mercato attuale e prospettive al 2035


Pompe di calore, il mercato globale al 2035 nel Heat Pump Monitor 2026 dell'IEA

L’Agenzia internazionale dell’energia ha pubblicato a l’Heat Pump Monitor 2026 – Trends and market opportunities, il rapporto che monitora l’andamento del mercato mondiale delle pompe di calore e ne stima lo sviluppo al 2035. Il documento arriva in un momento in cui riscaldamento e raffrescamento pesano per una quota rilevante della domanda energetica globale e delle emissioni di CO₂, e in cui le pompe di calore coprono ancora meno del 15% del fabbisogno di riscaldamento negli edifici a livello mondiale. Per l’IEA si aprono per il settore grandi opportunità: si attende una crescita in tutti e tre gli scenari proposti dall’Agenzia, con differenze marcate tra regioni, prezzi dell’energia, caratteristiche del parco immobiliare e quadri regolatori.

Il Monitorconcentra l’analisi sul settore degli edifici, dove avviene oggi la maggior parte delle installazioni, e allarga lo sguardo a teleriscaldamento e industria. Le proiezioni poggiano su tre scenari coerenti con il World Energy Outlook 2025: Current Policies Scenario (CPS), Stated Policies Scenario (STEPS) e Net Zero Emissions by 2050 (NZE). Quattro i mercati sotto la lente, scelti perché rappresentano percorsi diversi: Europa, Cina, Giappone e Stati Uniti.

Un mercato che copre meno del 15% del riscaldamento negli edifici

Dopo la crescita costante fino al 2020 e l’espansione record del 2021 e 2022, trainata soprattutto dall’Europa, le vendite hanno rallentato nel 2023 e si sono poi stabilizzate, con forti variazioni regionali. Gli Stati Uniti restano il primo mercato per parco installato, seguiti da Cina, Europa e Giappone, ma è la Cina a guidare le vendite. L’adozione è più alta nelle aree a clima mite e cresce dove aumenta la domanda di raffrescamento, quando le pompe di calore garantiscono sia caldo sia freddo e quando il rapporto tra prezzo dell’elettricità e prezzo del gas è favorevole.

Nello scenario CPS le vendite aumentano di oltre l’80% entro il 2035. Nello STEPS più che raddoppiano, arrivando a coprire circa il 20% della domanda globale di riscaldamento. Nello scenario NZE le vendite mondiali crescono al doppio della velocità osservata nell’ultimo decennio. In tutti i casi restano barriere già conosciute, ovvero i costi iniziali elevati, prezzi dell’elettricità alti in alcune aree e carenza di installatori qualificati. Un dato significativo conferma il potenziale della tecnologia sul piano dell’efficienza: le pompe di calore oggi in commercio sono da tre a cinque volte più efficienti delle caldaie a gas.

Il mercato cresce anche in ambiti diversi da quello residenziale. Nel teleriscaldamento, le grandi pompe di calore e le caldaie elettriche hanno coperto circa il 3% della fornitura in Europa nel 2023, con il tasso di crescita più alto tra tutte le fonti di calore; la Germania ha da sola circa 900 MW di capacità in costruzione o pianificazione. Nell’industria, la capacità installata in Giappone ha raggiunto quasi 650 MW nel 2024, dai 290 MW di dieci anni prima, e dovrebbero arrivare sul mercato entro il 2027 macchine capaci di superare i 160 °C .

Il rapporto prezzo elettricità/gas, il fattore che pesa di più

Il rapporto tra prezzo dell’elettricità e prezzo del gas naturale è la variabile più influente nel determinare la convenienza di una pompa di calore rispetto a una caldaia. I Paesi con i rapporti più bassi tendono ad avere le quote di mercato più alte, spesso sostenute anche da un supporto di policy di lungo periodo. L’Italia si colloca in una fascia di rapporto elevato, intorno a 3, coerente con una diffusione ancora contenuta rispetto ai mercati nordici.

Il costo iniziale resta più alto della media delle tecnologie concorrenti, e in Europa e Stati Uniti i costi di installazione sono spesso elevati. La Cina è l’area più competitiva su tutte le categorie di prodotto, grazie a un’ampia filiera produttiva. Sul lato dei costi, il costo di produzione delle unità aria-aria è inferiore del 40% circa in Cina rispetto al Giappone, mentre le unità aria-acqua sono circa il 60% più costose da produrre in Europa rispetto alla Cina. Sul costo lungo l’intero ciclo di vita, invece, va evidenziata l’efficienza operativa delle PdC rispetto alle caldaie a gas.

Il ruolo di Europa e Italia

L’Europa vale oltre il 20% delle vendite globali per capacità. Nel settore edilizio prevalgono i sistemi aria-acqua idronici, con radiatori o riscaldamento a pavimento, mentre alcuni Paesi nordici preferiscono le unità aria-aria. Il nord Italia rientra, insieme a Germania e Regno Unito, tra i mercati che si affidano soprattutto ai sistemi idronici. Dopo la crescita a doppia cifra del 2022 e il rallentamento del 2023-2024, i dati 2025 segnano un ritorno alla crescita, particolarmente forte in Germania. Il quadro regolatorio europeo sostiene la traiettoria attraverso REPowerEU, le direttive riviste su efficienza energetica, prestazione energetica degli edifici e rinnovabili, il Net-Zero Industry Act e il Clean Industrial Deal. L’Electrification Action Plan della Commissione punta a elettrificare il 32% dei consumi finali entro il 2030 e il 46% entro il 2040.

La dimensione della sicurezza energetica è tra le più rilevanti per il lettore europeo. Il riscaldamento degli edifici rappresenta circa il 50% della domanda di gas naturale in Europa. Tra il 2019 e il 2024 la domanda di gas negli edifici è calata del 12%, per effetto combinato di efficienza, temperature più miti e crisi energetica; senza le pompe di calore il calo sarebbe stato solo del 3%, con 20 miliardi di metri cubi di gas in più all’anno. Uno scale-up allineato agli obiettivi europei potrebbe portare i risparmi fino a 39 miliardi di metri cubi l’anno al 2035, circa il 16% delle importazioni nette attuali.

Regione Posizione di mercato Sistema prevalente negli edifici Prospettiva al 2035
Europa Oltre il 20% delle vendite globali per capacità Aria-acqua (idronico); nord Italia incluso Stock quasi raddoppiato nel CPS, fino a 2,5 volte nello STEPS
Cina Leader mondiale per vendite Aria-aria, spesso part-time o su parte dell’abitazione Forte aumento della capacità installata atteso al 2035
Stati Uniti Maggiore parco installato Aria-aria centralizzato in impianti HVAC Vendite proiettate al raddoppio entro il 2035
Giappone Circa il 7% delle vendite globali Condizionatori reversibili e scaldacqua a pompa di calore Nessuna crescita nel CPS, crescita modesta nello STEPS

 Transizione tecnologica e refrigeranti a basso GWP

Per quanto riguarda i gas refrigeranti, sono oggi disponibili soluzioni a basso GWP. L’R32, con GWP di 675, è la soluzione di transizione più diffusa, affiancata da miscele HFO/HFC come l’R-454B negli Stati Uniti e da refrigeranti naturali, con la CO₂ in Giappone e il propano in Europa. La spinta arriva dall’Emendamento di Kigali al Protocollo di Montreal, in vigore dal 2019 e ratificato da 172 Paesi a giugno 2026, che punta a tagliare l’uso di HFC di oltre l’80% entro il 2050, e dal Regolamento F-gas europeo. Per Europa e Giappone si attende entro la fine del decennio il passaggio a refrigeranti con GWP inferiore a 150, per Cina e Stati Uniti nei primi anni Trenta.

Sul fronte tecnologico, la pompa di calore è una tecnologia matura, in uso commerciale da oltre un secolo, basata quasi sempre sul ciclo a compressione di vapore. L’innovazione oggi si concentra su efficienza, connettività e flessibilità delle unità, oltre che su cicli termodinamici alternativi e nuovi refrigeranti. L’attività brevettuale è aumentata di quasi cinque volte dagli anni Duemila, con la Cina che nel 2022 deteneva circa un terzo di tutti i brevetti sulle pompe di calore.

FAQ Heat Pump Monitor 2026 e pompe di calore

Che cos’è il Heat Pump Monitor 2026 dell’IEA?

È il rapporto dell’Agenzia internazionale dell’energia, pubblicato a luglio 2026, che fornisce una valutazione basata sui dati dei mercati globali e regionali delle pompe di calore, delle condizioni che ne abilitano la diffusione e delle prospettive al 2035. Include un tool online con 20 dashboard interattive ed è organizzato in quattro pilastri, cioè diffusione cross-settoriale, approfondimento sugli edifici, prospettive regionali e politiche.

Quanto pesano oggi le pompe di calore sul riscaldamento degli edifici?

A livello mondiale coprono meno del 15% del fabbisogno di riscaldamento negli edifici e restano di nicchia nell’industria e nel teleriscaldamento. Secondo lo scenario STEPS dell’IEA, entro il 2035 potrebbero arrivare a coprire circa il 20% della domanda globale di riscaldamento.

Perché una pompa di calore conviene o non conviene?

Il fattore che pesa di più è il rapporto tra prezzo dell’elettricità e prezzo del gas naturale. Le pompe di calore sono da tre a cinque volte più efficienti delle caldaie a gas, ma hanno un costo iniziale più alto. Quando il rapporto tra i due prezzi è basso, il maggiore investimento iniziale si recupera lungo la vita dell’impianto grazie ai minori costi operativi.

Quali refrigeranti si usano nelle pompe di calore e come cambieranno?

Oggi convivono l’R32 (GWP 675) come opzione di transizione, miscele HFO/HFC e refrigeranti naturali come CO₂ e propano. Per effetto dell’Emendamento di Kigali e del Regolamento F-gas europeo, in Europa e Giappone si prevede il passaggio a refrigeranti con GWP inferiore a 150 entro la fine degli anni Venti.

Quanto gas naturale può far risparmiare all’Europa una maggiore diffusione delle pompe di calore?

Tra il 2019 e il 2024 le pompe di calore hanno contribuito a evitare circa 20 miliardi di metri cubi di gas l’anno in più. Uno scale-up allineato agli obiettivi europei potrebbe portare i risparmi fino a 39 miliardi di metri cubi l’anno entro il 2035, circa il 16% delle importazioni nette attuali.

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 Raffaella Capritti

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