Raddoppio ferroviario e opere compensative, il Consiglio comunale approva gli indirizzi del protocollo


TERMOLI. Il Consiglio comunale ha approvato con i soli voti della maggioranza la delibera che recepisce gli indirizzi del protocollo d’intesa sottoscritto il 21 maggio 2025 tra Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Regione Molise, Rete Ferroviaria Italiana, FS Sistemi Urbani e Comune di Termoli.

Un passaggio ritenuto fondamentale nel percorso che accompagna il raddoppio ferroviario della tratta Termoli-Lesina e la definizione delle opere compensative per la città.

L’opposizione ha scelto di non partecipare al voto, contestando metodo e contenuti del provvedimento.

La delibera prende atto della sottoscrizione del protocollo e del completamento dello studio di fattibilità predisposto al termine del tavolo tecnico tra gli enti coinvolti.

Il documento individua gli obiettivi da perseguire: mitigazione acustica della linea ferroviaria, riqualificazione dell’area della stazione, incremento dei parcheggi, collegamenti con la zona industriale, opere di ricucitura urbana e interramento dell’elettrodotto della sottostazione elettrica.

Lo stesso atto precisa però che ogni intervento sarà subordinato ai successivi passaggi progettuali, alle autorizzazioni e soprattutto al reperimento delle risorse economiche necessarie.

La discussione in aula ha evidenziato una netta contrapposizione tra maggioranza e opposizione.

La consigliera Marcella Stumpo ha criticato anzitutto la gestione della documentazione, sostenendo che i consiglieri di minoranza non siano stati messi nelle condizioni di esaminare lo studio di fattibilità durante i lavori della commissione.

Nel merito ha spiegato di non voler partecipare al voto perché, a suo giudizio, il documento contiene soltanto intenzioni e rendering privi di valore vincolante, senza alcuna certezza sull’effettiva realizzazione delle opere illustrate.

Ha inoltre espresso forti perplessità sulle soluzioni individuate per la copertura della ferrovia e sull’insufficienza delle misure previste sotto il profilo paesaggistico e ambientale.

Anche Manuela Vigilante, intervenendo a nome del gruppo del Partito Democratico, ha annunciato la non partecipazione al voto.

Secondo la consigliera, il protocollo non offre alcuna garanzia concreta sulle opere compensative richieste dalla città.

Lo studio di fattibilità, ha osservato, rappresenta soltanto un’ipotesi progettuale e nella stessa documentazione trasmessa da RFI si chiarisce che i successivi sviluppi dipenderanno dalla disponibilità delle risorse finanziarie necessarie sia per la progettazione sia per la realizzazione degli interventi.

Vigilante ha inoltre ricordato che il raddoppio ferroviario comporterà un impatto significativo sul tessuto urbano e ambientale di Termoli, motivo per cui ritiene indispensabili impegni molto più stringenti da parte delle Ferrovie.

Diversa la posizione di Nicola Felice, che pur annunciando voto favorevole ha sollecitato un’accelerazione dell’intero iter.

L’ex sindaco ha riconosciuto che RFI ha rispettato il primo impegno previsto dal protocollo, depositando lo studio di fattibilità, ma ha evidenziato come il vero passaggio decisivo resti il progetto di fattibilità tecnico-economica, unico documento capace di quantificare costi, finanziamenti e cronoprogramma.

Felice ha inoltre richiamato la necessità di ricostruire la complessa vicenda delle aree ferroviarie utilizzate dal Comune negli ultimi decenni, sostenendo che in passato vi fossero interlocuzioni con Ferrovie dello Stato che meritano oggi un approfondimento amministrativo e patrimoniale.

Molto critico anche Oscar Scurti, che ha lamentato ancora una volta la trasmissione tardiva di atti considerati fondamentali per il futuro della città.

Secondo il consigliere, il Comune avrebbe assunto impegni importanti senza avere in mano un progetto definitivo né la certezza delle coperture economiche.

Per Scurti il rischio è che Termoli conceda oggi molto alle Ferrovie senza avere la garanzia che tutte le compensazioni previste vengano realmente finanziate e realizzate.

Sul fronte della maggioranza è intervenuto il presidente della IV Commissione, Bruno Fraraccio, che ha definito l’accordo un risultato storico, frutto di un lungo lavoro istituzionale.

Secondo Fraraccio, l’operazione consentirà al Comune di recuperare il governo di importanti spazi urbani, migliorare la mobilità attorno alla stazione, realizzare nuovi parcheggi e avviare una complessiva rigenerazione dell’area ferroviaria.

Anche Giuseppe Mottola ha ricordato come già nel 2013 RFI avesse formalmente chiesto la restituzione delle aree occupate dal Comune, sostenendo che l’attuale amministrazione stia affrontando una questione rimasta irrisolta per molti anni e cercando di regolarizzare una situazione particolarmente complessa.

Le conclusioni sono state affidate al sindaco Nico Balice, che ha respinto le accuse dell’opposizione.

Il primo cittadino ha spiegato che il protocollo prevede un percorso ben preciso: prima lo studio di fattibilità, poi il progetto di fattibilità tecnico-economica e infine la progettazione definitiva ed esecutiva.

Balice ha inoltre sottolineato di aver subordinato l’approvazione della delibera proprio alla consegna dello studio da parte di RFI, sostenendo che il Comune abbia dovuto affrontare una delicata operazione di regolarizzazione delle aree ferroviarie occupate nel corso degli anni.

Pur riconoscendo la difficoltà della trattativa con Ferrovie dello Stato, il sindaco ha rivendicato il lavoro svolto dall’amministrazione per ottenere le opere compensative destinate alla città.

Al termine del confronto il Consiglio ha approvato la delibera con 19 voti favorevoli della maggioranza.

I consiglieri di opposizione hanno confermato la scelta di non partecipare né alla votazione del provvedimento né a quella sull’immediata eseguibilità, ribadendo le riserve espresse durante il dibattito.

Emanuele Bracone




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