quando il premio scende e quando aumenta


Non provocare incidenti per dodici mesi e trovare comunque un preventivo più caro. Oppure peggiorare la classe di merito dopo un sinistro, ma ricevere da un’altra compagnia un’offerta meno costosa. Sembrano contraddizioni, eppure entrambe le situazioni sono compatibili con il sistema assicurativo italiano.

Il motivo è semplice: il bonus malus regola l’evoluzione della classe di merito e non stabilisce da solo l’importo finale da pagare. La compagnia parte dalla storia assicurativa, valuta numerosi fattori di rischio e applica la propria tariffa commerciale. Il risultato cambia da impresa a impresa, anche a parità di automobilista, veicolo e classe universale.

La distinzione conta ancora di più in una fase di rincari generalizzati. Nel primo trimestre 2026 il prezzo medio effettivo della Rc auto per le autovetture ha raggiunto 423,4 euro, il 3,2% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. L’incremento reale, al netto dell’inflazione, è stato dell’1,5%, secondo l’ultima rilevazione disponibile dell’Ivass. Tra le singole compagnie, nello stesso trimestre, le variazioni annue sono andate dal -6% al +15%: una forbice che mostra quanto le politiche tariffarie possano pesare più del passaggio da una classe all’altra.

Che cos’è il bonus malus

Il bonus malus è una formula tariffaria attraverso la quale la posizione assicurativa migliora o peggiora in base ai sinistri attribuiti al veicolo durante il periodo di osservazione. Quando non risultano incidenti rilevanti ai fini assicurativi, scatta il bonus: alla scadenza annuale si passa alla classe immediatamente migliore. In presenza di uno o più sinistri con responsabilità principale entra invece in gioco il malus, con un salto verso classi meno favorevoli.

La normativa non impone alle compagnie una riduzione percentuale identica per ogni classe. Stabilisce il percorso della Conversione Universale, indicata con la sigla CU, lasciando alle imprese la costruzione delle tariffe e delle classi interne. Il Codice delle assicurazioni richiede che la variazione collegata alla classe venga indicata nel preventivo di rinnovo sia in valore assoluto sia in percentuale.


La scala CU comprende 18 posizioni. La prima è la più favorevole, mentre la diciottesima coincide con il livello di massima penalizzazione. Chi assicura per la prima volta un veicolo entra in CU 14. Fanno eccezione i casi nei quali può essere utilizzata una classe già maturata, compresa l’applicazione della Rc Familiare.

La classe indicata nell’attestato di rischio appartiene al proprietario del veicolo, non necessariamente alla persona che ha stipulato e pagato la polizza. Contraente e proprietario possono infatti essere soggetti diversi senza che la storia assicurativa si trasferisca al contraente.

Tradotto in termini immediati, un anno senza sinistri permette di guadagnare una posizione. Un incidente penalizzante fa perdere due classi; due episodi nello stesso periodo producono un peggioramento di cinque livelli. Con tre sinistri il salto arriva a otto posizioni, mentre da quattro in poi si perdono fino a undici classi, fermandosi comunque alla CU 18.

Un automobilista in CU 1 che provoca un incidente passa quindi alla CU 3. Per tornare alla prima classe serviranno, di regola, due annualità senza nuovi sinistri: prima CU 2 e poi CU 1. Due incidenti partendo dalla prima posizione conducono invece alla CU 6, dalla quale il recupero richiede cinque evoluzioni favorevoli.

Tra classe universale e classe interna

Nell’attestato di rischio possono comparire due classificazioni. La CU segue regole comuni a tutte le compagnie e consente di confrontare la storia assicurativa quando si cambia impresa. La classe interna nasce invece dal sistema adottato dal singolo assicuratore. Al momento dell’acquisizione del cliente, ogni compagnia converte la CU in una propria classe aziendale attraverso una tabella che deve essere pubblicata sul sito. I criteri interni non possono modificare il percorso della classe universale, ma incidono sul prezzo proposto.

Cambiando assicuratore si conserva dunque la CU e la relativa storia dei sinistri. La classe interna viene ricalcolata dalla nuova impresa. Per questa ragione due automobilisti entrambi in CU 1 possono ricevere preventivi molto distanti.

La semplice denuncia di un incidente non comporta automaticamente il peggioramento della classe. Prima di applicare la penalizzazione, l’impresa deve accertare la responsabilità e liquidare il danno, anche soltanto in parte. Quando uno dei veicoli ha una quota di responsabilità superiore a quella degli altri, il malus ricade sul contratto riferito al responsabile principale. La quota non principale attribuita all’altro mezzo non produce, secondo la disciplina IVASS del 2026, né l’annotazione nell’attestato né la penalizzazione.

In un incidente tra due auto con responsabilità attribuita al 70% al primo conducente e al 30% al secondo, il primo subisce quindi le conseguenze previste dal bonus malus; la quota minoritaria del secondo non determina il salto di classe.

Un equilibrio al 50% segue una logica diversa. Il singolo concorso paritario non provoca subito il malus, ma la percentuale viene annotata nell’attestato di rischio. Se più corresponsabilità accumulate nell’arco di cinque anni raggiungono almeno il 51%, può scattare la penalizzazione. Due sinistri al 50%, dunque, non rimangono necessariamente senza effetti: il cumulo supera la soglia prevista. Quando nei cinque anni successivi alla prima annotazione non si raggiunge il 51%, il periodo si chiude senza malus.

Nel caso di un pagamento parziale che abbia già provocato la penalizzazione, i versamenti successivi riferiti allo stesso incidente non generano nuovi salti di classe. Il sinistro resta uno, anche se il risarcimento viene liquidato in più fasi.

Il periodo di osservazione non coincide con l’annualità

La data dell’incidente non è sufficiente per capire a quale rinnovo verrà applicato il malus. Bisogna considerare il periodo di osservazione e il momento in cui il sinistro viene pagato. Durante la prima annualità, l’osservazione comincia con la decorrenza della copertura e termina 60 giorni prima della scadenza. Negli anni seguenti parte 60 giorni prima della decorrenza e si chiude, ancora una volta, due mesi prima della scadenza successiva.

Questa finestra serve alla compagnia per predisporre l’attestato e formulare il preventivo di rinnovo. Un sinistro liquidato dopo la chiusura può comparire nell’annualità seguente come sinistro tardivo, anche se nel frattempo l’assicurato ha cambiato impresa. Il codice identificativo del rischio e la banca dati elettronica impediscono che il passaggio a un altro assicuratore cancelli l’incidente.

Quando scende il premio

In assenza di sinistri penalizzanti, il contratto guadagna una classe e beneficia del relativo bonus. La diminuzione dell’importo si verifica soltanto quando il vantaggio prodotto dalla nuova posizione supera gli altri rincari intervenuti sulla tariffa.

Il prezzo può calare anche grazie a una diversa politica commerciale, all’ingresso in una fascia anagrafica considerata meno rischiosa, a un cambio di residenza, alla scelta di un veicolo meno potente o costoso da riparare, all’installazione della scatola nera oppure all’adozione di formule di guida più restrittive.

La riduzione delle garanzie accessorie produce un altro effetto immediato. Eliminare furto, incendio, eventi atmosferici, cristalli o assistenza stradale abbassa il totale della polizza, ma non significa che la sola Rc auto sia diventata più conveniente. Anche il cambio di compagnia può generare risparmi consistenti.




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