in discussione il diritto dei cittadini ad accedere al mare, ma la presenza di esigenze di difesa nazionale rende inevitabilmente complessa ogni trattativa.
Anche Oscar Teja, di Orgoglio Liguria, ha ricordato che l’assessore Pietro Antonio Cimino ha già trasmesso ufficialmente alla Marina le richieste emerse dalle assemblee dei cittadini e ha ribadito come la decisione finale sulla sicurezza della base spetti esclusivamente ai vertici militari. Sul Campo in Ferro ha inoltre sostenuto che “i parametri di monitoraggio ambientale sono attualmente nella norma”, ricordando che il progetto “Basi Blu” prevede investimenti fino al 2039.
Toni analoghi da Alessandro Gai, esponente di Fratelli d’Italia, che ha ricordato come il difficile rapporto tra Marola e l’Arsenale risalga addirittura alla nascita della base militare nel 1862. Pur riconoscendo i disagi dei residenti, ha invitato ad affrontare la questione con pragmatismo, proponendo come obiettivo immediato il rinvio dell’attivazione della barriera dopo l’estate per consentire il regolare svolgimento delle attività legate al Palio del Golfo.
Nel dibattito è intervenuto anche il consigliere del gruppo misto Fabio Cenerini, che pur criticando sia la mozione dell’opposizione sia il documento della maggioranza, ha scelto di votare quest’ultimo. Ha parlato di un atteggiamento “arrogante” da parte della Marina militare e ha suggerito di affidare al sindaco un mandato chiaro per ottenere almeno un ampliamento delle fasce orarie di accesso, giudicando però irrealistica la richiesta di un’apertura totale.
Tra i momenti più accesi della seduta, l’intervento dell’assessore ai Rapporti con le forze armate Pietro Antonio Cimino, chiamato in causa dall’opposizione anche per il suo passato nella Marina. Cimino ha respinto ogni insinuazione sulla propria imparzialità, ricordando di essere in pensione da oltre dieci anni e di rappresentare esclusivamente gli interessi della città. Ha rivendicato il lavoro svolto nelle trattative con la Marina, spiegando di avere trasmesso tutte le richieste dei cittadini e di avere ottenuto, tra l’altro, la garanzia dell’uscita libera per gli allenamenti della borgata. Quanto all’accordo del 2017 sulla restituzione dello specchio acqueo, lo ha definito “formalmente nullo e tecnicamente inattuabile” per i vincoli militari e ambientali esistenti.
A chiudere il confronto è stato il sindaco Pierluigi Peracchini, che ha difeso l’operato della giunta e quello dell’assessore Cimino, assicurando che l’amministrazione continuerà a confrontarsi con la Marina per ottenere le migliori condizioni possibili per Marola. Il primo cittadino ha ricordato come l’attuale scenario internazionale imponga misure di sicurezza particolarmente rigorose, ma ha anche sottolineato che proprio il dialogo istituzionale ha consentito di riaprire il confronto sulla barriera. “Non esitiamo a litigare con la Marina, con Enel o con l’Autorità portuale quando è necessario difendere gli interessi della città”, ha affermato, confermando l’impegno a garantire l’accesso al mare per tutta l’estate e a proseguire il percorso sul recupero del Campo in Ferro.
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Thomas De Luca
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