Bandi efficienza energetica 2026: mappa regionale e UE


Osservatorio bandi: incentivi 2026 per efficienza energetica e rinnovabili delle imprese

Il quadro degli incentivi per l’efficienza energetica e le fonti rinnovabili nel 2026 comprende misure nazionali, programmi regionali finanziati dal Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) 2021-2027 e call a gestione diretta della Commissione europea. Per le imprese che pianificano interventi di riqualificazione energetica, installazione di impianti a fonti rinnovabili (FER) per l’autoconsumo o rinnovo degli impianti produttivi, la difficoltà non è tanto la carenza di risorse quanto la loro dispersione su strumenti eterogenei, con requisiti, aliquote e tempistiche diverse.

La maggior parte dei bandi regionali adotta la procedura a sportello, con valutazione delle domande in ordine cronologico fino a esaurimento della dotazione. Questo significa che la data di chiusura formale non coincide quasi mai con la reale disponibilità dei fondi: la documentazione tecnica — a partire dalla diagnosi energetica conforme alla UNI CEI EN 16247 e dalla relazione tecnico-economica — va predisposta prima dell’apertura, non dopo.
Di seguito la sintesi delle misure più rilevanti aggiornata a fine luglio 2026.

I bandi regionali e nazionali per le imprese

Sul fronte regionale, il Piemonte è tra i più attivi: la Regione ha riaperto lo sportello FESR dedicato alle rinnovabili nelle imprese, con una procedura in continuità con le edizioni 2023 e 2024 e un’agevolazione che combina finanziamento agevolato e contributo a fondo perduto.
La Lombardia opera invece su un doppio binario, tra la linea FESR per l’efficientamento dei siti produttivi e i bandi camerali per le micro e piccole imprese. Nel Mezzogiorno il sostegno all’autoproduzione da FER nelle aree produttive è passato soprattutto da misure nazionali dedicate, mentre diverse Regioni del Centro-Nord concentrano le risorse su edifici pubblici e comunità energetiche.
In Emilia-Romagna, con la delibera di Giunta n. 1284 del 27 luglio 2026, la Regione ha aperto un bando FESR da 3 milioni di euro per sostenere l’autoproduzione da fonti rinnovabili nelle piccole e medie imprese: la misura finanzia esclusivamente nuovi impianti fotovoltaici su pensiline a copertura di parcheggi, esistenti o realizzati su aree già impermeabilizzate, con un contributo a fondo perduto fino al 35% della spesa e un massimo di 100.000 euro per progetto.
In Umbria, con la delibera di Giunta regionale n. 608/2026, ha preso forma il Fondo “Fonti rinnovabili 2026” (Azione 2.2.1), gestito dalla finanziaria regionale Gepafin, con una dotazione di 17 milioni di euro elevabili a 20: la misura sostiene l’autoproduzione e l’autoconsumo di energia da fonte solare tramite un finanziamento agevolato all’1% su 84 mesi, con remissione parziale del debito, e non un contributo a fondo perduto. Rispetto alla maggior parte dei bandi regionali, la platea è più ampia, perché include esplicitamente liberi professionisti, lavoratori autonomi e studi associati accanto alle imprese di ogni dimensione.

Tabella 1 — Bandi 2026 per efficienza energetica e rinnovabili nel comparto produttivo e pubblico
Dati aggiornati a fine luglio 2026. Misure prevalentemente a sportello: la dotazione può esaurirsi prima della scadenza indicata, verificare sempre la fonte ufficiale.
Regione / Ambito Misura Beneficiari Dotazione Agevolazione Finestra / Scadenza Riferimento ufficiale
Piemonte PR FESR — Promozione dell’utilizzo delle energie rinnovabili nelle imprese (Az. II.2ii.2) Micro, piccole, medie e grandi imprese con sede o unità locale in Piemonte 12,2 mln € Finanziamento agevolato + fondo perduto, fino al 100% dei costi ammissibili (max agevolabile 5 mln €) Sportello dal 4 giugno al 27 novembre 2026, fino a esaurimento bandi.regione.piemonte.it
Piemonte (patrimonio pubblico) PR FESR — Efficienza energetica e FER negli edifici e impianti pubblici destinati ad attività sportive Comuni, Province, Città metropolitana di Torino, Unioni di Comuni 14 mln € Contributo fino al 70% delle spese ammissibili Sportello fino al 30 ottobre 2026, salvo esaurimento servizi.regione.piemonte.it
Lombardia PR FESR — Investimenti “Linea Impresa Efficiente” PMI Rifinanziata (28 mln € nella riapertura) Fondo perduto e garanzie; progetti tra 100.000 e 5.000.000 € con riduzione emissioni ≥ 30% Riaperta a luglio 2026, a sportello fino a esaurimento bandi.regione.lombardia.it
Lombardia (camerale) Bando “Impresa Sostenibile 2026 per MPMI” — CCIAA Milano Monza Brianza Lodi MPMI dei territori camerali 1 mln € Fondo perduto fino al 70% per investimenti energetici e certificazioni ISO 50001 Fino al 3 settembre 2026, salvo esaurimento openinnovation.regione.lombardia.it
Emilia-Romagna PR FESR — Supporto all’utilizzo di fonti rinnovabili nelle imprese (Az. 2.2.2) Piccole e medie imprese singole 3 mln € Fondo perduto fino al 35% della spesa ammissibile, max 100.000 € Sportello dal 30 settembre al 15 novembre 2026 (ore 13.00) fesr.regione.emilia-romagna.it
Umbria PR FESR — Fondo “Fonti rinnovabili 2026” (Az. 2.2.1), gestito da Gepafin Micro, piccole, medie e grandi imprese; liberi professionisti e lavoratori autonomi con partita IVA 17 mln € (elevabili a 20 mln) Finanziamento agevolato all’1% (84 mesi) con remissione parziale del debito; copertura fino all’80% per professionisti, micro e piccole imprese Sportello dal 4 settembre al 31 dicembre 2026 (ore 12.00) gepafin.it
Liguria (patrimonio pubblico) PR FESR — Eco-efficienza e riduzione dei consumi negli edifici e strutture pubbliche (Az. 2.1.1) Enti pubblici 20 mln € (dotazione iniziale; risorse residue per finestra) Contributo per interventi che migliorino la prestazione di ≥ 1 classe e riducano ≥ 30% dell’energia primaria Terza finestra dal 17 al 30 settembre 2026 filse.it
Marche PR FESR — Comunità energetiche rinnovabili (CER) CER, Comuni, pubbliche amministrazioni 3,8 mln € Contributo pubblico (FESR al 50%), con premialità per smart grid, accumuli e soluzioni digitali Sportello dal 30 settembre 2026 al 29 gennaio 2027 regione.marche.it
Puglia (patrimonio pubblico) PR FESR — Sistemi FER per l’autoconsumo su impianti sportivi pubblici Soggetti pubblici titolari di impianti sportivi Da avviso Contributo per produzione e accumulo di energia rinnovabile per l’autoconsumo Avviso approvato a gennaio 2026 (verificare finestra) politiche-energetiche.regione.puglia.it
Calabria Fondo Efficienza Energetica e Rinnovabili per le Imprese (FEERI) Micro, piccole, medie e grandi imprese con sede operativa in Calabria Strumento finanziario rotativo Finanziamento a tasso agevolato + contributo in conto capitale Sportello (verificare disponibilità aggiornata) calabriaeuropa.regione.calabria.it

Nota metodologica. Le informazioni sono aggiornate a inizio agosto 2026 e sintetizzano fonti istituzionali. Trattandosi in prevalenza di procedure a sportello, la dotazione può esaurirsi prima della scadenza indicata: prima di ogni valutazione o presentazione della domanda è necessario consultare il testo integrale del bando e la modulistica aggiornata sul portale dell’ente competente.

Non solo incentivi: il riordino delle aree idonee per il fotovoltaico

Nell’estate 2026 due Regioni sono intervenute, con strumenti diversi, sulla mappa delle aree idonee agli impianti fotovoltaici: scelte che non prevedono contributi ma incidono sulle condizioni di realizzazione degli impianti.
In Basilicata il 30 luglio 2026 la Giunta regionale, su proposta dell’assessore all’Ambiente e alla Transizione energetica Laura Mongiello, ha approvato le integrazioni al Piano regionale per l’individuazione delle aree di accelerazione terrestri per il fotovoltaico e i sistemi di stoccaggio, estendendo l’elenco delle aree idonee a ex cave, miniere abbandonate e discariche chiuse e ripristinate. Il provvedimento recepisce le osservazioni emerse nella fase di scoping della Valutazione ambientale strategica (VAS) e affida alla Direzione generale Ambiente, Energia e Tutela del territorio il mandato di adeguare il Rapporto ambientale e di integrare le nuove disposizioni nella procedura di VAS in corso. La logica è quella del consumo di suolo zero: indirizzare i nuovi impianti verso superfici fortemente antropizzate, tutelando i contesti agricoli, i paesaggi di pregio e le aree protette. Secondo l’assessore Mongiello, l’energia pulita deve nascere dove il territorio è già stato compromesso, in una prospettiva di doppia transizione, ecologica e urbanistica. Il tema si colloca nel quadro delle aree di accelerazione per le rinnovabili introdotte dalla direttiva UE RED III (2023/2413) e recepite nell’ordinamento nazionale con il Testo Unico Rinnovabili (D.Lgs. 190/2024): riguarda da vicino progettisti e operatori della filiera, perché individua con maggiore precisione i siti su cui concentrare lo sviluppo del fotovoltaico e degli accumuli, con procedure autorizzative semplificate. La misura resta inserita in un iter di VAS ancora in corso, per cui le condizioni operative andranno lette nei documenti definitivi del Piano.

In Piemonte il 21 luglio 2026 il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza la norma presentata dall’assessore all’Ambiente Matteo Marnati, che ridisegna le aree idonee agli impianti fotovoltaici in funzione dell’obiettivo di quasi 5 GW di nuova potenza rinnovabile entro il 2030 assegnato alla Regione dal quadro nazionale. La legge dà priorità alle superfici già trasformate — tetti, coperture di parcheggi, aree industriali dismesse, siti da bonificare, cave non più utilizzate, discariche esaurite, sedimi di ferrovie e autostrade — con l’obiettivo dichiarato di semplificare l’iter autorizzativo, offrire certezze agli investitori e contenere il consumo di suolo. A differenza dell’impostazione lucana, tuttavia, il provvedimento apre anche, in parte, alle aree agricole coltivate tramite soluzioni agrivoltaiche che consentono di proseguire le colture sotto i pannelli: è il punto che ha alimentato il confronto in Aula, in particolare sulle zone di pregio e i siti UNESCO. L’assessore ha descritto la linea come un’adesione alle rinnovabili nel rispetto del territorio e dell’agricoltura di valore, mentre le voci critiche hanno posto l’accento sul rischio di erosione dei suoli agricoli. Entrambi gli interventi regionali si collocano nell’attuazione del quadro nazionale sulle aree idonee e della direttiva RED III.

Oltre l’Italia: le call europee 2026 per l’efficienza e la riqualificazione

Accanto agli strumenti nazionali e regionali, la Commissione europea gestisce direttamente alcuni programmi di interesse per la filiera dell’edilizia efficiente e della transizione energetica. Le call UE si rivolgono in genere a consorzi transnazionali, privilegiano progetti dimostrativi, di sistema o di mercato, e sono aperte anche a imprese e PMI. Non finanziano il singolo intervento di riqualificazione, ma modelli replicabili, strumenti finanziari e tecnologie a elevato potenziale di diffusione.

le call europee 2026 per l'efficienza e la riqualificazionele call europee 2026 per l'efficienza e la riqualificazione

Il programma LIFE — sottoprogramma Clean Energy Transition (CET) è quello più vicino ai temi dell’involucro edilizio e dell’impiantistica. Le call 2026, lanciate ad aprile, includono temi dedicati alla riqualificazione energetica degli edifici (BETTERRENO), al rafforzamento dei quadri nazionali per il riscaldamento e raffrescamento rinnovabile negli edifici esistenti (RENEWHC), all’attrazione di finanza privata per l’efficienza energetica e agli sportelli unici (One-Stop-Shop) per la riqualificazione. Sono ambiti che si collegano alla direttiva sulla prestazione energetica nell’edilizia (EPBD) e della direttiva sull’efficienza energetica (EED), e sono aperti a imprese, enti pubblici, università e partenariati pubblico-privato. Le scadenze per la maggior parte delle call cadono a settembre 2026.

Per i progetti industriali di maggiore scala, il riferimento è l’Innovation Fund, alimentato dai proventi del sistema ETS: la call 2025 sulle tecnologie net-zero (2,9 miliardi di euro, con copertura fino al 60% dei costi ammissibili) si è chiusa il 23 aprile 2026, ma il Fondo prosegue con call annuali fino al 2030, per cui è attesa una nuova finestra. Resta invece aperta la componente Horizon Europe del Clean Industrial Deal, dedicata ai pilot industriali nei settori energivori e nelle tecnologie pulite, con un budget 2026 di circa 275 milioni di euro e un contributo UE stimato tra 15 e 25 milioni di euro per progetto, con scadenza al 15 settembre 2026.

Tabella 2 — Call europee 2026 a gestione diretta per efficienza energetica, rinnovabili e riqualificazione
Dati aggiornati a fine luglio 2026. Programmi rivolti in prevalenza a consorzi transnazionali: verificare requisiti e scadenze sul Funding & Tenders Portal della Commissione europea.
Programma Ambito Beneficiari Budget / Cofinanziamento Scadenza Riferimento ufficiale
LIFE — Clean Energy Transition (CET) 2026 Riqualificazione edilizia, riscaldamento/raffrescamento rinnovabile, finanza privata per l’efficienza, One-Stop-Shop Imprese e PMI, enti pubblici, università, PPP (in prevalenza consorzi) Nell’ambito dei 601,5 mln € del programma LIFE 2026; cofinanziamento elevato (fino a circa il 95% per alcuni topic) Prevalentemente 16 o 22 settembre 2026 cinea.ec.europa.eu
Clean Industrial Deal — Horizon Europe (pilot industriali) Decarbonizzazione dei settori energivori e tecnologie pulite (progetti pilota avanzati) Imprese e partenariati industriali 275 mln € (2026); 15–25 mln € di contributo UE per progetto 15 settembre 2026 Funding & Tenders Portal
Innovation Fund — Net-Zero Technologies (IF25) Progetti dimostrativi di decarbonizzazione industriale e clean-tech manufacturing Imprese (progetti di diversa scala) 2,9 mld €; fino al 60% dei costi ammissibili Chiusa il 23 aprile 2026 — attesa nuova call annuale cinea.ec.europa.eu

Come muoversi tra le misure

La combinazione degli strumenti richiede attenzione alle regole di cumulabilità e agli aiuti di Stato. Diverse Regioni hanno chiarito la compatibilità dei propri contributi con il credito d’imposta Transizione 5.0, a condizione che il beneficio complessivo non superi i massimali previsti e che le voci di costo siano correttamente attribuite a ciascuna misura. Per gli interventi termici e le fonti rinnovabili resta centrale il Conto Termico 3.0, mentre per il fotovoltaico va verificato caso per caso se l’impianto rientra in un progetto integrato di riduzione dei consumi o se è agevolabile come autoproduzione a sé stante. In tutti i casi, la diagnosi energetica preliminare è lo strumento che determina l’ammissibilità e quantifica i risparmi attesi, e costituisce spesso il requisito di accesso ai bandi strutturati.

FAQ — bandi efficienza energetica ed energia 2026

Quali sono i principali bandi 2026 per l’efficienza energetica delle imprese?

A livello regionale spiccano il bando FESR del Piemonte per le rinnovabili nelle imprese (12,2 milioni di euro, sportello fino al 27 novembre 2026) e la “Linea Impresa Efficiente” della Lombardia per le PMI. Nel Mezzogiorno il riferimento è la misura nazionale del MASE da 262 milioni di euro per l’autoproduzione da FER nelle aree produttive. A questi si aggiungono strumenti come il Fondo FEERI della Calabria e i bandi camerali per le micro e piccole imprese.

Che differenza c’è tra procedura a sportello e a graduatoria?

Nella procedura a sportello le domande sono valutate in ordine cronologico di presentazione fino a esaurimento delle risorse: conta quindi arrivare pronti all’apertura. Nella procedura a graduatoria le domande sono messe in competizione e ordinate in base a punteggi legati, per esempio, all’entità del risparmio energetico o alla riduzione delle emissioni. In entrambi i casi la qualità della documentazione tecnica incide sull’esito.

I bandi regionali si possono cumulare con gli incentivi nazionali?

Dipende dalla singola misura. Diverse Regioni hanno riconosciuto la compatibilità dei propri contributi con Transizione 5.0, entro i massimali di aiuto e con una chiara ripartizione delle spese. La cumulabilità va verificata puntualmente nel testo del bando e nelle relative FAQ, perché le regole variano tra strumenti e possono cambiare nel tempo.

Le call europee sono accessibili a una singola impresa?

Le call LIFE Clean Energy Transition sono aperte anche alle imprese, incluse le PMI, ma la maggior parte dei topic richiede un consorzio con partner di più Paesi ammissibili. Non finanziano il singolo intervento di riqualificazione, bensì progetti dimostrativi, modelli replicabili e strumenti di mercato o di finanza per l’efficienza energetica.

Serve la diagnosi energetica per accedere ai bandi?

Nella maggior parte dei bandi strutturati sull’efficienza energetica delle imprese la diagnosi energetica, conforme alla norma UNI CEI EN 16247, è un requisito di accesso o un elemento di valutazione, perché quantifica i consumi di partenza e i risparmi attesi. È obbligatoria per le grandi imprese ai sensi del D.Lgs. 102/2014 e fortemente raccomandata per le PMI che intendono partecipare.

Si può installare il fotovoltaico su cave e discariche dismesse?

Sì, in linea generale. Cave e miniere cessate, discariche chiuse o ripristinate e siti da bonificare rientrano tra le aree individuate come idonee direttamente dalla legge (aree idonee “ope legis”), oggi disciplinate dagli articoli 11-bis e seguenti del Testo Unico Rinnovabili (D.Lgs. 190/2024), come riscritti dal D.L. 175/2025 convertito nella legge 4/2026: in queste aree l’iter autorizzativo è agevolato. Alle Regioni spetta l’ulteriore individuazione, con propria legge, delle aree idonee e non idonee entro i criteri stabiliti dallo Stato. In questo quadro la Basilicata ha esteso il proprio Piano delle aree di accelerazione a ex cave, miniere e discariche (misura ancora in fase di VAS), mentre il Piemonte ha approvato una legge regionale che dà priorità ai siti già compromessi e apre, in parte, all’agrivoltaico sulle aree agricole. Restano comunque fermi i vincoli paesaggistici e ambientali, che possono incidere sul singolo progetto.

Quali interventi finanzia il nuovo bando dell’Emilia-Romagna sulle rinnovabili nelle imprese?

Il bando FESR “Supporto all’utilizzo di fonti rinnovabili nelle imprese” (Priorità 2, Azione 2.2.2), aperto con la delibera di Giunta n. 1284 del 27 luglio 2026, finanzia la realizzazione di nuovi impianti fotovoltaici su pensiline a copertura di parcheggi — esistenti o su nuovi parcheggi in aree già impermeabilizzate — eventualmente integrati con sistemi di accumulo, con l’energia destinata all’autoconsumo dell’impresa. È rivolto alle piccole e medie imprese singole, con una dotazione di 3 milioni di euro e un contributo a fondo perduto fino al 35% della spesa ammissibile, entro il tetto di 100.000 euro per progetto. Le domande si presentano tramite l’applicativo Sfinge 2020 dal 30 settembre al 15 novembre 2026.

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 Raffaella Capritti

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