Jam On It: il viaggio di Napal dentro la cultura hip hop


Dall’incontro tra Napal e Crash Kid nella Roma anni 80-90 Ottanta fino a oggi: fotografie, interviste e racconti ricostruiscono quasi mezzo secolo di cultura hip hop italiana, dai graffiti sui treni alle Zulu Party che univano writer, B-boy e MC da tutta la penisola.

È il 1987 quando, all’età di undici anni, Marcello “Napal-Naps” Saolini arriva a Roma dall’Australia, dove i genitori erano emigrati anni prima e dove, ancora adolescente, entra in contatto con i primi B-boy che lo introducono ai graffiti e alla break dance. Approdato nella Capitale però, trova una realtà del tutto diversa da quella vissuta fino a poco prima dall’altra parte del mondo. Niente graffiti sui muri (figuriamoci sui treni), ma solo scritte inneggianti alla squadra del cuore o alla propria fazione politica, e non ci sono neanche i ballerini che si sfidano ballando sui cartoni agli angoli delle strade. Per lui la svolta arriverà qualche tempo, dopo con l’incontro di Massimo “Crash Kid” Colonna, di pochi anni più grande e figura chiave per la diffusione dell’Hip Hop a Roma e in Italia. Crash Kid capisce subito il bagaglio di esperienze, il talento ed il potenziale di quel ragazzino venuto da lontano e decide di creare insieme lui una crew con l’intento di dipingere e di affiliare quante più persone interessate all’hip hop, che inizialmente diventerà “il Movimento”.

Ed è da qui che prende le mosse questo libro, composto da immagini tratte dall’archivio fotografico di Napal che, per oltre quarant’anni, ha immortalato ogni momento del proprio percorso artistico, del suo “viaggio”, attraverso le foto scattate durante le varie “missioni” notturne per “colpire” qualche treno o muro. Oppure con le cronache di raduni in strada o nelle case di amici, quando non partecipava alle varie feste che spuntavano di tanto in tanto in giro per l’Italia (ai tempi dette Zulu Party) alle quali accorrevano B-Boys, Writers, MC (o rapper) o semplici appassionati da tutta Italia o anche dei paesi vicini (Francia, Svizzera e Germania, dove l’hip hop per diversi fattori ha avuto una diffusione capillare prima che nel nostro paese). Momenti di incontro e di confronto rimasti scolpiti nella memoria di chi ha partecipato e nell’immaginario – quasi mitologico – di chi li ha conosciuti solo attraverso i racconti di altri.

Le immagini raccontano un Italia che, dalla fine degli Ottanta e inizi Novanta era un patchwork di realtà separate geograficamente ma unite negli intenti. Piccole comitive, o come scrive Ben “B.Buck” Matundu, co-autore del libro, “[…]crew, posse, clique, squad, gang, family, tribe. Perché non bastava un solo nome per definire i collettivi del movimento” che sviluppavano una propria identità legata al territorio e alle tradizioni locali, ma con la voglia di condividerla con quante più persone possibili.

I ragazzi si aggregavano nel nome di una forza traente, uno strano mix con il quale si era venuti a contatto attraverso qualche film (su tutti, “Flashdance”, “Beat Street” e “Breakin’”), videoclip come “Buffalo Gals” di Malcom McLaren o trasmissioni televisive come Discoring. Era l’hip hop con i suoi quattro elementi fondanti! Il dj, che muoveva la folla con i suoi break (la parte ritmica che si trovava al centro di pezzi funk e disco); il rap, musica e parole sincopate; i graffiti, segni grafici incomprensibili ai più; la break dance o breaking, mosse di ballo che sfidavano letteralmente le leggi della gravità.

“Jam On It”, attraverso le interviste ai protagonisti dell’epoca, ripercorre gli anni pionieristici, traccia il percorso costellato da tutte quelle esperienze guidate dalla voglia di fare e di scoprire che hanno creato la miccia per la detonazione di una bomba culturale che ha cambiato radicalmente il modo di percepire la musica e le arti nelle generazioni più giovani prima e di gran parte della società e delle generazioni più vecchie poi.

Ed è qui che nomi storici come Ice One, Deemo, Master Freez ripercorrono gli anni nei quali la condivisione e la sete di conoscenza erano la spinta per intraprendere strade che non si sapeva dove avrebbero portato, ma che venivano percorse per il solo piacere di farlo, di sentirsi parte di qualcosa che si percepiva chiaramente come diversa, nuova, come “altro”, quasi un’élite.

I viaggi a New York di Mc Shark per incontrare Afrika Bambaataa, uno dei padri fondatori dell’hip hop oppure a Londra, geograficamente ed economicamente più vicina, come nel caso di Zero T, storico writer da Poggibonsi, per vedere le Hall of Fame di Mode 2 e dei Chrome Angelz.

I contributi presenti nel libro sono tantissimi, anche di persone appartenenti alle generazioni successive, che hanno raccolto il testimone del lavoro iniziato in alcuni casi trent’anni prima e che hanno rielaborato concetti base adeguandoli al contesto attuale, senza snaturarne l’essenza che li ha generati. Così, si possono leggere le testimonianze di Er Drago, rapper romano con una spiccata capacità di tessere profonde trame narrative nei suoi testi o di Sosa Priority ragazzo nato in Romania ma cresciuto a Roma, nei cui testi è forte più che mai il legame con le sue origini.

Attraverso tutta l’Italia, sono in tanti a raccontare la propria “versione dei fatti” e di come si sono avvicinati alle varie discipline. B-Boy Mowgli di Reggio Calabria, vincitore del Red Bull BC One Cypher Italia, e B-Girl Anti, partita da Livorno e arrivata fino a Parigi per rappresentare l’Italia alle Olimpiadi del 2024.

“Jam On It” è tutto questo e molto di più. È la possibilità di capire la forza di un movimento direttamente dalle parole, dai racconti e dagli aneddoti dei suoi interpreti più significativi. Uno sguardo vivo e vibrante capace di trasportare il lettore in un viaggio trans-generazionale dove alla fine lo spirito che per quasi mezzo secolo ha mosso gli animi e l’entusiasmo di migliaia di ragazze e ragazzi è stato semplicemente ma inesorabilmente, come cantavano James Brown e Africa Bambaataa, “Peace, Unity, Love and Havin’ Fun”.

 

Napal Naps e B. Buck: Jam On It, Vol. 1, Drago, 35 euro

Crediti delle foto: Marcello Napal-Naps Saolini e Drago Publisher editore 

 

 


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 Massimiliano DJ Zac Ravanelli

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