CONSIGLIO PAT * «ASSESTAMENTO 2026-2028, L’OPPOSIZIONE CONTESTA L’IMMOBILISMO E I TAGLI AI SERVIZI SOCIALI» – Agenzia giornalistica Opinione. Notizie da Italia


13.05 – martedì 28 luglio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Consiglio provinciale: al via l’esame del ddl di assestamento

Prosegue in Consiglio provinciale la discussione della manovra finanziaria di assestamento della Provincia 2026-2028. La seduta antimeridiana si è aperta con l’esame del documento di assestamento, dopo l’approvazione, nel pomeriggio di ieri, del rendiconto. Completa il pacchetto dei provvedimenti che compongono al manovra, il Defpt (documento economia e finanza). Registrati in mattinata gli interventi di Lucia Maestri (PD), Francesca Parolari (PD), Paola Demagri (Casa Autonomia), Filippo Degasperi (Onda), Lucia Coppola (Alleanza Verdi Sinistra).

Maestri: incapacità programmatoria e immobilismo delle risorse, la continuità è un errore strategico

Critica verso la linea del presidente Fugatti, Lucia Maestri (PD) ha bocciato la scelta della continuità amministrativa di fronte alla stagnazione economica e alle criticità internazionali, ricordando il calo dell’export (-3,3%), i 10 milioni di dazi a carico delle imprese e il crollo dell’industria. La consigliera ha evidenziato come, a fronte di un bilancio record da 6,7 miliardi e oltre 1 miliardo di PNRR, l’esecutivo mantenga oltre 5 miliardi di euro bloccati in cassa (con un avanzo di 1,2 miliardi) e 3 miliardi immobilizzati per opere pubbliche che scontano l’80% di scadenze disattese. Maestri ha inoltre denunciato l’assenza di interventi sul potere d’acquisto, crollato del 10% in dieci anni con il 23% dei lavoratori a rischio povertà, sollecitando l’adozione del piano industriale “Trentino 2040” e una vera regia sulle concessioni idroelettriche. “Di fronte a instabilità e stravolgimenti radicali servirebbe un deciso cambio di passo”, ha affermato “mentre l’immobilismo dei capitali e l’assenza di programmazione dimostrano l’incapacità di governare il territorio”.

Parolari: cultura marginalizzata e welfare senza riforme: molte opere ma pochi investimenti sulle persone

Nel suo dettagliato intervento, Francesca Parolari (PD) ha analizzato le cifre dell’assestamento, incrementato di 586 milioni di euro per il 2026, giudicando l’accumulo di ben 5 miliardi di euro fermi in tesoreria non come una virtù, ma come l’esito di un’amministrazione bloccata che nel 2025 ha messo a terra solo il 33% delle risorse programmate. “Questa manovra rivela le vere scale di priorità della Giunta: si stanziano centinaia di milioni per ulteriori opere che non sappiamo nemmeno se verranno messe a terra, ma si definanziano gli investimenti sulle persone”, ha denunciato la consigliera dem. Parolari ha evidenziato come gli oltre 30 milioni aggiunti sulla sanità costituiscano un mero adeguamento all’inflazione incapace di ridurre le liste d’attesa e ha censurato l’assenza di risposte sulla non autosufficienza, dove 6 milioni di euro contabili non risolvono il sovraccarico delle famiglie né ripensano il modello delle RSA. Criticando i tagli all’istruzione pre-scolastica e la pura cosmesi dell’articolo sul “benessere scolastico” a costo zero, la consigliera ha infine denunciato la marginalizzazione della cultura e la totale assenza di piani straordinari contro le nuove dipendenze e il disagio giovanile.

Demagri: servono scelte coraggiose sul sociale, questa è una manovra tecnica priva di visione politica

Sollecitando la Giunta a un netto cambio di rotta, Paola Demagri (Casa Autonomia) ha definito l’assestamento di bilancio un documento puramente contabile, privo della necessaria visione politica per sostenere le fasce più deboli e le famiglie schiacciate dal carovita. La consigliera ha denunciato la grave crisi della domiciliarità per gli anziani, aggravata dall’esito di recenti appalti che penalizzano le realtà cooperative locali e l’assenza di risposte strutturali sulla disabilità e sulla salute mentale giovanile. Sul fronte economico, l’esponente di Casa autonomia ha espresso forte preoccupazione per il calo del 16% dell’import e del 5% dell’export segnalato da Confcommercio, criticando i ritardi sui cantieri bloccati e l’esclusione delle valli dai servizi essenziali, a partire da un trasporto pubblico locale in affanno. “Questa manovra individua e rivela la scala di priorità della Giunta: si stanziano milioni per le grandi opere, ma le persone e le vere emergenze sociali vengono relegate all’ultimo posto”, ha dichiarato.

Degasperi: scuola zavorrata da finti esperti e ritardi cronici, distrutto l’ascensore sociale per le nuove generazioni

Nello strutturato intervento dedicato ai nodi dell’istruzione e dell’economia, Filippo Degasperi (Onda) ha denunciato lo smantellamento dell’ascensore sociale per i giovani e la deriva del sistema scolastico provinciale, ormai “piegato alle ricette di una pletora di finti esperti e consulenti che in aula non hanno mai messo piede”, i cui metodi suggeriti stanno sgretolando la preparazione degli studenti, come confermato dal 40% dei diplomati che non raggiunge le competenze di base. Il consigliere ha censurato la burocratizzazione del reclutamento docente, ricordando l’assurdo paradosso di 14 commissioni attivate per stabilizzare appena 50 insegnanti, e ha rimarcato i ritardi della Giunta, che dopo un anno e mezzo non ha ancora erogato i 600 mila euro destinati alle progressioni orizzontali e continua a penalizzare gli stipendi delle scuole musicali. Sugli altri fronti, Degasperi ha bocciato la gestione dei cantieri (citando i continui slittamenti dei programmi del commissario per il nuovo ospedale di Trento e l’abbandono delle opere minori sul territorio), definendo insufficiente la crescita dello 0,5% del PIL in un contesto economico locale ormai privo di coesione sociale e di vera visione.

Coppola: dall’accoglienza al clima serve una regia visionaria, l’assestamento ignora il disagio sociale

Tornando a sollecitare un netto cambio di passo sulle emergenze ambientali e sociali, Lucia Coppola (AvS) ha criticato la manovra della Giunta, giudicata priva di risposte sulla transizione ecologica e sull’emergenza salariale che soffoca le famiglie di fronte a un’inflazione galoppante. La consigliera ha duramente censurato la gestione del ciclo dei rifiuti e l’ipotesi dell’inceneritore a Trento, sollecitando un’interlocuzione con Bolzano e una raccolta differenziata spinta anziché creare “discariche in atmosfera”. Coppola ha inoltre denunciato l’abbandono delle politiche sull’immigrazione: “accentrare l’accoglienza a Trento tagliando centinaia di posti non fermerà gli arrivi, ma creerà solo sacche di emarginazione e persone spinte a dormire in strada”, ha detto, proponendo di mutuare il modello di accoglienza diffusa dell’Alto Adige. Il suo intervento ha toccato anche i drammatici dati sugli infortuni sul lavoro (8 morti da inizio anno), la piaga delle abitazioni sfitte e la speculazione sugli affitti brevi, fino ai rischi ambientali e finanziari connessi alla quotazione in borsa di Dolomiti Energia.


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