17.32 – lunedì 27 luglio 2026
(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
///
APPROVATO 20 A 14 IL RENDICONTO PAT 2025
Nel primo pomeriggio si è conclusa la discussione generale sul d.d.l. 88/XVII, che porta il rendiconto generale della Pat. Il testo è stato approvato con 20 sì e 14 no.
Il presidente Pat Fugatti ha rinviato la sua replica al momento in cui la potrà fare cumulativamente sul ddl 89/XVII di assestamento del bilancio Pat 2026-28, per il quale è ora iniziata la discussione generale.
La discussione sul rendiconto generale
Lucia Coppola (Avs). Ha ripreso il discorso cominciato questa mattina, con altre argomentazioni.
Scandalosa e ingrata l’uscita del presidente del Napoli De Laurentis su Dimaro, dico en passant.
Il turismo va forte in Trentino, ma il Pil e la qualità delle strutture ricettive nel vicino Alto Adige è ben superiore, questo perché da noi si è puntato troppo sulle seconde case invece che sugli alberghi.
Mobilità: manca un piano provinciale e un ragionamento sulla sostenibilità, ci sono moltissimi disservizi nel trasporto pubblico ed è imbarazzante anche lo stato penoso delle macchinette obliteratrici (con relativo buco nelle entrate di cassa).
Una mia idea è che servirebbe un parcheggio di attestamento in Piana Rotaliana, con scambio intermodale poi sulla ferrovia Trento-Malé per chi raggiunge Trento.
Bypass ferroviario di Trento: peccato che il sindaco Ianeselli stesso abbia sostenuto l’opera, che parte a nord da un sito inquinatissimo, con enormi criticità.
Altra opera sbagliata e pericolosa è la galleria prevista sotto la Marzola.
Eleonora Angeli (Gruppo Misto). Sono popolare, autonomista e cristiana.
Sono esponente della maggioranza e legata al programma di legislatura della coalizione, ma non rinuncio alle richieste di mediazione sulle idee dei consiglieri.
Detto questo, apprezzo il rendiconto 2025.
Ritengo opportuno soffermarmi sul tema anche politico del Cpr a Trento: da solo non basta, servono – lo dico anche da cristiana – adeguati programmi di accoglienza per chi rispetta le regole e vuole lavorare.
Occorre regolare i flussi.
Occorre prevenire il peggio e trovare soluzioni, è questa la missione degasperiana della nostra Autonomia.
Penso ad ambiente, giovani, sviluppo dell’Euregio, spirito europeo, sanità.
Michela Calzà (Pd). Tanto l’attivismo sbandierato e gli annunci da questa amministrazione provinciale, poi alla prova del rendiconto emerge che risultati se ne sono portati a casa ben pochi.
Solo il 15% delle scadenze annunciate è stato rispettato.
C’è uno stile di comunicazione afflitto da annuncite, è tutto un annunciare partenze, anche più volte per la stessa opera.
Spesso si tratta di strade e si percepisce scarsa programmazione e logica complessiva.
Sul trasporto pubblico in chiave ecologica siamo in totale ritardo di idee e di progetti.
Previsioni delle entrate nelle casse Pat: la pesante sottostima si verifica tutti gli anni ed è un segnale negativo, significa posticipazione sistematica delle scelte.
Intanto il Pil, il manifatturiero, l’export danno riscontri molto deludenti, c’è una debolezza strutturale della nostra economia.
C’è bassa occupazione, ma le retribuzioni sono troppo basse, i giovani non trovano lavoro qualificato, le famiglie soffrono e mancano le case.
Dovremmo aprire una verifica politica su tutto il sistema di investimenti decisi da questo governo provinciale.
Stefania Segnana (Lega). Rivendico al governo provinciale, ai vertici Pat e Apss, al Ministero competente il risultato di avere costruito da zero la Facoltà di Medicina, voluta la scorsa legislatura dall’amministrazione Fugatti, un successo chiaro che risponde all’oggettiva carenza di medici.
In accordo con l’ateneo di Verona siamo riusciti a incrementare di molto l’organico degli infermieri.
C’è stato il rinnovo dei contratti di settore con l’assessore Tonina.
Anche sulle Case della Comunità si sta giocando con coraggio una partita non facile ma molto promettente.
Walter Kaswalder (Patt). Nelle casse Pat ci sono oltre 5 miliardi di euro, una somma enorme non spesa, in crscita sugli anni precedenti.
Allora anch’io chiedo all’assessore Spinelli: davvero non siamo in grado di spendere?
Vorrei sapere poi dal presidente Fugatti come siano composti i 2 miliardi di residui passivi a fine 2025: perché non si pagano questi conti aperti alle aziende trentine?
All’assessore agli enti locali Zanotelli: avevo proposto l’anno scorso un contributo ai Comuni in difficoltà e in coalizione mi spinsero a ritirare l’emendamento sulla finanziaria, ora vedo – meglio tardi che mai – che la Giunta provvede proprio in quella direzione.
Un mio emendamento ora propone fondi per la polizia municipale, me lo reintrodurranno nel 2027.
Rivolto poi all’assessore alla casa Marchiori: il collega Biada fu richiamato per avere sostenuto il mio emendamento (respinto dalla Giunta) che incentivava l’acquisto della prima casa, ora lei assessore reintroduce il provvedimento.
Io ci metto un emendamento aggiuntivo, spero non venga cestinato perché l’ho presentato io e che la minoranza mi sostenga.
Francesco Valduga. Sulle politiche per la casa: attenzione a come orientiamo le risorse, il progetto Rival rischia di dare soldi a chi già sta bene.
Sanità: i medici possono prescrivere meglio se lavorano insieme, vanno costruiti strumenti di confronto continuo tra i medici di base.
Le Case di comunità, ad esempio, a questo devono servire, non basta inaugurarle perché funzionino in modo innovativo.
Tema Dolomiti Energia: riflettere sulla quotazione in Borsa è giusto, poi però occorre prendere una posizione.
D.e. dovrebbe essere davvero una società di tutta la provincia, da questo punto di vista è un’incompiuta.
Maria Bosin (Patt). Opere pubbliche: è vero, occupano buona parte del bilancio, ma non per questo si omette tutto il resto dell’amministrazione.
Tema del volontariato: va pur detto che abbiamo riformato la materia, avviando un percorso virtuoso apprezzato dalle associazioni.
La recente delibera di Giunta che istituisce il registro B dei club è un passo avanti che attua la riforma e conta, anche se “cuba” cifre di spesa non rilevanti.
Tema dell’acqua: bene ha fatto Fugatti a dargli risalto nella sua relazione in aula, c’è in ballo la possibilità dei trentini di scegliere come impiegarla per il bene dei territori.
Mirko Bisesti (Lega). Solo alcuni cenni.
Su Dolomiti Energia l’intera pagina di relazione di Fugatti è stata autorevole e chiara.
Sicurezza: sì al Cpr come tassello concreto di un piano per governare la materia dell’immigrazione.
Anche l’arrivo di nuovi agenti concordato con Roma è un’azione coerente e fattiva.
Vanessa Masè (La Civica). Ha evidenziato la continuità degli investimenti a sostegno della natalità, della genitorialità e della conciliazione tra vita e lavoro.
Tra le principali voci ha ricordato i 7,24 milioni destinati alla natalità, gli oltre 1,1 milioni del PNRR per il sostegno alla capacità genitoriale, i 10 milioni per il fondo pensione delle casalinghe e i 6 milioni per i buoni di servizio.
La missione dedicata alle politiche sociali e familiari ha registrato una capacità di utilizzo delle risorse pari al 92%.
La consigliera ha inoltre sottolineato il ruolo strategico dell’occupazione femminile, indicata dalla Banca d’Italia come una leva per compensare il calo demografico, aumentare la produttività e sostenere la crescita economica.
Restano tuttavia ostacoli nell’accesso delle donne alle carriere e alla piena valorizzazione professionale.
«Investire sulle famiglie, sulle donne e sul lavoro femminile può produrre grandi risultati per il Trentino, non soltanto in termini di occupazione, ma anche di crescita, innovazione e competitività dell’intero sistema provinciale».
Francesca Parolari (Pd). Secondo la consigliera di opposizione, le poste dell’assestamento di bilancio 2026-28 contraddicono invece l’attenzione dichiarata dalla Giunta verso famiglie e giovani, prevedendo riduzioni per istruzione, formazione professionale, politiche giovanili, disabilità e interventi familiari.
Parolari ha criticato anche il maggiore ricorso ai buoni di servizio, sostenendo che consente alla Provincia di contenere la spesa senza garantire alle famiglie le stesse tutele offerte dai servizi pubblici.
Ha quindi chiesto di chiarire le ragioni dei tagli, soprattutto di fronte alla crescita dei bisogni sociali e delle nuove forme di disabilità tra i minori.
«Ci si riempie la bocca di politiche familiari, giovanili e per la disabilità, ma quando si guardano i conti proprio questi settori subiscono riduzioni significative: si predica una cosa e poi si razzola in modo diverso».
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
admin
Source link








