Lo sport fa sistema «Investiamo nelle persone» – www.ideawebtv.it


Non è un’iniziativa nata per trovare nuovi sponsor. E nemmeno un semplice
tavolo di confronto tra
imprese e associazioni sportive. L’obiettivo del nuovo Gruppo Sport di Confindustria Cuneo è più ambizioso: costruire un’alleanza stabile tra due mondi che condividono molto più di quanto si pensi. Da una parte le aziende, dall’altra centinaia di società sportive che ogni giorno allenano migliaia di giovani, gestiscono impianti, organizzano eventi e producono valore sociale. L’idea è trasformare un rapporto spesso occasionale in un’alleanza stabile, capace di generare competenze, relazioni e crescita reciproca. «Vogliamo creare un rapporto stabile tra imprese e associazioni sportive, nel quale le aziende siano veri partner con cui sviluppare programmi e obiettivi condivisi».
Giuliana Cirio, direttore generale di Confindustria Cuneo, sintetizza così la filosofia dell’iniziativa. «Per troppo tempo il rapporto tra questi due mondi si è limitato alla ricerca di uno sponsor. Noi vogliamo superare questa logica. Un partner non sostiene soltanto un’attività con un contributo economico: mette a disposizione competenze, relazioni, idee e strumenti per costruire un percorso comune». È un cambio di prospettiva che nasce da una convinzione precisa: investire nello sport significa investire nelle persone. «Le associazioni sportive rappresentano una straordinaria palestra di cittadinanza. Insegnano disciplina, spirito di squadra, rispetto delle regole, capacità di affrontare successi e sconfitte. Sono gli stessi valori che ogni impresa ricerca ogni giorno nei propri collaboratori». Per questo, secondo Cirio, l’iniziativa non nasce per sostenere soltanto lo sport, ma per rafforzare il territorio. «Quando cresce un’associazione cresce anche la comunità nella quale opera. E quando un’impresa sceglie di accompagnarne il percorso, contribuisce a generare benessere diffuso». La sfida riguarda anche il modo con cui le società sportive affrontano il proprio futuro. «Oggi gestire un’associazione significa confrontarsi con aspetti amministrativi, normativi, fiscali e organizzativi sempre più complessi. Non basta più la buona volontà di dirigenti e volontari. Servono competenze». È qui che il Gruppo Sport vuole fare la differenza, mettendo in relazione professionalità presenti nel sistema imprenditoriale con i bisogni concreti delle realtà sportive della Granda. «Non immaginiamo un rapporto a senso unico», prosegue Cirio. «Anche le imprese hanno molto da imparare dal mondo dello sport. La capacità di lavorare in squadra, di costruire obiettivi condivisi, di affrontare le difficoltà e di ripartire dopo una sconfitta rappresentano esperienze preziose anche all’interno delle aziende». Il valore aggiunto dell’iniziativa, quindi, non sta soltanto nelle risorse economiche che potrà generare, ma nella contaminazione positiva tra due mondi abituati a misurarsi quotidianamente con risultati, responsabilità e crescita delle persone.
Tradurre questa visione in azioni concrete sarà il compito affidato a Davide Lauro, coordinatore del Gruppo Sport. «Le idee, da sole, non bastano. Dobbiamo offrire alle associazioni strumenti che possano utilizzare ogni giorno. In provincia di Cuneo ci sono società che ogni settimana fanno un lavoro straordinario con migliaia di ragazzi. Il nostro compito è aiutarle anche fuori dal campo, perché possano dedicare sempre più energie allo sport e sempre meno agli aspetti organizzativi». Per questo il lavoro dei prossimi mesi ruoterà attorno a quattro parole chiave: formazione, comunicazione, servizi e networking. «Molte società sportive svolgono un lavoro straordinario sul campo, ma faticano a raccontarlo, a reperire risorse o a gestire aspetti sempre più complessi della vita associativa. Vogliamo accompagnarle in questo percorso di crescita». Non si tratta di insegnare a fare sport, ma di mettere dirigenti e volontari nelle condizioni di guidare organizzazioni sempre più solide, moderne e sostenibili. Sono già previsti momenti dedicati alla comunicazione, alla raccolta fondi, alla gestione amministrativa, agli aspetti legati alla privacy, alle nuove opportunità offerte dall’intelligenza artificiale e alla costruzione di reti tra associazioni e imprese. L’obiettivo, spiega Lauro, è far sì che ogni realtà possa rafforzare la propria organizzazione senza perdere la propria identità. «Una società sportiva cresce quando riesce a dedicare sempre più energie ai propri atleti perché ha
costruito una struttura solida alle proprie spalle. Se riusciremo a far crescere anche una sola associazione grazie alle competenze condivise, avremo già raggiunto un risultato importante. Perché una società più forte significa più opportunità per gli atleti, per le famiglie e per tutto il territorio».
È un cammino destinato a svilupparsi nel tempo, attraverso incontri periodici e occasioni di confronto. Più che un’iniziativa dedicata allo sport, quella promossa da Confindustria Cuneo è un investimento sul capitale umano del territorio.

Jury Chechi: «Oggi servono progetti condivisi, non semplici sponsorizzazioni per crescere insieme»

«Io da grande voglio vincere le Olimpiadi». Jury Chechi parte da un tema scritto in quinta elementare per raccontare come nascono i grandi traguardi. «L’obiettivo era chiaro. E quando sai davvero dove vuoi arrivare, diventa più facile capire quale strada percorrere». Sul palco di Sport & Impresa non propone una lezione di ginnastica, ma un metodo che vale nello sport, nell’impresa e nella vita.
La sua storia comincia da un bambino minuto, con i capelli rossi, che prova uno sport dopo l’altro senza trovare la propria strada. «Il primo giorno che ho fatto ginnastica ho capito che la ricerca della mia passione era finita». Da quel momento nasce un sogno destinato a trasformarsi in un progetto.
Per Chechi, però, la parola “sacrificio” è spesso usata a sproposito. «Quando mi chiedono quanti sacrifici ho fatto, la risposta più sincera è: nessuno. Tutto quello che ho fatto l’ho scelto. E quando una scelta serve davvero a raggiungere il tuo obiettivo, non è un sacrificio».
Poi arriva l’ostacolo più duro. A sei giorni dalle Olimpiadi di Barcellona si rompe il tendine d’Achille. «Davanti a una difficoltà ci sono due possibilità: rinunciare oppure trasformare una criticità in un’opportunità». Lui sceglie la seconda. Cambia specialità, ricomincia dagli anelli e scopre che «per sopperire alla mancanza di talento c’era una sola possibilità: il lavoro».
Alla vigilia della finale olimpica di Atlanta confessa di aver provato «non paura, ma terrore». A rassicurarlo è il suo allenatore: «Negli ultimi quattro anni abbiamo fatto ogni giorno esattamente quello che serviva per arrivare qui». «In quel momento ho scelto di non avere paura. Non perché fossi coraggioso, ma perché sapevo di essere pronto».
Prima di lasciare il palco, però, Chechi porta la riflessione oltre la sua storia personale, entrando nel cuore del progetto Sport & Impresa. «Oggi servono progetti molto precisi, molto chiari. Una volta bastava conoscere un imprenditore, chiedere un contributo e in qualche modo si andava avanti. Il mondo è cambiato. Se ci sono progetti condivisi e valori comuni, allora impresa e sport possono costruire davvero qualcosa insieme». Un messaggio che riassume il senso dell’iniziativa: il futuro delle sponsorizzazioni non passa più da una stretta di mano tra conoscenti, ma dalla capacità di condividere obiettivi, responsabilità e una visione comune.


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 Paolo Cornero

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