Anche il mare vicino Roma ha la sua “barriera corallina”: il tesoro sommerso fatto di gorgonie e coralli delle Secche di Tor Paterno


Se qualcuno vi dicesse che a pochi chilometri da Roma esiste una barriera corallina, probabilmente pensereste a uno scherzo. Dopotutto, quando si parla di coralli, la mente vola subito verso i Caraibi, il Mar Rosso, le Maldive o l’Australia. Luoghi lontani, acque cristalline, pesci tropicali dai mille colori.

E invece la sorpresa è che anche il mare della Capitale custodisce un autentico gioiello naturale. Non si trova dall’altra parte del mondo, ma a poche miglia dalla costa di Ostia, dove sotto la superficie del Mar Tirreno si sviluppa uno degli ecosistemi marini più preziosi del Mar Mediterraneo.

Gli esperti lo chiamano coralligeno. Molti, per renderne più semplice la comprensione, lo definiscono la “barriera corallina di Roma”. La definizione è suggestiva e, in parte, rende bene l’idea. Ma c’è una differenza importante che vale la pena conoscere.

Non è una barriera corallina tropicale. Ed è proprio questo il suo fascino

A differenza delle grandi barriere coralline oceaniche, costruite principalmente dai coralli tropicali, quella del Mediterraneo nasce infatti grazie a un processo completamente diverso. Qui sono soprattutto le alghe calcaree, insieme a spugne, briozoi, gorgonie, molluschi e altri organismi marini, a costruire lentamente, strato dopo strato, vere e proprie strutture rocciose.

Un lavoro lentissimo. Per formare pochi centimetri di coralligeno possono servire decine di anni. Per questo motivo gli scienziati considerano questo habitat uno dei più delicati e preziosi dell’intero Mediterraneo. È come una città sommersa costruita dalla natura nell’arco di secoli.

Il paradiso nascosto davanti a Ostia

Questo straordinario ambiente si trova all’interno dell’Area Marina Protetta delle Secche di Tor Paterno, l’unica area marina protetta del Lazio. Chi passeggia sul lungomare di Ostia difficilmente immagina che, poche miglia più al largo, il fondale cambi completamente aspetto. Sotto la superficie compaiono rocce ricoperte di vita, anfratti, pareti, praterie di Posidonia oceanica e una biodiversità sorprendente.

Qui trovano rifugio decine di specie. Si possono incontrare cernie, saraghi, murene, polpi, aragoste, ricci di mare, stelle marine, cavallucci marini, spugne dai colori vivaci e splendide gorgonie che ondeggiano seguendo le correnti.

Un patrimonio naturale che rappresenta una vera e propria nursery per tantissimi organismi marini.

Un ecosistema più prezioso di quanto immaginiamo

Il coralligeno non è soltanto bello da osservare. Svolge un ruolo fondamentale per la salute del mare. Offre rifugio ai pesci durante la crescita, contribuisce alla biodiversità e rappresenta un importante indicatore della qualità delle acque. Per questo motivo viene considerato dagli studiosi uno degli habitat più importanti dell’intero bacino mediterraneo.

Ed è anche uno dei più fragili. Una semplice ancora calata nel punto sbagliato, pratiche di pesca distruttive o l’accumulo di rifiuti possono compromettere in pochi minuti strutture che la natura ha impiegato centinaia di anni a costruire.

Le “foreste” del Mediterraneo: il fascino delle gorgonie

Se c’è un organismo che più di ogni altro racconta la straordinaria ricchezza delle Secche di Tor Paterno, è la gorgonia. A prima vista potrebbe sembrare un corallo tropicale, ma appartiene a un diverso gruppo di animali marini e nel Mediterraneo forma vere e proprie “foreste sottomarine”. I suoi rami, che possono assumere tonalità rosse, gialle o arancioni, ondeggiano con la corrente offrendo rifugio e nutrimento a numerose specie di pesci e piccoli invertebrati. È proprio la presenza di estese colonie di gorgonie a rendere il paesaggio sommerso delle Secche così spettacolare e prezioso dal punto di vista naturalistico.

Perché pochi conoscono questo luogo?

Probabilmente perché il Mar Mediterraneo è stato raccontato per decenni quasi esclusivamente attraverso le sue spiagge. Eppure il suo patrimonio più straordinario si trova spesso sott’acqua. Le Secche di Tor Paterno sono un laboratorio naturale studiato da biologi e ricercatori, ma restano ancora poco conosciute dal grande pubblico. Eppure sono lì, davanti alla costa romana.

Un tesoro sommerso che dimostra come anche il mare vicino alla Capitale possa custodire scenari capaci di competere, almeno per valore naturalistico, con quelli di località molto più famose.

Un motivo in più per proteggere il nostro mare

In definitiva parlare di “barriera corallina di Roma” è forse una semplificazione, ma è anche un modo efficace per attirare l’attenzione su un patrimonio che merita di essere conosciuto e difeso. Perché non serve attraversare gli oceani per ammirare un ecosistema straordinario.

Chi ha avuto la fortuna di immergersi nelle Secche di Tor Paterno racconta di un paesaggio inaspettato, dove le gorgonie si alternano a spugne, stelle marine, cernie, murene e praterie di Posidonia, creando uno degli ecosistemi più ricchi e meglio conservati del Tirreno centrale.

A volte basta guardare il mare di casa con occhi diversi. Le Secche di Tor Paterno ci ricordano che il Lazio non custodisce soltanto borghi, laghi vulcanici e siti archeologici, ma anche un mondo sommerso di straordinaria ricchezza biologica, ancora poco conosciuto e proprio per questo ancora più affascinante.

Un’immersione senza muta: alle Officine del Mare si scopre il tesoro sommerso di Roma

Non tutti possono indossare una muta e immergersi nelle acque delle Secche di Tor Paterno. Per questo RomaNatura ha creato un’esperienza capace di portare il mare… direttamente davanti agli occhi dei visitatori.

Alle Officine del Mare, sul litorale di Ostia, è infatti possibile visitare la “Stanza del Mare”, uno spazio immersivo che, grazie a moderni visori Oculus, consente di esplorare virtualmente i fondali dell’Area Marina Protetta. Un vero e proprio viaggio subacqueo che permette di osservare da vicino le spettacolari gorgonie, il coralligeno mediterraneo, le praterie di Posidonia e le numerose specie animali che popolano questo straordinario ecosistema.

L’esperienza è pensata per tutti, adulti e bambini, e rappresenta un modo innovativo per conoscere e comprendere il valore di uno dei patrimoni naturalistici più importanti del Lazio, senza la necessità di essere subacquei.

osservazione officine del mare




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 Daniel Lestini

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