Una grande mostra celebra il ritorno di uno dei protagonisti della scultura contemporanea internazionale nella città che ne accompagnò gli esordi italiani. Dal 5 agosto al 31 ottobre Sarzana ospita le opere di Jiménez Deredia nella mostra diffusa “La culla di un artista” che porta le opere monumentali dell’artista in alcuni dei luoghi più rappresentativi della città: piazza Niccolò V, di fronte alla Concattedrale di Santa Maria Assunta, piazza Calandrini, piazza Luni, l’area della Fortezza Firmafede e l’atrio interno di palazzo civico. Sarzana torna a dialogare con la contemporaneità attraverso la scultura di Jiménez Deredia, tra i più importanti scultori contemporanei a livello internazionale, proseguendo nel percorso di Sarzana Contemporanea, il progetto culturale pluriennale promosso dal Comune di Sarzana per trasformare progressivamente la città in un museo a cielo aperto, dove il centro storico diventa spazio di incontro tra arte, storia, architettura e comunità. Il titolo della mostra di Deredia richiama un legame profondo: quello tra un artista e il luogo nel quale una parte fondamentale della sua ricerca ha preso forma. Nel 1977, a un anno dal suo arrivo in Italia, Sarzana accolse infatti una delle sue prime esposizioni in Italia, ospitata proprio nell’atrio di Palazzo Roderio. Fu qui, nella Val di Magra, che un giovane artista appena giunto dal Costa Rica trovò un ambiente culturale e umano capace di accompagnare la nascita della propria identità artistica. Quasi cinquant’anni dopo, le sue opere tornano negli stessi spazi.
Sarzana Contemporanea nasce da una visione precisa: riportare la città al centro del rapporto con la contemporaneità attraverso la scultura e l’arte pubblica. Un percorso avviato negli ultimi anni attraverso il dialogo con artisti come Paolo Fiorellini, Luciano Massari — già direttore dell’Accademia di Belle Arti di Carrara — e con i numerosi protagonisti delle esposizioni collaterali della Mostra Nazionale dell’Antiquariato, a partire da Giuliano Tomaino, Roberto Rocchi e, quest’anno, Piergiorgio Balocchi e Beatrice Taponecco. L’obiettivo dell’Amministrazione Ponzanelli è quello di costruire nel tempo una presenza stabile della contemporaneità: proporre Sarzana non soltanto come luogo che ospita mostre, ma come uno spazio nel quale l’arte vive quotidianamente e dialoga con il patrimonio storico e monumentale e il successo di pubblico e l’interesse di molti artisti a portare le proprie sculture a Sarzana confermano il valore di questo percorso. La scelta di Jiménez Deredia rafforza quindi un rapporto naturale con il grande territorio internazionale della scultura: quello delle Apuane e di Pietrasanta, la “Piccola Atene”, dove da decenni artisti provenienti da tutto il mondo lavorano insieme alle straordinarie maestranze artigiane locali e dove Deredia ha il proprio atelier da quasi cinquant’anni, realizzando opere in marmo e bronzo destinate ai principali scenari internazionali.
“Con Sarzana Contemporanea – dichiara il sindaco di Sarzana Cristina Ponzanelli– vogliamo continuare a promuovere una nuova identità culturale per la nostra città: un luogo dove la storia incontra il futuro e dove l’arte contemporanea diventa parte integrante dello spazio pubblico e della vita della comunità. La nostra visione è quella di una Sarzana museo a cielo aperto: una città di artisti, di cultura e di bellezza, dove l’arte contemporanea non sia un evento isolato ma una presenza permanente, capace di valorizzare il patrimonio storico e monumentale della città”.
“Siamo orgogliosi di ospitare a Castelnuovo Magra un’opera del Maestro Jimenez Deredia, artista di fama internazionale, al quale siamo legati da sentimenti di vicinanza ed amicizia e che ringraziamo calorosamente, in collaborazione con il Comune di Sarzana- dichiara il sindaco di Castelnuovo Magra Katia Cecchinelli-. Questa mostra rappresenta un’importante occasione di crescita culturale e di dialogo tra territori che condividono la volontà di investire nell’arte come strumento di conoscenza, incontro e valorizzazione delle proprie comunità. Attraverso l’arte di Deredia, capace di unire umanità e spiritualità in un linguaggio universale, desideriamo offrire un’occasione di emozione e meraviglia. Desidero rivolgere un sincero ringraziamento al Comune di Sarzana per la disponibilità e la condivisione di questo importante progetto, che rafforza il legame tra le nostre comunità e dimostra come la cultura possa creare ponti e nuove opportunità di incontri”. “Sarzana e Castelnuovo Magra (dove ha consolidato il solidissimo rapporto con la famiglia di Tommy Malfanti) mi hanno accolto quando ero un giovane artista di ventitré anni, pieno di sogni e di speranze, arrivato da un piccolo Paese del Centro America- dichiara l’artista Jiménez Deredia– . Qui non ho trovato soltanto uno spazio in cui lavorare, ma persone, amici e una comunità che hanno nutrito la mia ricerca artistica e che, con il passare degli anni, sono diventati la mia famiglia e la mia casa. Per questo considero questa mostra non un punto di arrivo, ma un ritorno alle mie radici, con profonda gratitudine verso una terra e una comunità che hanno creduto in me quando tutto era ancora possibile”. “La mostra di Deredia ha un valore particolare: la sua ricerca, fondata sul tema della vita, della maternità e della spiritualità, dialoga oggi con una città dalla forte identità cristiana, davanti alla Concattedrale di Santa Maria Assuntadichiara l’assessore alla cultura del Comune di Sarzana Giorgio Borrini-. Abbiamo voluto fortemente che questa mostra superasse i confini comunali e che un’opera di Deredia fosse esposta anche a Castelnuovo Magra, luogo a cui l’artista è profondamente legato durante i suoi soggiorni italiani. La Val di Magra è un territorio unico e la cultura è il primo terreno sul quale costruire questa consapevolezza. Da Paolo Fiorellini, artista sarzanese, a Luciano Massari, legato al territorio, fino a Deredia, artista internazionale dalle profonde radici in questa terra, abbiamo costruito un percorso che guarda al futuro e al dialogo tra storia, arte e contemporaneità. Insieme a Pietrasanta e al Golfo dei Poeti, Sarzana può diventare un vero crocevia internazionale dell’arte contemporanea, linguaggio essenziale della cultura del nostro tempo”. “Felice di organizzare per il terzo anno consecutivo l’evento artistico di sculture “a cielo aperto”- conclude Tania Calenda, curatrice e presidente di Sixteen — Art & More- Portare le opere di Jiménez Deredia nel cuore di Sarzana significa inserire la città in un dialogo internazionale che ci rende molto orgogliosi. La sua arte è un invito a vivere lo spazio pubblico come luogo di relazione, godendo di un’esperienza di bellezza e riflessione”.
Jiménez Deredia, dal nome della sua città natale — nasce a Heredia, in Costa Rica, il 4 ottobre 1954. Arriva in Italia nel 1976, a ventidue anni, grazie a una borsa di studio che lo porta a Carrara per apprendere le tecniche di lavorazione del marmo. Si diploma all’Accademia di Belle Arti di Carrara e dal 1980 al 1986 frequenta la Facoltà di Architettura dell’Università di Firenze. La sua ricerca nasce dall’incontro tra forme organiche, trasformazione nel tempo e nello spazio e memoria precolombiana: le sfere di pietra della cultura Boruca del Costa Rica ispirano il ciclo delle Génesis, avviato nel 1985, e la poetica del Simbolismo transmutativo che ne costituisce il fondamento teorico. Al centro di questa ricerca c’è la figura della madre: la sfera che si apre e si fa donna, l’origine che diventa forma. È una dimensione spirituale riconosciuta ben oltre il perimetro artistico: nel 1999 Deredia riceve il Premio Beato Angelico, dedicato al dialogo tra arte e sacro, e nello stesso anno la Fabbrica di San Pietro gli commissiona, in occasione del Grande Giubileo, la statua di San Marcellino Champagnat, collocata in una delle nicchie michelangiolesche della Basilica di San Pietro e inaugurata nel settembre del 2000. Deredia è il primo scultore latinoamericano — e il primo artista non europeo dopo cinque secoli — a vedere una propria opera collocata in San Pietro. È inoltre il primo artista contemporaneo a esporre nel Foro Romano. Ha partecipato alla Biennale di Venezia e le sue opere sono presenti in musei, piazze e spazi pubblici di numerosi Paesi in Europa, Asia e nelle Americhe. Che alcune di quelle forme trovino oggi collocazione davanti alla Concattedrale di Santa Maria Assunta aggiunge al ritorno una risonanza ulteriore: il tema della madre, che attraversa tutta la sua scultura, incontra il titolo mariano della chiesa principale di Sarzana.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Benedetto Marchese
Source link

