16 luglio 2026 | 14:10
Alcuni momenti del consiglio comunale di Vignolo id ieri sera
Clima teso durante la seduta di mercoledì 15 luglio: lo strappo del neonato gruppo misto ridefinisce i numeri dell’assise. Le opposizioni attaccano: «Vignolo è trascurata, si torni al voto». La replica del primo cittadino: «Fatto il massimo in una situazione complessa, la percentuale di programma svolta non è bassa»
Un vero e proprio terremoto politico ha contraddistinto il Consiglio comunale di ieri sera (mercoledì 15 luglio) a Vignolo. Una frattura si è infatti consumata tra i banchi della maggioranza guidata dal sindaco Danilo Bernardi dove cinque consiglieri su sette (Alessandro Ferrero, Enzo Giraudo, Davide Panero, Andrea Lisa e Corradina Esposito) hanno ufficializzato il distacco dalla lista nella quale erano stati eletti nel 2024, dando vita a un nuovo gruppo autonomo misto.
Sullo strappo è intervenuto il consigliere di opposizione DenisScotti (Cambiamo Vignolo), che ha voluto evidenziare la fragilità della coalizione che oggi amministra il paese:
«Non possiamo nasconderci dietro un dito: se la maggioranza fosse stata coesa, non ci sarebbe stato bisogno di alcun gruppo alternativo. È evidente che esistono dissidi interni che, finora, conoscevamo solo in parte. Ci preme tuttavia sottolineare che la nostra attività di opposizione e di stimolo al dibattito consiliare ha svolto un ruolo chiave nel far emergere alcune contraddizioni. Per questo motivo, ho invitato ufficialmente tutti i consiglieri e il Sindaco ad avviare una profonda riflessione politica che deve necessariamente coinvolgere l’intera assise volta a capire come procedere da qui al prossimo futuro.»
Ancora più duro l’affondo di un altro consigliere di minoranza, l’ex sindaco Roberto Giraudo, che ha chiesto esplicitamente un passo indietro alla guida del Comune:
«Chiedo al Sindaco le dimissioni. Non per questioni personali, ma per il paese, per Vignolo e per i cittadini. Non si può andare avanti così con soli due consiglieri (che sono anche assessore e vicesindaco) che fanno capo alla lista originaria che ha espresso il Sindaco. Il paese continua ad essere trascurato, necessita di maggior attenzione e cura. La minoranza è immediatamente disponibile per rimettere il mandato in mano ai cittadini di Vignolo.»
I consiglieri di minoranza Roberto Giraudo e Denis Scotti
Dal canto suo il sindaco Danilo Bernardi ha difeso l’operato dell’amministrazione e respinto con fermezza la richiesta di dimissioni avanzata dalle opposizioni:
«Non posso non dire di essere stato molto stupito del documento che avete inviato. Credo che molti limiti e molti difetti siano stati ben descritti, ne avrei molti da aggiungere. Ciò nonostante, ho cercato di fare il meglio che potessi fare in una situazione nella quale siamo inseriti tutti. Tutti abbiamo un’età, tutti abbiamo una famiglia, tutti abbiamo un lavoro. E in più, sapete bene tutti quanto costa a ognuno di noi.»
Il primo cittadino ha quindi richiamato i consiglieri ai propri doveri istituzionali, sottolineando la necessità di un atteggiamento propositivo:
«Il consigliere comunale non deve essere pregato di venire alle riunioni: deve venire e deve essere propositivo per il paese per il quale è stato eletto. Per me la carta, confermo questa sera, è bianca. Se qualcuno ha intenzione di scrivere qualcosa, di presentare un progetto, io sono il più disponibile. Ma ci sono delle implicazioni amministrative, delle scadenze, mille presenze a cui il sindaco deve adempiere. Tutto questo mette in grande difficoltà il ruolo del sottoscritto e dei miei colleghi con i quali ho un confronto. Tutti diciamo “non riusciamo a stare dietro a tutte le cose”.»
Bernardi ha poi affrontato direttamente il tema delle dimissioni e dello stato di attuazione del programma:
«Sicuramente questo documento mi ferisce molto, ma non mi dimetto. Non mi dimetto per il senso di responsabilità che ho preso il primo giorno in cui ho deciso, con tre di voi presenti e gli altri a seguire, di ricandidarmi, con tutta la fatica personale e privata che questo ha comportato e continua a comportare. Chi vuole andarsi a prendere il programma elettorale faccia un confronto con le cose che a questo momento sono state svolte, e vedrà che la percentuale non è bassa.»
Il sindaco ha inoltre voluto chiarire pubblicamente lo stato dei lavori relativi al parco cittadino, inserito in una cornice di finanziamenti europei:
«Lo dico pubblicamente perché i cittadini devono saperlo: il parco è all’interno di un progetto europeo chiamato FESR, sono dei fondi europei sui quali i sindaci, i tecnici, la maggioranza tutti insieme abbiamo dovuto scervellarci per entrare nei parametri richiesti da questi contributi. Qualcuno si è inventato il campo da tennis, la palestra, il rifacimento delle luci del campo sportivo? Cose che, ringraziando chi ci ha preceduti, a Vignolo erano già presenti. Per cui si è trovata questa soluzione perché quel parco fa parte integrante, da tre mandati, del programma che la compagine di maggioranza ha proposto ai cittadini.»
In conclusione un appello alla responsabilità collettiva:
«Non ho motivo di non pensare che ci sia il senso di responsabilità amministrativa e istituzionale che ci permetterà di continuare il percorso fin qui intrapreso, per il bene unico del nostro paese, che non è Danilo, non è Tottalla, non è Isabella, non è Alessandro, non è Roberto Giraudo. Queste situazioni non fanno bene al bene comune perché sottraggono tempo, ma ciò nonostante confido nel senso di responsabilità di ognuno dei componenti del Consiglio comunale. Il nostro è il bene del paese e non è qualcos’altro.»
I cinque consiglieri “dissidenti” hanno precisato che, finché il programma elettorale sarà rispettato, continueranno a garantire la fiducia all’amministrazione, ma è innegabile che un atto politico di tale portata apra inevitabilmente una fase di profonda incertezza a tre anni dalla scadenza naturale del mandato, visto che nel gruppo che fa capo al sindaco restano soltanto il suo vice Danilo Tortalla e l’assessora Isabella Bodino. A Bernardi l’arduo compito di gestire questa crisi politica, ma naturalmente tutto dipenderà da ciò che farà il neonato gruppo misto: manterrà l’appoggio esterno promesso o si scivolerà rapidamente verso la fine anticipata della consiliatura?
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Fabio Rubero
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