Il governo prepara un nuovo intervento contro il caro carburanti, con un primo taglio concentrato soprattutto sul gasolio. Dallo sconto minimo all’ipotesi più consistente, ecco quanto potrebbe cambiare il costo di un rifornimento da 50 litri
Un nuovo taglio delle accise per frenare la corsa dei carburanti proprio alla vigilia delle partenze di agosto. Il governo è al lavoro su un intervento immediato, destinato soprattutto al gasolio, al quale dovrebbe seguire l’attivazione del meccanismo delle accise mobili una volta quantificato l’extragettito Iva incassato a luglio.
Il Consiglio dei ministri è stato convocato per il pomeriggio di lunedì 27 luglio, con l’obiettivo di approvare una misura “ponte” contro i rincari. Le cifre definitive devono ancora essere stabilite, ma tra le ipotesi circolate figurano riduzioni differenziate per benzina e diesel, con uno sconto più consistente per quest’ultimo.
Quanto costano oggi benzina e gasolio
L’intervento arriva dopo una nuova accelerazione dei prezzi alla pompa. Secondo i dati diffusi dal ministero delle Imprese e del Made in Italy il 27 luglio, sulla rete stradale nazionale la benzina in modalità self service costa in media 1,982 euro al litro, mentre il gasolio ha raggiunto 2,185 euro.
In autostrada i prezzi medi salgono rispettivamente a 2,071 euro per la benzina e 2,255 euro per il diesel. Il gasolio è così tornato vicino ai massimi raggiunti nel marzo 2022, quando il suo prezzo medio aveva toccato quota 2,229 euro al litro.
La differenza rispetto all’inizio del mese è particolarmente pesante. Dal 3 luglio, giorno in cui è terminato il precedente sconto sulle accise, il prezzo medio del gasolio è aumentato di oltre 30 centesimi al litro sulla rete ordinaria, mentre la benzina è rincarata di quasi 18 centesimi. Per un pieno da 50 litri significa spendere circa 15 euro in più con un’auto diesel e quasi 9 euro in più con una vettura a benzina.
Accise carburanti: quanto si risparmia sul pieno
Il risparmio finale dipenderà dall’entità del taglio deciso dal governo. Va inoltre ricordato che sulle accise viene applicata anche l’Iva al 22%: una riduzione fiscale di 8 centesimi produce quindi, almeno in teoria, un calo alla pompa di 9,76 centesimi al litro.
Considerando un pieno da 50 litri, le simulazioni sono queste:
Taglio di 8 centesimi: il prezzo finale diminuirebbe di 9,76 centesimi al litro, con un risparmio di 4,88 euro sul pieno. Ai prezzi attuali, il gasolio scenderebbe da 2,185 a circa 2,087 euro al litro.
Taglio di 10 centesimi: il risparmio salirebbe a 6,10 euro per un rifornimento da 50 litri. Il diesel si attesterebbe intorno a 2,063 euro al litro.
Taglio di 15 centesimi: il costo del pieno diminuirebbe di 9,15 euro. Il prezzo medio del gasolio scenderebbe a circa 2,002 euro al litro, rimanendo quindi appena sopra la soglia dei due euro.
Taglio di 24 centesimi: nell’ipotesi più consistente circolata nelle ultime ore, il risparmio raggiungerebbe 14,64 euro per 50 litri e il gasolio scenderebbe a circa 1,892 euro al litro.
Si tratta, però, di simulazioni. Perché il beneficio arrivi integralmente agli automobilisti, la riduzione delle imposte dovrebbe essere trasferita per intero sui prezzi praticati dai distributori. L’effetto reale dipenderà inoltre dall’andamento delle quotazioni internazionali del petrolio e dei prodotti raffinati.
Perché il taglio potrebbe favorire soprattutto il gasolio
L’ipotesi di uno sconto differenziato nasce dal fatto che nelle ultime settimane il diesel è aumentato molto più velocemente della benzina. Il rialzo non pesa soltanto sui proprietari di automobili a gasolio, ma anche sull’autotrasporto e sulla distribuzione delle merci.
Un aumento prolungato del diesel può infatti trasferirsi sui costi logistici delle imprese e, indirettamente, sui prezzi dei prodotti venduti ai consumatori. Per questo il primo intervento allo studio dovrebbe essere concentrato proprio sul gasolio, mentre eventuali misure più ampie potrebbero arrivare successivamente.
Il Codacons considera insufficiente un taglio limitato a 7 o 8 centesimi. Secondo l’associazione, per riportare il prezzo medio del gasolio sotto i due euro sarebbe necessaria una riduzione delle accise di almeno 16 centesimi al litro, sempre ipotizzando che lo sconto fiscale venga interamente applicato alla pompa.
Che cosa sono le accise mobili
Il secondo passaggio dovrebbe essere rappresentato dalle cosiddette accise mobili. Il meccanismo permette al governo di utilizzare le maggiori entrate Iva generate dall’aumento del prezzo del petrolio per finanziare una riduzione temporanea delle accise sui carburanti.
In sostanza, quando benzina e gasolio rincarano, lo Stato incassa più Iva. Una parte di questo extragettito può essere restituita agli automobilisti sotto forma di sconto fiscale. È lo stesso sistema utilizzato nei mesi precedenti: l’ultimo intervento aveva ridotto di 5 centesimi al litro le accise su benzina e gasolio fino al 3 luglio, con un beneficio effettivo di circa 6,1 centesimi considerando anche l’Iva.
Le risorse disponibili per il nuovo intervento saranno però decisive. Secondo le prime valutazioni, uno sconto generalizzato di 7-8 centesimi potrebbe essere finanziato con l’extragettito Iva, mentre un taglio più ampio richiederebbe coperture aggiuntive.
Quanto cambierebbe davvero per le famiglie
Un risparmio di circa 5 euro per pieno può sembrare limitato, ma diventa più rilevante per chi utilizza quotidianamente l’automobile. Con due rifornimenti da 50 litri al mese, uno sconto di 8 centesimi sulle accise varrebbe circa 117 euro su base annua, considerando anche l’effetto dell’Iva.
Con un taglio di 15 centesimi, il beneficio teorico salirebbe invece a circa 219 euro l’anno. Un’eventuale riduzione di 24 centesimi porterebbe il risparmio vicino ai 351 euro annui per chi effettua due pieni al mese.
Il punto, quindi, non è soltanto se il governo interverrà, ma quale sarà l’entità effettiva dello sconto, quanto durerà e se la riduzione delle accise sarà trasferita integralmente sui prezzi alla pompa. Solo dopo l’approvazione del provvedimento sarà possibile capire quanto automobilisti, pendolari e famiglie risparmieranno davvero.
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Rita Galimberti
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