Banco BPM rompe la resistenza: il mercato inizia a prezzare nuovi scenari nel risiko bancario
La rottura della resistenza in area 15,90 euro da parte di Banco BPM rappresenta uno degli sviluppi tecnici più interessanti all’interno del risiko bancario italiano.
Dopo oltre un mese di oscillazioni all’interno di un’ampia fase laterale compresa tra 14,90 e 15,90 euro, il titolo è riuscito a superare la parte alta del trading range, segnalando il ritorno della pressione degli acquisti.
Dal punto di vista dell’analisi tecnica, una congestione così lunga dopo un forte movimento rialzista viene spesso interpretata come una pausa di consolidamento prima della ripresa del trend principale.
La violazione della resistenza potrebbe quindi aprire la strada verso nuovi massimi pluriennali, a condizione che il breakout venga confermato anche nelle prossime sedute.
La forza mostrata dal titolo coincide però con un momento estremamente delicato sul fronte del consolidamento bancario italiano, rendendo difficile separare la componente tecnica da quella fondamentale.
Una prima spiegazione è che il mercato stia iniziando a considerare Banco BPM come un potenziale obiettivo di acquisizione.
Dopo l’interruzione delle consultazioni per una fusione tra pari con Monte dei Paschi, il Financial Times ha infatti rilanciato l’ipotesi di una possibile offerta di MPS su Banco BPM, ribaltando completamente lo schema iniziale.
Luigi Lovaglio starebbe valutando un’operazione che consentirebbe alla banca senese di costruire un’alternativa credibile all’Opas da 30,6 miliardi lanciata da Intesa Sanpaolo.
Dal punto di vista industriale il progetto avrebbe una sua logica. L’unione tra MPS e Banco BPM darebbe vita a un gruppo di dimensioni importanti, in grado di competere con i principali operatori italiani e di preservare un maggiore equilibrio competitivo rispetto all’assorbimento di Siena da parte di Intesa.
Tuttavia gli ostacoli appaiono numerosi.
Innanzitutto MPS è soggetta alla passivity rule, che limita fortemente la possibilità di effettuare operazioni straordinarie mentre è oggetto di un’offerta pubblica.
Un’eventuale controffensiva richiederebbe inoltre il voto favorevole dell’assemblea straordinaria degli azionisti di Montepaschi e dovrebbe ottenere il via libera delle autorità di vigilanza.
A tutto questo si aggiunge il nodo probabilmente più difficile da sciogliere: convincere Crédit Agricole, principale azionista di Banco BPM con il 29,3% del capitale.
Crédit Agricole resta il vero arbitro del futuro di Banco BPM
Le dichiarazioni arrivate dal management della banca francese sembrano aver chiarito quale sia la direzione preferita da Parigi.
L’amministratore delegato Olivier Gavalda ha dichiarato di vedere “molto difficile” individuare una creazione di valore in una fusione tra Banco BPM e Monte dei Paschi.
Ancora più esplicita la deputy CEO Clotilde L’Angevin, secondo la quale “nulla può essere fatto senza di noi e nulla può essere fatto contro di noi”.
Parole che il mercato ha interpretato come una vera presa di posizione.
Crédit Agricole non è infatti un investitore finanziario interessato a una semplice valorizzazione della propria quota.
Negli ultimi anni ha progressivamente costruito una presenza sempre più importante nel sistema bancario italiano attraverso Crédit Agricole Italia, Agos, Amundi e numerose partnership commerciali proprio con Banco BPM.
Per questo motivo molti osservatori ritengono che il progetto realmente favorito dai francesi sia quello di una futura integrazione tra Banco BPM e Crédit Agricole Italia, scenario che consentirebbe al gruppo transalpino di rafforzare ulteriormente la propria posizione nel secondo mercato domestico dopo la Francia.
Dal punto di vista industriale i numeri sarebbero estremamente significativi:
-
•
quasi 2.400 filiali distribuite sul territorio nazionale;
-
•
circa 35 mila dipendenti;
-
•
quasi 10 milioni di clienti;
-
•
oltre 200 miliardi di impieghi;
-
•
circa 800 miliardi di raccolta complessiva;
-
•
una posizione tra i leader italiani nel risparmio gestito, nella bancassicurazione e nel credito al consumo.
Si tratterebbe di un gruppo che, pur rimanendo distante dalle dimensioni di Intesa Sanpaolo, si collocherebbe immediatamente al secondo posto nel panorama bancario italiano, davanti a gran parte dei concorrenti.
Il mercato sembra assegnare maggiore probabilità allo scenario francese
L’andamento del titolo sembra suggerire che gli investitori attribuiscano oggi una probabilità più elevata allo scenario Crédit Agricole rispetto a quello ipotizzato da Monte dei Paschi.
Una banca con un azionista stabile, industriale e fortemente interessato a rafforzare la propria presenza in Italia tende infatti a incorporare un premio di valutazione superiore rispetto a una situazione di elevata incertezza.
Anche l’interruzione delle trattative con MPS potrebbe essere stata interpretata positivamente dagli operatori.
L’operazione proposta da Lovaglio avrebbe richiesto tempi lunghi, autorizzazioni complesse e un elevato grado di incertezza esecutiva, mentre Banco BPM può ora concentrarsi nuovamente sul proprio piano industriale, continuando a beneficiare della forte redditività del settore bancario italiano.
Non va inoltre dimenticato che il Banco continua a presentare fondamentali solidi, con una buona generazione di utili, livelli patrimoniali elevati e una significativa capacità di distribuzione di dividendi.
Attenzione però al rischio politico
Esiste tuttavia un elemento che potrebbe modificare completamente lo scenario.
Un eventuale rafforzamento del controllo francese su Banco BPM potrebbe infatti riaprire il dibattito sul Golden Power.
Il Governo italiano ha sempre dichiarato di voler mantenere un atteggiamento neutrale nel risiko bancario, ma la questione della tutela del risparmio nazionale potrebbe tornare centrale qualora una banca estera assumesse il controllo di un istituto che gestisce centinaia di miliardi di euro di raccolta domestica.
Al momento non esistono indicazioni che lascino pensare a un intervento dell’esecutivo, ma è evidente che un’operazione di questa portata avrebbe inevitabilmente anche una dimensione politica oltre che industriale.
L’analisi tecnica rafforza lo scenario rialzista
Dal punto di vista grafico il quadro resta costruttivo.
La lunga fase laterale sviluppatasi nelle ultime settimane appare sempre più come una classica figura di consolidamento dopo il forte rally registrato tra aprile e giugno.
Il superamento della resistenza a 15,90 euro costituisce un primo segnale di forza. Una conferma sopra questi livelli potrebbe favorire un’accelerazione verso nuovi massimi di periodo, mentre eventuali ritorni sotto la vecchia resistenza trasformerebbero il breakout in un falso segnale e riporterebbero il titolo all’interno della congestione.
Nel complesso, la sensazione è che il mercato stia iniziando a prezzare un aumento del valore strategico di Banco BPM.
Le motivazioni possono essere diverse: la possibilità di diventare oggetto di una futura operazione straordinaria, il crescente interesse di Crédit Agricole oppure semplicemente il riconoscimento della solidità della banca come operatore autonomo.
In ogni caso, il messaggio che arriva dal grafico è chiaro: Banco BPM è tornata al centro del risiko bancario italiano e la rottura della resistenza di lungo periodo potrebbe rappresentare l’inizio di una nuova fase rialzista, nella quale saranno soprattutto le prossime mosse di Crédit Agricole, Intesa Sanpaolo e Monte dei Paschi a determinare il prossimo capitolo del consolidamento del credito italiano.
Portafogli settimanali FTAOnline. Segnali operativi a scelta su: Etf azionario globale – Etf leva 3 long su azioni, bond, commodity, forex – Etf leva a 3 short su azioni, bond, commodity – Principali titoli del Ftse Mib – Titoli tecnologici USA del paniere Fang+ – Maggiori titoli dell’Eurostoxx 50 – Titoli del paniere Granolas (11 grandi aziende europee). Per avere maggiori informazioni ufficiostudi@ftaonline.com o +39 375 642 2515 anche via WhatsApp. Acquista il servizio a condizioni particolarmente vantaggiose a https://buy.stripe.com/9B63cugAx4Ycc7xdsj53O3n
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
info@ftaonline.com ("Alessandro Magagnoli")
Source link





