Crotone – Vannacci entra in Consiglio e accende la polemica politica


Crotone – La nascita del gruppo consiliare di Futuro Nazionale, il movimento politico riconducibile al generale Roberto Vannacci, modifica gli equilibri del Consiglio comunale di Crotone e apre un nuovo fronte di scontro politico.
L’adesione dei consiglieri comunali Familiari e Flotta al movimento (qui l’articolo) ha infatti provocato la reazione del gruppo consiliare del Partito Democratico, che chiede al sindaco Vincenzo Voce di chiarire pubblicamente quale sia oggi il profilo politico della maggioranza che sostiene l’Amministrazione comunale.
Una polemica che, nel giro di poche ore, ha assunto toni particolarmente duri, con Futuro Nazionale che ha risposto punto per punto alle accuse del PD, spostando il confronto anche sulla precedente gestione del partito cittadino.

Il PD: «La città merita chiarezza politica»

A sollevare il caso è stato il gruppo consiliare del Partito Democratico, composto da Andrea Devona, Annagiulia Caiazza e Mario Galea. Per i dem, le nuove adesioni a Futuro Nazionale rappresentano un «fatto politico che impone un chiarimento pubblico». Il ragionamento parte dalla composizione dell’attuale maggioranza, già sostenuta da forze riconducibili al centrodestra come Fratelli d’Italia, Forza Italia e Noi Moderati.

A questo quadro, secondo il PD, si aggiungerebbero oggi il consolidamento dei rapporti con la Lega e l’ingresso di Futuro Nazionale nella maggioranza. Da qui la richiesta al sindaco Voce di spiegare ai cittadini quale sia il nuovo assetto politico dell’Amministrazione. Il PD parla di un «ulteriore spostamento dell’asse politico verso posizioni riconducibili alla destra radicale» e sostiene che il sindaco non possa «modificare progressivamente la natura della propria maggioranza» senza assumersene la responsabilità politica.
Ma il comunicato dei democratici non si ferma agli equilibri della maggioranza.

Il bersaglio diventa anche la vecchia classe dirigente del PD

Una parte significativa dell’intervento riguarda infatti la presenza, all’interno del nuovo progetto politico, di persone che in passato hanno ricoperto ruoli dirigenziali nel Partito Democratico crotonese.
Il PD sottolinea quella che considera una contraddizione politica: alcuni esponenti protagonisti di precedenti stagioni del partito (Saverio Flotta e il suo alter ego Arturo Crugliano Pantisano) avrebbero oggi scelto un progetto collocato su posizioni molto distanti da quelle del centrosinistra.

Secondo i democratici, questo passaggio rappresenterebbe anche una sorta di «distanza» certificata rispetto alla precedente stagione politica del partito. Il PD rivendica quindi un percorso di ricostruzione basato su radicamento territoriale, confronto con i cittadini e opposizione all’Amministrazione Voce.
Nel comunicato viene inoltre chiesto un chiarimento alla consigliera Fabiola Marrelli e al vicesindaco Sandro Cretella in merito alle indiscrezioni che li indicherebbero vicini a Casa Riformista.
Anche in questo caso, il PD sostiene che eventuali percorsi politici nell’area riformista dovrebbero essere coerenti con una collocazione all’opposizione dell’attuale amministrazione.

Futuro Nazionale replica: «Poche idee, molti slogan»

La risposta di Futuro Nazionale non si è fatta attendere e ha alzato ulteriormente il livello dello scontro. Il gruppo consiliare definisce il comunicato del PD un intervento letto «con stupore» e concentra buona parte della replica sulla figura di Annagiulia Caiazza, già segretaria cittadina del Partito Democratico.

Il movimento di Vannacci contesta all’ex segretaria la legittimità politica di impartire «lezioni di chiarezza» dopo una fase che, secondo i consiglieri di Futuro Nazionale, avrebbe portato il PD crotonese ad attraversare «una delle crisi più profonde della sua storia».
La replica attribuisce proprio alla precedente gestione del partito responsabilità nella perdita di consenso, credibilità e classe dirigente. Il punto centrale della contestazione è quindi ribaltato: se il PD chiede conto a chi ha lasciato il partito per aderire a nuovi progetti politici, Futuro Nazionale chiede invece ai democratici di spiegare perché «tanti dirigenti, amministratori e militanti hanno lasciato il PD».

Uno scontro che va oltre le appartenenze

Il confronto tra i due gruppi consiliari sembra così destinato a diventare qualcosa di più di una semplice polemica sulle nuove adesioni. Da una parte il PD pone una questione di collocazione politica della maggioranza e chiede al sindaco Voce di chiarire se l’ingresso di Futuro Nazionale rappresenti una nuova fase politica dell’Amministrazione.

Dall’altra, Futuro Nazionale rivendica la legittimità delle proprie scelte e respinge l’idea che il passaggio di consiglieri verso nuovi movimenti possa essere utilizzato come strumento di delegittimazione politica.

«La politica non è delegittimazione dell’avversario», sostengono i consiglieri del nuovo gruppo, secondo i quali il confronto dovrebbe essere fondato su «contenuti, idee e soluzioni». Una posizione che si conclude con un messaggio altrettanto netto: meno personalismi e polemiche, più capacità amministrativa e attenzione ai cittadini.

E ora la partita si sposta in Consiglio comunale

Al di là delle accuse reciproche, il dato politico resta: Futuro Nazionale ha fatto il suo ingresso ufficiale nel Consiglio comunale di Crotone, portando nella massima assise cittadina il progetto politico che fa riferimento al generale Roberto Vannacci. Un ingresso destinato inevitabilmente a incidere sul dibattito politico cittadino e sugli equilibri della maggioranza.

La domanda posta dal PD è dunque politica: quale sarà da oggi il perimetro della coalizione che sostiene Vincenzo Voce?
E, soprattutto, quale sarà il peso politico di Futuro Nazionale nelle scelte dell’Amministrazione?

Per il momento, la risposta arriva attraverso due comunicati contrapposti. Da una parte la richiesta di «trasparenza» e «coerenza». Dall’altra la rivendicazione di una nuova scelta politica e l’accusa agli avversari di vivere di polemiche e personalismi.
Il prossimo banco di prova sarà il Consiglio comunale. È lì che la nuova geografia politica di Crotone dovrà trasformarsi in numeri, voti e soprattutto scelte concrete per la città.
Parole permettendo, sarà la politica dei fatti a stabilire quanto sia davvero cambiato l’equilibrio di Palazzo di Città.




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 Raffaele Arcuri

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