Per scegliere la destinazione delle vacanze non bastano più il prezzo, la distanza, il mare più bello o la quantità di attrazioni da visitare. Tra le prime informazioni consultate dagli italiani prima di prenotare ci sono ormai anche le temperature previste, le ondate di calore e la possibilità di trovare un clima sopportabile durante il soggiorno.
Il meteo, un tempo controllato soprattutto nei giorni immediatamente precedenti alla partenza, sta diventando un vero e proprio strumento di pianificazione. Non serve più soltanto a decidere cosa mettere in valigia, ma influenza la scelta della meta, gli orari degli spostamenti, la posizione dell’alloggio e perfino la costruzione dell’itinerario.
Secondo un’indagine commissionata dalla piattaforma di prenotazione Omio e condotta da Censuswide, il 79% degli italiani considera le condizioni meteorologiche nella scelta della destinazione estiva. Quasi otto viaggiatori su dieci, dunque, guardano anche al termometro prima di prenotare.
Il caldo non sembra però ridurre il desiderio di partire. Piuttosto, spinge a viaggiare in modo diverso: con più flessibilità, programmi modificabili e una crescente attenzione alle mete fresche, alla natura e alla presenza dell’acqua.
Il meteo entra nella scelta della destinazione
Per il 33% degli intervistati le condizioni meteorologiche rappresentano uno dei criteri principali nella scelta della vacanza. Un altro 45% prenderebbe in considerazione una destinazione alternativa qualora fossero previste temperature estreme.
Soltanto il 22% sostiene che il meteo influenzi poco o per nulla le proprie decisioni. Per la grande maggioranza, invece, le previsioni sono diventate parte integrante del processo di prenotazione.
Non si tratta necessariamente di rinunciare alle tradizionali vacanze estive. Le temperature orientano però sempre più spesso la geografia del viaggio. Una città d’arte può essere sostituita da una località costiera, una settimana al mare può comprendere una tappa in montagna e un itinerario molto serrato può trasformarsi in un soggiorno più lento, organizzato intorno alle ore meno calde.
La destinazione non viene quindi valutata soltanto per ciò che offre, ma anche per quanto sarà concretamente vivibile nel periodo scelto.
Il caldo cambia le vacanze, ma non ferma le partenze
L’aspetto più interessante dell’indagine riguarda la resistenza della voglia di viaggiare. Nonostante le estati sempre più calde, il 53% degli italiani dichiara di non aver mai modificato i propri piani negli ultimi due anni a causa delle alte temperature.
Anche chi decide di adattarsi preferisce intervenire sull’organizzazione della vacanza anziché cancellarla. Il 14% ha ridotto o modificato le attività all’aperto, il 13% ha aggiunto una tappa in una località più fresca, scegliendo per esempio montagna, lago o collina, mentre il 12% ha cambiato gli orari di partenza e di rientro.
Le decisioni più drastiche restano minoritarie. Solo il 9% ha cambiato completamente la destinazione finale e l’8% è arrivato a cancellare o sostituire il viaggio.
Il caldo, quindi, non induce necessariamente gli italiani a restare a casa. Li costringe però a progettare vacanze meno rigide, nelle quali sia possibile modificare attività e spostamenti anche all’ultimo momento.
Partenze all’alba e visite dopo il tramonto
A cambiare sono soprattutto i ritmi delle giornate. Il modello della vacanza costruita intorno alle ore centrali lascia progressivamente spazio a programmi più vicini alle abitudini dei Paesi molto caldi.
Il 35% degli intervistati limita gli spostamenti nelle ore centrali, mentre il 34% preferisce partire la mattina presto o viaggiare la sera. Il 23% concentra visite, escursioni e attività all’aperto nei momenti più freschi.
La sveglia all’alba non è più soltanto una strategia per evitare il traffico. Può diventare il modo migliore per visitare un centro storico prima che le temperature salgano, raggiungere un sentiero senza esporsi al caldo più intenso o spostarsi verso la tappa successiva durante le ore meno pesanti.
Anche la serata assume un ruolo diverso. Musei con aperture prolungate, cene più tarde, passeggiate notturne ed eventi dopo il tramonto permettono di vivere la destinazione senza rinunciare alle esperienze previste.
Acqua e aria condizionata diventano criteri di scelta
Il 30% degli italiani dichiara di privilegiare mete che garantiscano un facile accesso all’acqua. Non significa necessariamente scegliere il mare: nella nuova mappa delle vacanze estive acquistano importanza anche laghi, fiumi, piscine, località termali e strutture circondate dalla natura.
Il 23% cerca invece direttamente destinazioni caratterizzate da temperature più basse. È qui che si inserisce il fenomeno delle coolcation, le vacanze estive organizzate in luoghi tradizionalmente più freschi rispetto alle classiche mete del Mediterraneo.
Cresce contemporaneamente l’attenzione per le caratteristiche dell’alloggio. L’aria condizionata è considerata indispensabile dal 33% degli intervistati, percentuale che raggiunge il 40% nella fascia tra i 35 e i 44 anni.
La climatizzazione, la presenza di una piscina, la ventilazione naturale e la vicinanza all’acqua possono quindi pesare quanto la colazione inclusa, la posizione centrale o la vista panoramica. Il comfort climatico smette di essere un dettaglio e diventa uno dei servizi essenziali del soggiorno.
Il Piano B diventa parte della vacanza
Il nuovo modo di viaggiare emerge con particolare evidenza quando il meteo cambia improvvisamente. Di fronte a condizioni diverse da quelle previste, il 29% degli italiani modificherebbe semplicemente il programma delle attività, mentre il 23% resterebbe nella stessa destinazione aspettando un miglioramento.
Il 16% proseguirebbe comunque con il programma originario. Soltanto il 7,7% accorcerebbe l’itinerario e il 7,5% cercherebbe immediatamente una meta alternativa. Il 6% prenderebbe in considerazione un diverso mezzo di trasporto per raggiungere un luogo più fresco.
Appena il 3% cancellerebbe parte della vacanza.
La vera novità non è dunque la rinuncia al viaggio, ma la normalizzazione del Piano B. Un museo può sostituire una giornata in spiaggia, una tappa al lago può prendere il posto di una visita urbana e un treno serale può evitare un lungo spostamento durante le ore più calde.
La flessibilità non riguarda più soltanto le condizioni di cancellazione della prenotazione. Significa poter modificare concretamente il viaggio mentre lo si sta vivendo.
Coolcation e viaggi nella natura
Guardando alle prossime estati, il 31% degli intervistati dichiara di non voler modificare le proprie abitudini. La maggioranza, però, immagina un cambiamento: il 57% prevede di adattare il proprio modo di viaggiare in risposta alle temperature più elevate.
Le soluzioni non convergono verso un unico modello. Alcuni viaggiatori punteranno sulle coolcation e sulle destinazioni settentrionali o di montagna. Altri sceglieranno il cosiddetto Nature-Based Travel, costruendo il soggiorno intorno a boschi, laghi, parchi naturali e aree meno urbanizzate.
Altri ancora continueranno a frequentare le località tradizionali, ma lo faranno in periodi differenti, prenotando all’inizio o alla fine dell’estate, quando le temperature possono essere più moderate e la pressione turistica inferiore.
La vacanza estiva, insomma, non scompare. Diventa più diversificata e meno legata al vecchio schema secondo il quale agosto doveva necessariamente coincidere con spiaggia, sole e attività all’aperto per tutta la giornata.
Cambia anche il modo di spostarsi
La necessità di adattare il viaggio influenza anche la scelta dei mezzi di trasporto. Poter confrontare treni, autobus, voli e traghetti permette di costruire itinerari modificabili e di reagire più facilmente a un’ondata di calore o a un cambiamento improvviso delle previsioni.
«Con il meteo che incide sempre di più sulle decisioni di viaggio, la flessibilità non significa più soltanto scegliere la destinazione giusta, ma anche avere la libertà di adattare il viaggio stesso», spiegano gli esperti di Omio.
Secondo la piattaforma, cresce il numero di viaggiatori interessati a combinare modalità di trasporto differenti all’interno dello stesso itinerario, così da poter cambiare percorso, introdurre una tappa intermedia o raggiungere una località più fresca senza dover riprogettare l’intera vacanza.
Il meteo come nuovo travel planner
Le temperature non hanno ancora sostituito prezzo e destinazione tra i criteri principali di scelta, ma stanno assumendo un ruolo che fino a pochi anni fa sarebbe stato difficile immaginare.
Il viaggiatore contemporaneo non controlla più soltanto se durante la vacanza pioverà. Cerca di capire quanto farà caldo, in quali ore sarà possibile muoversi, se l’alloggio dispone di aria condizionata e quali alternative esistono in caso di condizioni estreme.
Il meteo diventa così una sorta di travel planner invisibile, capace di suggerire la meta, ridisegnare l’itinerario e determinare i ritmi della giornata.
Gli italiani non sembrano disposti a rinunciare alle vacanze. Sono però sempre più pronti a rinunciare all’idea che il viaggio debba svolgersi esattamente come era stato programmato.
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Rita Galimberti
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