PAT * «INAUGURATA A FIAVÉ LA MOSTRA “CUSTODI DI BIODIVERSITÀ”, APICOLTURA MONTANA TRA PREISTORIA E MODERNITÀ» – Agenzia giornalistica Opinione. Notizie da Italia


18.17 – sabato 1 agosto 2026

È stata inaugurata al Museo delle Palafitte di Fiavé la mostra “Custodi di biodiversità. Apicoltura di montagna tra preistoria e modernità”, dedicata al mondo delle api e realizzata dall’Ufficio beni archeologici della Soprintendenza beni culturali in collaborazione con il Comune di Fiavé, il MUSE Museo delle Scienze di Trento e il METS Museo Etnografico Trentino. All’evento hanno preso parte, tra gli altri, l’archeologa del Servizio tecnico Soprintendenza per i beni culturali Elena Silvestri, il sindaco Beniamino Bugoloni e l’assessore alla cultura Maria Pia Calza del Comune di Fiavé. Silvestri ha portato i saluti dell’assessore provinciale alla cultura Francesca Gerosa, che ha voluto sottolineare il valore dell’esposizione e della sinergia che ha portato alla sua realizzazione. “Questa mostra è un’occasione straordinaria per riflettere sul profondo legame che fin dai tempi della preistoria unisce l’uomo, il nostro territorio montano e l’ambiente naturale – è stato il messaggio dell’assessore Gerosa – Le api sono testimoni della nostra storia agricola e culturale, come confermano i preziosi reperti rinvenuti nelle palafitte: oggi rappresentano delle sentinelle di biodiversità, importanti per il nostro presente e per il nostro futuro. Ci tengo a evidenziare che questo progetto è un esempio virtuoso di come le istituzioni trentine sappiano fare rete. L’Ufficio beni archeologici della Soprintendenza, il Comune di Fiavé, il MUSE e il METS lavorando insieme sono riusciti a valorizzare il nostro patrimonio, offrendo al pubblico memoria e conoscenza, facendo riflettere sulla necessità di proteggere i fragili equilibri del nostro ecosistema”.

Attraverso suggestive immagini ad alta risoluzione, dati e reperti archeologici ed etnografici l’esposizione, a cura di Mirta Franzoi e Luisa Moser, intende evidenziare l’importanza che questi straordinari insetti impollinatori, fondamentali per la biodiversità, hanno assunto fin dalla preistoria per le comunità che abitano la montagna trentina. A corredo della mostra, che sarà visitabile tutti i giorni dalle ore 10 alle 19 fino al 13 settembre, sono previsti incontri, attività laboratoriali e iniziative speciali.

Il percorso di visita ha inizio nel giardino del museo con le installazioni della mostra “Città a misura d’ape. Alla ricerca di possibili equilibri” curata da Maria Vittoria Zucchelli del MUSE. Negli spazi interni gli oggetti provenienti dal Museo Etnografico Trentino di San Michele all’Adige e dai depositi archeologici della Soprintendenza conducono il visitatore lungo un percorso di conoscenza e approfondimento, da cui emerge il ruolo strategico rivestito da un’apicoltura di tipo domestico, rimasta pressoché immutata fino ai primi anni del XX secolo. Particolarmente significative sono le immagini provenienti dall’Archivio fotografico della Soprintendenza che documentano la vita quotidiana delle comunità agro-pastorali delle Giudicarie Esteriori dove l’apicoltura è praticata da millenni.

Fin dall’antichità l’ape mellifera ha destato forte interesse e curiosità negli esseri umani. La produzione di grandi quantità di miele, alimento d’eccezione con altissimo valore nutritivo, ma anche di cera e propoli, hanno indotto le comunità di cacciatori-raccoglitori prima e le società agricole poi, a utilizzarne sempre più i prodotti. I resti archeologici di arnie e apiari non sono frequenti a causa della natura organica di questi oggetti che si conservano solo in contesti ambientali eccezionali. L’uso dei prodotti dell’alveare è testimoniato già a partire dalle fasi finali del Paleolitico. In Trentino, sulla piana della Marcesina, il Riparo Dalmeri (datato a circa 13.000 anni fa) ha restituito ben 247 pietre con tracce di ocra rossa mescolata in alcuni casi con un legante di natura cerosa, la cui composizione è molto simile alla cera d’api. Le pietre riportano tracce di colore su una o entrambe le superfici e in molti casi sono stati identificati anche disegni particolarmente accurati di animali, piante, mani, figure umane o elementi geometrici. Un’altra importantissima testimonianza dell’uso dei prodotti delle api nella preistoria è documentata da un agglomerato di resine di pino e abete rosso e di propoli, impiegato a scopo terapeutico (anestetico, antibiotico e cicatrizzante), rinvenuto a 2.150 metri di quota nelle Dolomiti bellunesi, nella sepoltura di un cacciatore-raccoglitore del Mesolitico, vissuto circa 8.400 anni fa. Molte le curiosità come ad esempio l’utilizzo della cera d’api per otturazioni dentali come attestato dal ritrovamento in una piccola caverna dell’Istria settentrionale di una “otturazione preistorica” sul canino sinistro di una mandibola appartenuta ad un giovane uomo.

Nella straordinaria collezione di reperti in legno dell’età del Bronzo riportati alla luce dagli archeologi durante gli scavi nella torbiera di Fiavé è particolarmente interessante un bugno o arnia villica rinvenuto in una palafitta sull’acqua, la cui replica è esposta in mostra. Si tratta di un contenitore cilindrico ricavato da un tronco scavato e trattato con grasso animale e cera d’api per favorire l’insediamento delle api e la costruzione dei favi.

A corredo dell’iniziativa sono previsti momenti di approfondimento per il pubblico con la collaborazione di esperti di Soprintendenza, MUSE, METS e Terme di Comano. Le attività intendono sensibilizzare i visitatori sul ruolo delle api per le attività umane e per la conservazione dell’ambiente, proponendo alcuni spunti di riflessione sulla necessità di proteggere questi insetti strategici per l’ecosistema.

Il 6 e 20 agosto è in programma “Piccoli apicoltori della preistoria”, una visita guidata alla mostra con laboratorio per famiglie per conoscere i diversi utilizzi della cera nell’antichità. Si prosegue il 7 agosto con l’incontro “ACT4BEES. Qualità ambientale, biodiversità e buone pratiche per una città a misura d’ape” con Maria Vittoria Zucchelli del MUSE, Sergio Angeli professore associato di Entomologia Generale ed Applicata presso la Facoltà di Scienze agrarie, ambientali e alimentari della Libera Università di Bolzano e Costantino Bonomi, responsabile della sezione botanica del MUSE, che hanno condotto la parte di ricerca e il progetto di Citizen Science.

Il 9 agosto “Di cera e miele. Usi preistorici dei prodotti delle api” offre una visita al Parco Archeo Natura e attività di archeologia dimostrativa con lavorazione e uso della cera documentati nelle palafitte. L’utilizzo del miele e della cera è ancora oggi ben attestato anche in campo cosmetico e curativo e per questo, grazie alla collaborazione con le Terme di Comano, il 10 agosto presso il Museo delle Palafitte, si propone un momento aperto a tutti di conoscenza e sperimentazione della preziosa acqua termale delle Giudicarie esteriori che, assieme alla cera d’api, può contribuire alla cura delle malattie della pelle. Seguirà una speciale master class di skincare su prenotazione. L’11 agosto “Nell’alveare per una mattina” trasformerà il museo in un grande alveare dove, con un gioco di mimesi, i bambini diventeranno api guardiane, spazzine, nutrici e bottinatrici. Tra enigmi da risolvere e tesori da scoprire, i piccoli esploratori voleranno di fiore in fiore per esplorare il magico e prezioso mondo delle api. I partecipanti saranno invitati ad assaggiare alcuni tipi di miele e costruire una scatolina per conservare i semi del fiore amico delle api: la facelia. L’attività è a cura dei Servizi Educativi del METS Museo Etnografico Trentino di San Michele all’Adige.

Per tutte le attività informazioni e iscrizioni al numero telefonico 0465 735019.

Custodi di biodiversità
Apicoltura di montagna tra preistoria e modernità
2 agosto – 13 settembre 2026
Fiavé – Museo delle Palafitte
Via 3 Novembre, 57
Tutti i giorni ore 10.00 – 19.00
Ingresso 4 euro, ridotto 3 euro

Informazioni
Provincia autonoma di Trento
Servizio tecnico Soprintendenza per i beni e le attività culturali
Ufficio beni archeologici
Via Mantova, 67 – 38122 Trento
tel. 0461 492161
e-mail: [email protected]
www.cultura.trentino.it/Temi/Archeologia


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