Lo scandalo Montedomini potrebbe essere solo l’inizio?
Questa inchiesta ricostruisce la rete di nomine, incarichi e rapporti che attraversa il potere fiorentino.
All’indomani dell’imbarazzante Consiglio comunale, durante il quale la sindaca non si è presentata e la maggioranza ha eretto un muro (di gomma), nel tentativo di far passare la tempesta e di non rispondere alle domande che i consiglieri di opposizione ponevano a nome dell’intera città, e con l’apparire, giorno dopo giorno, di carte sempre più scottanti, come quelle rivelate da Salviamo Firenze, nonché della dura presa di posizione del direttore generale della Fondazione CR Firenze, che chiede di cambiare totalmente il management di Montedomini, si registra anche lo sbottare dell’imbarazzato assessore Nicola Paleusu, lasciato solo con il cerino in mano, che, con una dose invidiabile di coraggio, osa dire ai fiorentini: «Basta fango contro di noi», come se quello di Montedomini non rappresentasse uno scandalo non solo morale, ma anche politico e che, in un mondo normale, costerebbe la testa non solo dei vertici di Montedomini, ma anche del sindaco e della Giunta, i quali, se insistessero nel dire che non sapevano, confesserebbero soltanto una manifesta incapacità.
Ogni scandalo ha un filo conduttore
A volte è un documento dimenticato, altre volte è una firma, una nomina o un rapporto che si ripete negli anni.
Nel caso Montedomini, quei fili sono molti e sembrano intrecciarsi fino a disegnare una rete che parte dalle partecipate e arriva ai vertici della politica cittadina. Coincidenze, scelte amministrative o qualcosa di più? È ciò che questa inchiesta prova a ricostruire, mettendo in fila fatti, date e protagonisti.
I protagonisti sono l’europarlamentare ed ex sindaco di Firenze Dario Nardella, l’attuale sindaco di Firenze Sara Funaro, il presidente di Montedomini Asp Maurizio Frttelli e il presidente della Fondazione Montedomini e di Case Spa Luigi Paccosi.
Il ruolo di Luigi Paccosi e la rete delle cooperative
Nei giorni scorsi il Corriere Fiorentino ha riportato che Luigi Paccosi è anche amministratore unico della società Italian Rooms Srl, il cui oggetto sociale comprende la “vendita e prenotazione di camere tramite portali online nel settore turistico-ricettivo, nella forma di B&B, case per ferie e ogni altra attività di tipo ricettivo”. Lo si ricava dalla visura camerale relativa ai suoi incarichi, documento pubblico scaricabile dal sito della Camera di Commercio.
Dalla stessa visura emergono numerosi altri incarichi ricoperti da Paccosi. Tra questi figurano quelli di socio, presidente o amministratore di diverse cooperative riconducibili alla Compagnia delle Opere, organizzazione storicamente legata al mondo di Comunione e Liberazione. Per molti anni la Compagnia delle Opere è stata presieduta da Francesco Neri, indicato come persona vicina a Paccosi.
Alcune di queste cooperative hanno avuto rapporti diretti con Montedomini attraverso affidamenti di servizi. È il caso, ad esempio, del Progetto Sant’Agostino, del quale lo stesso Paccosi è stato presidente. Altre cooperative risultano invece destinatarie, nel corso degli anni, di appalti affidati dalla Direzione Istruzione del Comune di Firenze, come emerge sia dalla documentazione camerale sia dagli atti consultabili online.
Paccosi è, inoltre, consigliere del Consorzio Nazionale Con.Opera – Società Cooperativa Sociale, consorzio che riunisce cooperative attive nei servizi educativi per la prima infanzia e riconducibili alla rete “Liberi di Educare”, presieduta da Francesco Neri.
Un ulteriore elemento riguarda la composizione societaria di Italian Rooms Srl: tra i soci compare anche Lucilla Lazzeri, moglie di Francesco Neri.
Nello stesso ambito professionale opera anche Chiara Lanni, moglie dell’ex sindaco di Firenze Dario Nardella. Oltre a collaborare con altre cooperative del settore, Lanni ricopre il ruolo di coordinatrice pedagogica all’interno di Con.Opera, come risulta dalla documentazione pubblicata dal consorzio. Nel bilancio sociale di Con.Opera sono inoltre riportati la composizione del consiglio di amministrazione, l’elenco delle cooperative aderenti e i servizi educativi gestiti, tra cui il nido “La Cometa” di Firenze.
Nel 2024 Con.Opera si è aggiudicata un importante appalto del Comune di Firenze relativo all’acquisto di posti nido presso soggetti accreditati (determina di aggiudicazione n. 9393/2024 della Direzione Istruzione). Il contratto, sottoscritto il 21 maggio 2025, reca la firma della segretaria generale del Comune di Firenze, Gabriella Farsi, moglie di Maurizio Frittelli.
Fin qui i fatti documentati
Da questo intreccio di incarichi, nomine e rapporti professionali emerge però, secondo i critici dell’amministrazione, un sistema di relazioni particolarmente fitto. La moglie di Frittelli firma il contratto relativo a un appalto nel quale opera anche la moglie di Nardella; lo stesso Nardella nomina Frittelli nel Comitato di indirizzo della Fondazione CR Firenze, alla guida dell’ORT e alla presidenza della propria associazione “Punto su Firenze”, mentre Gabriella Farsi viene chiamata prima alla direzione della Cultura del Comune e successivamente nominata segretaria generale.
Secondo questa ricostruzione, anche Luigi Paccosi trarrebbe “beneficio” da questa rete di relazioni: le cooperative nelle quali ricopre incarichi vedono operare anche la moglie di Nardella, mentre lo stesso Paccosi viene nominato alla guida di Montedomini e successivamente nel Comitato di indirizzo della Fondazione CR Firenze.
Questa è la lettura proposta dai critici dell’attuale sistema di potere cittadino, secondo i quali la continuità delle nomine e degli incarichi sarebbe stata favorita anche dalla scelta di puntare politicamente su Sara Funaro, cresciuta nell’ambito delle politiche sociali durante le amministrazioni Nardella e considerata la figura chiamata a garantire continuità all’assetto esistente.
Una ricostruzione che gli interessati respingono, ma che rappresenta uno degli elementi centrali del dibattito politico nato attorno al caso Montedomini.
Frittelli, Fondazione CR Firenze, ORT e la rete degli incarichi. Un sistema di nomine che si intreccia
Sara Funaro, Dario Nardella, Luigi Paccosi, Maurizio Frittelli e Montedomini: esiste una rete di incarichi e nomine che, secondo i critici dell’amministrazione, nel corso degli anni avrebbe dato vita a una fitta commistione tra politica, enti partecipati e istituzioni cittadine.
Per comprenderne la portata è necessario seguire, passo dopo passo, il percorso dei principali protagonisti.
Il ruolo di Maurizio Frittelli
Maurizio Frittelli, avvocato del Foro di Firenze, è presidente dell’associazione Punto su Firenze, fondata da Dario Nardella e impegnata, da circa tredici anni, nella raccolta di fondi a sostegno della sua attività politica, dalle campagne per Palazzo Vecchio fino all’elezione al Parlamento europeo.
Nel corso degli anni la stampa ha raccontato numerose cene di raccolta fondi, con quote di partecipazione comprese tra 500 e 1.000 euro a persona, organizzate spesso al primo piano del Mercato Centrale oppure a Palazzo Borghese, in via Ghibellina, immobili riconducibili alla famiglia Cardini.
Il rapporto con la famiglia Cardini
La famiglia Cardini rappresenta un punto di contatto significativo anche per Dario Nardella e Sara Funaro.
La scuola di psicoterapia riconducibile a Sara Funaro ha sede a Palazzo Borghese, mentre lo stesso edificio ospita oggi anche l’ufficio parlamentare di Nardella. I rapporti tra la famiglia Cardini e i due esponenti politici risalgono a molti anni fa. Il padre della sindaca, l’architetto Renzo Funaro, è indicato come professionista di riferimento del gruppo, mentre Sara Funaro ha organizzato in queste strutture diversi eventi della propria campagna elettorale, oltre alle tradizionali iniziative ospitate all’Otel.
Secondo quanto riportato da La Nazione, una delle prime delibere approvate dalla nuova amministrazione Funaro, nella seduta di Giunta del 1° agosto 2024, ha disposto il rinnovo della concessione del secondo piano del Mercato Centrale al gruppo Human Company, riconducibile alla famiglia Cardini, senza procedura a evidenza pubblica e a un canone ritenuto particolarmente contenuto dai consiglieri di opposizione.
Su questa vicenda i consiglieri del centrodestra hanno presentato un esposto, richiamando anche altri episodi del passato, tra cui la vendita del locale Flo al gruppo Cardini durante il periodo in cui, secondo quanto ricostruito, Nardella e la sua famiglia si trovavano in vacanza con gli stessi imprenditori. I dettagli sono contenuti nell’esposto depositato dagli stessi consiglieri.
Le nomine nella Fondazione CR Firenze e all’ORT
Tornando a Maurizio Frittelli, nel 2022 Dario Nardella lo ha nominato componente del Comitato di indirizzo della Fondazione CR Firenze.
Parallelamente, dal 2015 al 2026, Frittelli ha ricoperto anche la carica di presidente dell’Orchestra della Toscana (ORT), fondazione di diritto privato in controllo pubblico, incarico di nomina regionale.
Come risulta dalla documentazione pubblicata dalla Fondazione CR Firenze, in occasione del rinnovo del Comitato di indirizzo Nardella effettuò due designazioni: una in qualità di sindaco del Comune di Firenze e una quale sindaco della Città Metropolitana.
Per il Comune di Firenze venne indicato Maurizio Frittelli; per la Città Metropolitana fu invece designato Luigi Paccosi.
Secondo i critici dell’amministrazione, queste nomine rappresentano un ulteriore tassello di una rete di incarichi che vede ricorrere gli stessi protagonisti in organismi diversi. Gli interessati, dal canto loro, hanno sempre sostenuto la piena legittimità delle nomine ricevute (e da un punto di vista meramente formale nulla osta).
Le contestazioni, l’ANAC e il nodo delle incompatibilità. I finanziamenti alle associazioni politiche
Nelle scorse settimane è emerso che LDC Hotels Italia, società del gruppo riconducibile all’imprenditore taiwanese Chang, proprietaria di Palazzo Vivarelli Colonna in via Ghibellina — immobile che in passato ospitava l’assessorato alla Cultura del Comune di Firenze e successivamente ceduto da Palazzo Vecchio a Cassa Depositi e Prestiti — ha effettuato finanziamenti sia all’associazione politica riconducibile a Dario Nardella sia a quella collegata a Sara Funaro.
Lo stesso gruppo immobiliare sta oggi commercializzando gli appartamenti ricavati all’interno dello storico palazzo.
Si tratta di finanziamenti dichiarati e, sotto il profilo formale, leciti. Tuttavia, secondo i critici dell’amministrazione, la vicenda pone interrogativi sul piano dell’opportunità politica, considerati i rapporti intercorsi tra il gruppo e il Comune di Firenze.
Il caso Frittelli e la presunta incompatibilità
La nomina di Maurizio Frittelli alla presidenza di Montedomini è stata contestata da alcuni consiglieri comunali, che hanno sostenuto la possibile violazione dell’articolo 11, comma 3, lettera c), del decreto legislativo n. 39 del 2013 (la cosiddetta “Legge Severino” in materia di inconferibilità degli incarichi).
Secondo questa interpretazione, non sarebbe possibile ricoprire contemporaneamente la presidenza di un ente pubblico come Montedomini e quella di una fondazione di diritto privato in controllo pubblico, quale l’Orchestra della Toscana (ORT), che riceve anche contributi dal Comune di Firenze.
Le segnalazioni al Comune e il segretario generale
Dopo la nomina di Frittelli, diversi componenti della Commissione Controllo del Comune di Firenze segnalarono pubblicamente quelli che ritenevano possibili profili di incompatibilità.
Ulteriori segnalazioni furono inviate al segretario generale del Comune, Pasquale Monea, nella sua qualità di responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza.
Dopo numerosi solleciti, Monea espresse il proprio parere il giorno precedente alle sue dimissioni, ritenendo non applicabile la disciplina dell’inconferibilità. Secondo il segretario generale, infatti, l’ORT non poteva essere qualificata come organismo di diritto privato in controllo pubblico e, pertanto, non ricorreva la fattispecie prevista dalla normativa.
Una conclusione contestata dai consiglieri che avevano sollevato il caso.
Le dimissioni di Monea arrivano inoltre nel periodo in cui era aperta anche la vicenda relativa a Fabio Giorgetti, nominato da Sara Funaro presidente di Toscana Energia senza aver preventivamente lasciato il proprio incarico di consigliere comunale. In quel caso, dopo la segnalazione presentata alla Prefettura dalla consigliera Cecilia Del Re e il successivo parere del Ministero dell’Interno che rilevava l’incompatibilità, Giorgetti rassegnò le dimissioni.
Le contestazioni in Commissione Controllo
Dopo l’uscita di scena di Monea, il Comune ha nominato tre vicesegretarie generali, tra le quali figura anche Gabriella Farsi, moglie di Maurizio Frittelli.
Nel frattempo i consiglieri Paolo Bambagioni e Cecilia Del Re contestano anche la procedura seguita per la nomina del presidente di Montedomini, sostenendo che il curriculum di Frittelli non fosse stato trasmesso preventivamente alla Commissione Controllo, come previsto dal Regolamento comunale sulle nomine.
La discussione in Commissione si è svolta in un clima particolarmente acceso. Secondo quanto riportato dalla stampa, Frittelli avrebbe minacciato di abbandonare la seduta dopo le contestazioni mossegli dai consiglieri.
La difesa di Frittelli
Maurizio Frittelli ha sempre respinto le contestazioni, osservando di non percepire alcun compenso per l’incarico di presidente di Montedomini.
Per i consiglieri che hanno sollevato il caso, tuttavia, questo elemento sarebbe irrilevante, poiché la disciplina dell’inconferibilità riguarda la compatibilità degli incarichi e non l’eventuale retribuzione percepita.
L’intervento dell’ANAC
Sulla vicenda interviene anche l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), alla quale si erano rivolti Bambagioni e Del Re. L’ANAC, diversamente da quanto sostenuto dal segretario generale del Comune, qualifica l’ORT come organismo di diritto privato in controllo pubblico e avvia quindi un’istruttoria.
Nel corso dell’approfondimento l’Autorità acquisisce le osservazioni di Montedomini. A rappresentare l’ente è il responsabile della prevenzione della corruzione, Emanuele Pellicanò, secondo il quale il presidente dell’ASP svolgerebbe esclusivamente funzioni di rappresentanza, senza esercitare poteri gestionali.
L’ANAC ritiene sufficiente tale ricostruzione e archivia la questione, escludendo la sussistenza dell’incompatibilità.
Una conclusione che i consiglieri promotori dell’esposto hanno criticato pubblicamente, sostenendo che la ricostruzione dell’Autorità non rispecchierebbe il ruolo effettivamente esercitato dal presidente di Montedomini.
Marco Agnoletti, l’altro perno di congiunzione fra Nardella e Funaro
Altro perno di congiunzione di Nardella e Funaro è Marco Agnoletti, che fu spin-doctor di Renzi ma poi ha seguito Nardella e Funaro, di cui è amico da molto tempo. Ha creato un’agenzia di comunicazione, la Jump Comunicazione, ed è molto potente: Dagospia racconta bene chi c’era lo scorso anno al suo compleanno (tutti i direttori dei Tg, tutti i direttori delle testate nazionali, agenzie di comunicazione e sondaggi, e ovviamente Funaro scatenata in pista).
Marco Agnoletti è molto amico di Funaro, e in questo post racconta che alla candidatura a sindaco ci stavano lavorando “da molto molto tempo”.
Dall’accesso agli atti fatto dai consiglieri di centro destra, Marco Agnoletti e la Jump comunicazione non risultano né tra le spese sostenute né tra i contributi ricevuti (laddove avesse prestato gratuitamente la propria opera).
In tutto questo, gli anziani, le case per bisognosi e le case popolari restano sullo sfondo di un sistema che coinvolge sempre le stesse persone per accentare il potere nelle mani di pochi e gestire interessi in modo strumentale alle carriere politiche (e non solo) del duo Nardella (Lanni)-Funaro con Paccosi e Frittelli quali bracci armati.
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Redazione La Firenze Che Vorrei
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