“La Spezia, una cultura pubblica, aperta e in crescita”: la risposta di Palazzo civico all’open call firmata da artisti, docenti e associazioni


L’appello sottoscritto da artisti, intellettuali e operatori culturali conferma un dato sul quale non possono esserci divergenze: La Spezia possiede un tessuto creativo ricco, articolato e vitale. Ogni contributo al confronto sul futuro culturale della Città merita quindi attenzione e rispetto. Non può tuttavia essere condivisa la rappresentazione di una città culturalmente disincentivata o caratterizzata da una progressiva privatizzazione dei propri luoghi pubblici. Da sempre l’Amministrazione Peracchini ha sviluppato una politica culturale precisa, fondata sul rilancio delle strutture civiche, sull’ampliamento dell’accessibilità, sulla crescita dei luoghi pubblici, come Spezia Hub, per accogliere in pieno centro storico cittadini e turisti, sulla valorizzazione del patrimonio e sulla qualità della programmazione. Sono stati riaperti e rinnovati luoghi importanti, a partire dal Cinema Odeon e dato nuovo corso al CAMeC; sono stati effettuati investimenti sul Teatro Civico; sono cresciuti i servizi delle biblioteche e della Mediateca; sono stati recuperati siti storici e promossi nuovi festival, mostre, rassegne, attività educative e iniziative diffuse durante tutto l’anno.

I risultati sono concreti. Nel giugno 2026 è stata inoltre introdotta, per la prima volta, la gratuità dei musei civici per tutti i residenti della provincia della Spezia in un quadro in cui l’Amministrazione aveva già lavorato per rendere i musei più aperti, frequentati e riconoscibili, intervenendo sull’offerta espositiva, sugli orari, sulle attività educative, sulla comunicazione e sui servizi di visita. Un dato su tutti: nel 2025 gli ingressi ai musei civici hanno superato il dato complessivo dell’intero 2024, raggiungendo oltre 75.000 visitatori. Il CAMeC, dopo la riapertura con il nuovo corso dell’ottobre 2024 e il rinnovamento del percorso espositivo, aveva già accolto quasi 14.000 visitatori nei primi mesi di attività. Nel 2025 le quattro biblioteche comunali hanno registrato quasi 74.000 frequentatori, mentre nella stagione 2025-2026 il cinema Odeon ha superato le 10.000 presenze, comprendendo oltre 1.000 studenti coinvolti nelle matinée scolastiche.

Questi risultati dimostrano come le collezioni permanenti siano state affiancate da una programmazione capace di produrre interesse continuativo, attraverso mostre temporanee, visite guidate, conferenze, laboratori, aperture serali, festival e appuntamenti destinati a pubblici differenti. A questo percorso si è affiancato un investimento strutturale sul sistema museale cittadino. In questi anni il Comune ha progressivamente riqualificato e valorizzato tutti i musei civici, intervenendo sugli allestimenti, sugli spazi di accoglienza, sui servizi al pubblico e sull’identità di ciascuna sede. Il Museo Civico “Amedeo Lia” ha consolidato il proprio ruolo nazionale grazie al rinnovo dell’accordo con la famiglia Lia, alle grandi mostre e al dialogo con l’arte contemporanea avviato in occasione del trentesimo anniversario con la mostra “OZMO X LIA 30 – Dentro la collezione”, e non solo, è stato interessato da un restyling importante. Il castello San Giorgio ha ulteriormente rafforzato la propria vocazione di museo archeologico di riferimento attraverso nuove acquisizioni, festival, conferenze e iniziative divulgative, come il Museo Etnografico ha ampliato la propria programmazione espositiva e culturale, valorizzando le rispettive collezioni con mostre, prestiti, attività scientifiche e iniziative dedicate ai diversi pubblici. Queste azioni si inseriscono in una strategia che considera i musei non come realtà isolate, ma come un unico sistema culturale integrato. Parallelamente è cresciuta in modo significativo l’offerta educativa. Laboratori, visite guidate, attività per famiglie, percorsi didattici rivolti alle scuole di ogni ordine e grado e iniziative inclusive hanno trasformato i musei in luoghi di apprendimento permanente, capaci di coinvolgere migliaia di bambini, studenti e cittadini durante tutto l’anno. La didattica è diventata uno degli strumenti principali per favorire la conoscenza del patrimonio e costruire nuovi pubblici, consolidando il rapporto tra istituzioni culturali e sistema scolastico.

Accanto ai musei, l’Amministrazione ha investito nel recupero e nella restituzione alla città di importanti luoghi della memoria e del patrimonio storico. Tra questi il Parco delle Clarisse, inserito nel più ampio progetto “La Spezia Forte”, che per la prima volta ha visto quest’anno un evento dedicato alla musica, insieme al recupero delle mura storiche, della Batteria Valdilocchi, della Galleria Quintino Sella e dell’ex ricovero antiaereo di via del Torretto, contribuendo a costruire un sistema diffuso di luoghi della cultura e dell’identità cittadina.

Un ruolo decisivo è stato svolto anche dall’innovazione digitale. E’ stato infatti inaugurato il nuovo portale unico dei Musei Civici, museilaspezia.it, che riunisce in un’unica piattaforma informazioni, mostre, eventi, attività didattiche, archivio delle esposizioni, sezione “Tesori nascosti”, biglietteria online e contenuti in sei lingue. Il nuovo sito completa il sistema digitale dei Servizi Culturali del Comune della Spezia, insieme ai portali dedicati alle biblioteche civiche, al cinema Odeon e al Teatro Civico, integrati con newsletter e canali social dedicati, dando vita a una comunicazione coordinata, moderna e accessibile. La collaborazione con fondazioni, associazioni, istituzioni culturali, scuole e operatori qualificati è uno strumento attraverso il quale il Comune conserva la titolarità dei propri luoghi e delle proprie politiche, rafforzandone competenze, sostenibilità, capacità progettuale e apertura verso nuovi pubblici. Collaborazione pubblico-privata, infatti, non significa privatizzazione, così come una programmazione culturale di qualità non può essere confusa con una semplice logica commerciale.  La partecipazione resta una componente essenziale delle politiche culturali, ma deve svilupparsi in forme aperte, trasparenti e plurali. Il compito di un’Amministrazione non è rappresentare una sola parte del mondo culturale, bensì creare opportunità per espressioni, linguaggi, generazioni e sensibilità differenti, garantendo contemporaneamente qualità, corretto utilizzo delle risorse pubbliche, accessibilità e continuità dei servizi.

L’idea di realizzare una mappatura delle energie creative locali e di promuovere ulteriori occasioni di confronto può certamente essere approfondita, ma non possiamo dimenticare l’esperienza della candidatura della Spezia a Capitale Italiana della Cultura 2027, con il dossier “Una cultura come il mare” che ha rappresentato un punto di sintesi di questo percorso. Un percorso costruito attraverso il coinvolgimento di oltre 70 soggetti pubblici e privati, fra cui anche molti dei quali oggi firmano quel documento, che ha permesso che la Spezia fosse fra le dieci città finaliste e che ha definito insieme una visione culturale di lungo periodo, fondata sul rapporto fra città, mare, creatività, ricerca, inclusione e sviluppo sostenibile.

La Spezia non è una città culturalmente inesplorata: è una città che negli ultimi anni ha riscoperto luoghi, archivi, collezioni e pagine della propria storia, aprendosi nello stesso tempo all’arte contemporanea, al cinema, al teatro, alla letteratura e ai nuovi linguaggi. È però una città che può e deve continuare a crescere e che il successo di pubblico del Festival Internazionale del Jazz della Spezia e l’adesione di “La Spezia Estate Festival” all’interno del circuito nazionale che riunisce alcune tra le più importanti realtà culturali italiane testimoniano chiaramente. La visione dell’Amministrazione è quella di una cultura intesa come infrastruttura pubblica della comunità: accessibile, diffusa, inclusiva e capace di connettere memoria e futuro, patrimonio e creatività, identità locale e dimensione nazionale e internazionale. Il confronto è utile quando parte dai fatti e diventa proposta. È su questo terreno che siamo pronti a proseguire il lavoro per la cultura spezzina senza dimenticare l’ultimo grande traguardo raggiunto, che è l’inizio di un nuovo percorso, La Spezia Città Unesco per il Design, sul quale l’Amministrazione sta alacremente lavorando unitamente alla promozione del patrimonio della cantieristica con il Miglio Blu. L’Amministrazione continua infatti a lavorare con grande impegno per aumentare ancora di più l’offerta culturale, con nuovi spazi e nuovi eventi.


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 Fabio Lugarini

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