A soli 24 anni, Gianmarco Polletta è già alla guida di diverse attività imprenditoriali. Oggi si prepara a inaugurare un nuovo progetto che nasce dalla riqualificazione privata di un’area rimasta abbandonata per anni a Genzano, ai Castelli Romani. Un luogo destinato a rinascere, ma soprattutto un’idea di impresa costruita su valori, rispetto e benessere delle persone. Il suo nome, Vecchio Vivaio.
Gianmarco, da dove nasce questo progetto?
“Questo progetto nasce da molto lontano. Non è qualcosa che ho deciso dall’oggi al domani, ma il risultato di anni di esperienza, studio, sacrifici e tanta voglia di migliorare un settore che amo profondamente.
Il mio percorso nella ristorazione è iniziato quando avevo circa 18 anni. Ricordo ancora quel cartello con la scritta “Vendesi” appeso a un chiosco di Roma. Ero pronto a prenderlo, a trasformarlo nel mio primo progetto e a dare finalmente voce alle mie idee. Purtroppo, non è stato possibile, a causa di problematiche legate all’immobile.
Quello che all’inizio sembrava un fallimento è stato, in realtà, il punto di partenza di tutto. Da quel “no” non mi sono più fermato.
Ho iniziato a studiare sempre di più, a fare esperienze, a visitare realtà diverse e, soprattutto, a conoscere persone di ogni tipo: dai piccoli artigiani, che con la loro passione mi hanno trasmesso idee e insegnamenti preziosi, fino ai più grandi imprenditori del settore, dai quali ho imparato cosa significhi costruire un’azienda con visione e determinazione.
Ogni incontro ha lasciato qualcosa. Ogni ostacolo mi ha insegnato una lezione. Se c’è una cosa che ho imparato è che non bisogna mai perdersi d’animo: spesso è proprio un “no” a prepararti per qualcosa di molto più grande.
Con il passare del tempo mi rendevo conto che spesso mancava qualcosa: l’attenzione verso le persone. Ho visto ambienti dove il lavoro veniva prima della dignità di chi lo svolgeva, dove il benessere mentale era completamente ignorato. Mi sono promesso che, se un giorno avessi avuto il timone della mia azienda, avrei costruito qualcosa di diverso.”
Qual è la filosofia della tua impresa?
“Per me il successo di un’azienda parte dalle persone.
Voglio creare un ambiente di lavoro sano, dove chi entra ogni giorno si senta rispettato, ascoltato e valorizzato. Credo che la salute mentale non sia un argomento secondario, ma una priorità assoluta. Una persona che sta bene lavora meglio, cresce e contribuisce a costruire qualcosa di grande.
Il rispetto, l’educazione, la fiducia e la condivisione saranno i pilastri della nostra cultura aziendale.
Non voglio semplicemente aprire un locale. Voglio costruire un’azienda che diventi un punto di riferimento, senza mai perdere questi valori.”
Uno degli elementi distintivi sarà il caffè specialty. Di cosa si tratta?
“Durante il mio percorso ho avuto la fortuna di conoscere Franco Mondi, figura di riferimento della storica torrefazione romana Mondi Caffè. Fin da subito sono rimasto colpito dalla loro serietà, dalla loro professionalità e dalla passione con cui portano avanti una vera cultura del caffè.
Con il tempo è nato un rapporto di stima reciproca e ho scelto di sposare il loro progetto dedicato allo specialty coffee, dando così vita a una collaborazione importante che porterà questa filosofia anche nel nostro territorio.
Quando si parla di specialty coffee non si parla semplicemente di un caffè più buono.
Lo specialty coffee è un caffè di altissima qualità, coltivato in condizioni particolari, raccolto esclusivamente a mano selezionando solo le ciliegie mature, lavorato con metodi estremamente accurati e tracciato in ogni fase della filiera, dalla piantagione fino alla tazza.
Ogni origine racconta una storia diversa e ogni estrazione permette di esaltare aromi naturali che possono ricordare la frutta, il cioccolato, i fiori o gli agrumi, senza l’aggiunta di alcun aroma artificiale.
È un mondo fatto di ricerca, sostenibilità, formazione e rispetto per il lavoro dei produttori.
Il nostro obiettivo sarà proprio quello di far conoscere questa cultura anche nel territorio, offrendo un’esperienza nuova, consapevole e di altissimo livello, capace di far scoprire alle persone un modo completamente diverso di vivere il caffè.”
Come sarà strutturato il locale?
“L’idea è quella di accompagnare il cliente durante tutta la giornata.
La mattina proporremo una caffetteria specialty con prodotti di alta qualità e una proposta moderna.
A seguire ci sarà il brunch, il pranzo e l’aperitivo, mentre durante il weekend il locale si trasformerà con una formula apericena pensata per creare un ambiente conviviale e dinamico.
L’obiettivo è offrire un’esperienza completa, curando ogni dettaglio: dalla qualità delle materie prime al servizio, fino all’atmosfera.”
Dietro un progetto come questo cosa c’è?
“C’è molto più di quello che le persone vedranno il giorno dell’inaugurazione.
Ci sono sacrifici enormi, sforzi fisici e mentali che probabilmente nessuno immagina. Ci sono notti insonni, problemi risolti uno dopo l’altro, momenti di sconforto e decisioni difficili.
Riqualificare privatamente un’area che per anni è rimasta abbandonata è stata una sfida importante. Non è stato semplice, ma ogni ostacolo mi ha insegnato qualcosa.
Non ho mai pensato di mollare, nemmeno nei momenti più complicati. Ogni difficoltà è diventata uno stimolo per andare avanti.”
Guardando al futuro, dove immagini questa azienda?
“Vorrei che questa realtà diventasse un punto di riferimento per il territorio e, con il tempo, poter aprire nuovi locali senza mai perdere ciò che ci distingue: il rispetto delle persone, la qualità e la passione.
Mi piacerebbe che chi entrerà nei nostri locali percepisca immediatamente che qui si lavora in modo diverso, con rispetto reciproco e con la volontà di offrire qualcosa che lasci davvero il segno.”
C’è qualcuno che desideri ringraziare?
“Assolutamente sì.
Nessun percorso si costruisce da soli.
Il primo grazie va alla mia famiglia, che mi ha sempre sostenuto: mia madre Debora, mio padre Roberto, mio fratello Riccardo, mia sorella Giada, al mio caro nonno Remo che mi guarda da lassù, la mia cara nonna Maria e a tutti i miei zii.
Un ringraziamento speciale va anche al mio caro amico Pierpaolo, che mi è stato sempre vicino. Ho una grande stima di lui e, per me, è un grande punto di riferimento.
Desidero ringraziare anche il Presidente della BCC DEI COLLI ALBANI E NETTUNO, Maurizio Capogrossi, una persona a cui sono profondamente legato e che considero di famiglia. Mi ha sempre trasmesso fiducia, incoraggiamento e una visione concreta del valore dell’impresa. Ho apprezzato in particolare la sua capacità di ascoltare i giovani, credere nelle loro idee e accompagnarli nelle loro scelte con grande attenzione e disponibilità. La sua vicinanza e il suo supporto hanno rappresentato per me un importante stimolo nel percorso che sto portando avanti.
Infine, voglio ringraziare tutte le persone che, in questi anni, mi hanno dato una mano. Anche un semplice consiglio, un’idea o una parola di incoraggiamento possono fare la differenza quando si costruisce qualcosa di importante.
Questo progetto porta anche un pezzo di loro.”
“Vorrei essere ricordato non per quanti locali aprirò, ma per quante persone avrò aiutato a crescere, a credere in se stesse, a sentirsi valorizzate e ascoltate. Se un giorno qualcuno dirà di essere diventato una persona migliore anche grazie a questa azienda, allora avrò raggiunto il mio obiettivo”.
VECCHIO VIVAIO
Sabato 1 Agosto ore 18:30
Food, drink, musica e belle persone
Via Emilia Romagna 39, Genzano di Roma (ampio parcheggio interno)
FACEBOOK: Vecchio Vivaio
A 24 anni, Gianmarco Polletta dimostra che fare impresa significa assumersi responsabilità, affrontare sacrifici e, soprattutto, mettere le persone al centro. Il nuovo progetto, nato dalla riqualificazione di un’area rimasta per anni nell’abbandono, rappresenta l’inizio di una visione che guarda al futuro senza dimenticare i valori con cui è nata. Per Polletta il successo non si misura soltanto nei risultati economici, ma nella capacità di costruire un ambiente in cui chi lavora possa crescere, sentirsi rispettato e contribuire a creare qualcosa di autentico. È da questa convinzione che prende forma un’idea destinata a lasciare il segno sul territorio.
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Michela Emili
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