15.01 – giovedì 30 luglio 2026
(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Un settore che negli ultimi quindici anni ha più che raddoppiato il fatturato, raggiungendo nel 2024 oltre 1,2 miliardi di euro, ma che deve fare i conti con la crescita dei costi di acqua ed energia e con una prima battuta d’arresto degli investimenti. È il quadro dell’agricoltura pugliese emerso oggi, nella Camera di Commercio di Bari, durante la presentazione di H2O, il progetto promosso da Unioncamere Puglia per rilevare costi, difficoltà di approvvigionamento e fabbisogni idrici delle imprese agricole regionali.
Alla conferenza stampa sono intervenuti Francesco Paolicelli, assessore all’Agricoltura e Sviluppo rurale della Regione Puglia; Luciana Di Bisceglie, presidente di Unioncamere Puglia e Luigi Triggiani, segretario generale di Unioncamere Puglia.
L’attività prevede la somministrazione di un questionario e la realizzazione di 200 interviste telefoniche ad aziende situate nei quattro Comuni pilota di Manduria, Molfetta, Nardò e San Giovanni Rotondo. L’indagine è naturalmente aperta a tutte le imprese agricole pugliesi sul sito di Unioncamere Puglia, con un form dedicato.
Il progetto, finanziato attraverso il Fondo Perequativo Infrastrutture 2025-2026, è promosso da Unioncamere Puglia, in collaborazione con Water Europe e Uniontrasporti, e si avvale del patrocinio dell’assessorato all’Agricoltura della Regione Puglia.
“La gestione della risorsa idrica rappresenta una delle principali sfide per il futuro dell’agricoltura pugliese, l’ho ribadito appena insediato – ha ricordato l’assessore regionale all’Agricoltura e Sviluppo rurale Francesco Paolicelli – e necessita di un lavoro attivo e partecipato sull’uso efficiente dei bacini, il riuso delle acque reflue e la manutenzione delle infrastrutture irrigue. Con il progetto H2O raccoglieremo dati, esigenze e proposte direttamente dalle imprese agricole del territorio perché ci interessa avere un quadro il più possibile rappresentativo e aggiornato delle criticità e dei fabbisogni legati alla disponibilità, all’utilizzo e alla gestione dell’acqua. Se da un lato siamo chiamati a gestire le emergenze legate alle risorse idriche, non solo in agricoltura, dobbiamo di pari passo disporre di informazioni puntuali e condivise per l’efficientamento delle reti e delle tecniche irrigue utili al sistema agricolo pugliese”.
“L’acqua è al centro dell’agenda politica mondiale, ma per la Puglia soffre di un problema ancora più antico e strutturale” ha dichiarato Luciana Di Bisceglie, presidente di Unioncamere Puglia. “Non a caso, già gli autori latini parlavano di Apulia sitiens, la Puglia assetata. L’agricoltura è in Puglia un settore primario, con quasi 72mila imprese. Siccità, cambiamenti climatici e rincari energetici hanno trasformato l’acqua in una leva strategica e, nello stesso tempo, in una delle principali criticità del sistema produttivo agricolo pugliese”. “Con il progetto H2O – ha proseguito – vogliamo raccogliere il punto di vista delle aziende e trasferirlo alle istituzioni e agli organi di informazione. Non si tratta soltanto di stabilire se serva più acqua, ma anche di capire come utilizzare in modo più intelligente quella disponibile, come monitorare i consumi e quali innovazioni possano migliorare la qualità e la redditività delle colture”.
Nel corso dell’incontro sono stati presentati i risultati inediti dell’analisi condotta da Unioncamere Puglia su 1.795 bilanci depositati da imprese agricole regionali, appartenenti ai comparti delle colture permanenti e non permanenti, con una serie storica estesa dal 2007 al 2024.
“La nostra agricoltura – ha detto Luigi Triggiani, segretario generale di Unioncamere Puglia – mostra una notevole capacità di crescita: in quindici anni il fatturato è più che raddoppiato e il livello complessivo degli investimenti rimane elevato. Tuttavia, l’incremento del 43% dei costi di acqua ed energia e la flessione degli investimenti registrata nel 2024 sono segnali da non trascurare. Con H2O vogliamo affiancare all’analisi dei bilanci la voce diretta delle imprese, per costruire una base conoscitiva solida e mettere a disposizione delle istituzioni dati utili a orientare le politiche pubbliche”.
Alla rilevazione del progetto H20 seguiranno focus group con associazioni di categoria, Gruppi di azione locale, Consorzi di bonifica e altri stakeholder territoriali. I risultati saranno presentati nel 2027, nel corso di un evento conclusivo a Bari dedicato alle imprese, ai Comuni e alle organizzazioni di rappresentanza.
Grazie alla collaborazione con Water Europe, associazione europea che riunisce oltre 290 soggetti dell’ecosistema idrico innovativo, saranno inoltre illustrate tecnologie e buone pratiche adottate a livello europeo e internazionale per la gestione sostenibile dell’acqua in agricoltura.
Il progetto prevede anche WAVE – Water Albania Value Exchange, iniziativa internazionale finalizzata allo scambio tecnico e istituzionale tra Italia e Albania sui temi della gestione sostenibile delle risorse idriche e della prevenzione del rischio idrogeologico.
La Puglia conta oggi 71.911 sedi d’impresa registrate nel settore agricolo.
Il fatturato complessivo delle aziende analizzate è cresciuto ininterrottamente, passando dai 582,6 milioni di euro del 2007 agli oltre 1,224 miliardi del 2024.
A guidare la graduatoria provinciale è Foggia, con 379,3 milioni di euro di fatturato, seguita da Bari con 261 milioni, Taranto con 204,6 milioni, Lecce con 134,2 milioni, Brindisi con 128,2 milioni e dalla provincia di Barletta-Andria-Trani con 117,3 milioni.
Nel paniere produttivo regionale, i comparti più rilevanti sono quelli degli ortaggi, con 427,7 milioni di euro, e dell’uva, prevalentemente da tavola, con 379,2 milioni. Seguono le olive, con 132,6 milioni, e i cereali, con 100,8 milioni.
Accanto alla crescita del fatturato emerge, tuttavia, un elemento di fragilità. La spesa sostenuta dalle imprese per utenze e servizi, comprendenti acqua ed energia, è passata dai 116,7 milioni di euro del 2019 ai 166,9 milioni del 2024: un aumento di oltre 50 milioni, pari al 43% in cinque anni.
Nello stesso periodo, il tasso annuo di crescita dei costi di acqua ed energia è risultato superiore a quello del fatturato. Nel 2024, inoltre, il settore ha registrato una riduzione degli investimenti per 37,2 milioni di euro.
Il dato non modifica la tendenza positiva di lungo periodo: lo stock degli investimenti è infatti quasi raddoppiato in diciassette anni, passando da 1,29 miliardi nel 2008 a 2,44 miliardi nel 2024.
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