Lutto nell’Arma dei Carabinieri: addio al Luogotenente Tommaso Stracqualursi


Lutto nell’Arma: commozione per la scomparsa di Tommaso Stracqualursi

Profondo cordoglio nell’Arma dei Carabinieri per la scomparsa del Luogotenente carica speciale Tommaso Stracqualursi, morto all’età di 53 anni. La notizia ha suscitato grande commozione a San Giovanni Incarico, suo paese d’origine, e nelle comunità del Molise dove il militare aveva prestato servizio per una parte importante della propria carriera.

Una vita interamente dedicata alla divisa, al servizio dello Stato e alla formazione dei giovani carabinieri. Stracqualursi viene ricordato come un uomo discreto, professionale, umile e profondamente legato ai valori dell’Arma, capace di lasciare un segno nei reparti in cui ha operato e nelle persone che lo hanno conosciuto.

Dalla Ciociaria al Molise, una carriera al servizio dello Stato

Originario della provincia di Frosinone, Tommaso Stracqualursi aveva lasciato la Ciociaria per motivi di servizio, costruendo gran parte del proprio percorso professionale in Molise.

Agli inizi degli anni Duemila era stato assegnato alla Stazione Carabinieri di Trivento, dove aveva iniziato a farsi conoscere per serietà, equilibrio e senso del dovere. Successivamente era stato trasferito alla Compagnia di Agnone, dove ha ricoperto per anni incarichi di responsabilità.

Dal dicembre 2023 era in servizio alla Scuola Allievi Carabinieri “Eugenio Frate” di Campobasso, con la qualifica di Comandante di Plotone. Un incarico delicato, legato alla formazione dei futuri militari dell’Arma, che Stracqualursi svolgeva con passione, rigore e attenzione verso gli allievi.

L’ultimo saluto nella Cattedrale di Trivento

La grande famiglia dei Carabinieri, insieme a una folla numerosa e commossa, ha voluto tributare l’ultimo saluto al Luogotenente Tommaso Stracqualursi nella Cattedrale di Trivento.

Alla cerimonia funebre hanno preso parte colleghi, superiori, amici, cittadini e rappresentanti dell’Arma. Presenti anche i familiari del militare: la moglie Angelica e i figli Gino e Giuseppe, ai quali si è stretta l’intera comunità.

Il feretro è stato accompagnato dal Picchetto d’onore, agli ordini del comandante della caserma dei Carabinieri di Trivento, il Maresciallo Francesco Nobile, che ha scortato la salma per tutta la cerimonia.

Le parole del Generale Marco Lorenzoni

Alle esequie ha partecipato il Generale di Divisione Marco Lorenzoni, Comandante della Legione Allievi Carabinieri. Al termine della celebrazione, sul sagrato della Cattedrale, il Generale ha riunito i militari presenti, richiamando tutti al dovere della memoria e della continuità dei valori trasmessi da Stracqualursi.

“Dobbiamo portare avanti tutto ciò che Tommaso ha saputo darci, entusiasmo e passione”, ha detto Lorenzoni, visibilmente commosso.

Poi il richiamo al significato profondo della divisa e dell’omaggio reso al collega scomparso: “Oggi abbiamo fatto ciò che la nostra divisa ci chiedeva di fare, gli abbiamo reso onore, era la cosa giusta da fare, ma ora dobbiamo portare avanti i suoi insegnamenti e valori”.

Parole che hanno restituito il profilo di un militare stimato, ma anche il senso di appartenenza che unisce l’Arma nei momenti più dolorosi.

“Amava le sue due famiglie”: l’omelia di don Giuseppe Graziano

La celebrazione è stata presieduta da don Giuseppe Graziano, cappellano della Scuola Allievi Carabinieri “Eugenio Frate”, insieme a don Antonio Guglielmi e don Beniamino Ciolfi.

Nell’omelia, don Graziano ha ricordato il tratto umano e professionale del luogotenente: “Tommaso è stato una persona umile, che credeva nel suo lavoro e che amava tanto le due sue famiglie: la famiglia naturale, sua moglie Angelica e i figli Gino e Giuseppe, e la grande famiglia dell’Arma”.

Un passaggio che ha colpito profondamente i presenti, raccontando la doppia dimensione della vita di Stracqualursi: quella privata, fatta di affetti e legami familiari, e quella professionale, vissuta con piena dedizione all’istituzione.

Il ricordo del Colonnello Bruno Capece

Particolarmente toccante anche l’intervento del Colonnello Bruno Capece, comandante della Scuola Allievi Carabinieri di Campobasso, che ha ricordato gli ultimi giorni di vita del luogotenente.

“Ha lottato, come era abituato a fare”, ha dichiarato Capece, parlando dei dodici giorni che hanno preceduto la scomparsa. Giorni di forte apprensione per colleghi, superiori, allievi e per tutta la comunità dell’Arma.

Il comandante ha sottolineato come Stracqualursi fosse considerato un punto di riferimento valido, capace di trasmettere valori, disciplina e umanità. Le tante manifestazioni di vicinanza arrivate soprattutto dai suoi allievi sono state indicate come la conferma del grande valore umano e professionale del militare.

Attività della Scuola Allievi dedicate a Stracqualursi

Su suggerimento del Generale Lorenzoni, il Colonnello Capece ha annunciato la volontà di dedicare una serie di attività della Scuola Allievi Carabinieri di Campobasso al Luogotenente Tommaso Stracqualursi.

Un gesto simbolico ma significativo, pensato per mantenere vivo il ricordo di un uomo che, proprio nella formazione dei giovani carabinieri, aveva trovato una delle espressioni più alte del proprio servizio.

Il suo nome resterà così legato anche al percorso di crescita professionale e morale dei futuri militari dell’Arma.

Una comunità stretta attorno alla famiglia

La scomparsa di Tommaso Stracqualursi ha colpito profondamente non solo l’Arma dei Carabinieri, ma anche le comunità di San Giovanni Incarico, Trivento, Agnone e Campobasso, territori ai quali il luogotenente era legato per origine, servizio e rapporti umani.

Il dolore della moglie Angelica e dei figli Gino e Giuseppe è diventato il dolore condiviso di colleghi, amici, allievi e cittadini. In tanti hanno voluto partecipare all’ultimo saluto, testimoniando affetto, riconoscenza e rispetto verso un militare che ha vissuto la propria missione con entusiasmo, passione e senso del dovere.

Il ricordo di un carabiniere esemplare

Tommaso Stracqualursi lascia l’immagine di un carabiniere esemplare, legato alla divisa non come semplice professione, ma come scelta di vita.

Dalla Stazione di Trivento alla Compagnia di Agnone, fino alla Scuola Allievi Carabinieri di Campobasso, il suo percorso racconta una storia di servizio silenzioso, responsabilità e dedizione quotidiana.

Il cordoglio che ha accompagnato l’ultimo saluto nella Cattedrale di Trivento restituisce il valore di un uomo che ha saputo farsi stimare senza clamore, attraverso il lavoro, l’esempio e la coerenza.

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 Laura Bianchi

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