Alba Adriatica. Riceviamo e pubblichiamo la nota dell’associazione Aria Food sul tema della movida anche e soprattutto alla luce delle considerazioni del nuovo prefetto di Teramo, Beatrice Agata Mariano, a margine della riunione per l’ordine e la sicurezza pubblica che si è tenuta per la richiesta della sindaca di Alba Adriatica, Antonietta Casciotti.
L’intervento
Le parole pronunciate dal nuovo Prefetto sulla situazione di Alba Adriatica meritano grande attenzione.
Non soltanto più controlli nell’immediato.
Il Prefetto indica la necessità di programmare sin dall’autunno le attività di prevenzione e annuncia il coinvolgimento di cittadini, stakeholder e gestori dei pubblici esercizi.
È un’impostazione che condividiamo pienamente.
Ed è proprio per questo che diventa inevitabile porre una domanda alle amministrazioni comunali:
perché ciò che oggi la Prefettura considera necessario non è stato fatto a livello comunale?
Negli ultimi anni, infatti, il coinvolgimento nei tavoli di programmazione turistica è stato orientato prevalentemente verso le rappresentanze degli albergatori e degli operatori balneari, mentre, in alcuni Comuni oggi alle prese con evidenti criticità, proprio le categorie degli esercenti commerciali e della ristorazione non hanno trovato analogo spazio e continuità di partecipazione.
Una scelta che oggi merita una riflessione ancora più approfondita.
Albergatori e balneatori sono naturalmente interlocutori fondamentali e a pieno titolo del sistema turistico. Proprio perché le loro rappresentanze sono state direttamente e continuativamente coinvolte dalle Amministrazioni nei percorsi di programmazione, il modello turistico progressivamente emerso in questi anni è anche il risultato di un confronto sviluppatosi prevalentemente con queste componenti, con tutte le necessità di integrazione, revisione e correzione che oggi appaiono evidenti.
Escludere o marginalizzare altri apporti programmatici fondamentali ha inevitabilmente impoverito la pluralità delle visioni, delle competenze e delle esperienze che avrebbero potuto essere presenti intorno al tavolo.
LA NOSTRA STORIA
Aria Food, firmataria di questo intervento, ha profuso per anni, ad Alba Adriatica e lungo tutta la costa teramana, energie, risorse e progettualità nella realizzazione di decine di iniziative dedicate alla diffusione e alla valorizzazione della cultura del cibo e del bere bene.
Un lavoro costruito intorno alla conoscenza, alla consapevolezza, alla bellezza, alla qualità e alla capacità della gastronomia di generare valori turistici elevati, identitari e sostenibili.
Per noi il vino e il bere consapevole appartengono a una storia millenaria.
Il vino e, più in generale, la produzione e il consumo consapevole delle bevande alcoliche appartengono a una dimensione profondamente diversa dal semplice consumo: sono conoscenza scientifica, cultura agricola, espressione estetica, racconto dei territori, lavoro dell’uomo, convivialità, storia e persino dimensione spirituale.
È qualcosa di radicalmente diverso dallo sballo.
La ristorazione, nella sua espressione autentica, fondata sul cibo, sul servizio e sulla convivialità, rappresenta un modello profondamente diverso da quello associato ai fenomeni di consumo molesto, risse, violenze e turbative dell’ordine pubblico.
Porta con sé ospitalità, professionalità, cultura gastronomica, lavoro, territorio, socialità e qualità dell’esperienza turistica, all’interno di quella straordinaria tradizione culturale che ha portato nel 2025 all’iscrizione de “La cucina italiana, tra sostenibilità e diversità bioculturale” nella Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’umanità UNESCO.
Per questo spiace profondamente constatare che proprio ad Alba Adriatica Aria Food sia stata esclusa dai tavoli di programmazione turistica, nonostante la sua storia, le iniziative realizzate e il patrimonio di esperienza costruito negli anni.
Ed è proprio questa storia che ci impone oggi di prendere fermamente le distanze da un modello turistico che riteniamo lesivo dell’immagine e della sostenibilità della destinazione e che rischia di tradursi in una gigantesca propaganda del bere male: alcol a basso costo, consumo quantitativo, promozioni aggressive e una proposta indirizzata a generazioni sempre più giovani.
Un vero e proprio discount dell’alcol, culturalmente agli antipodi rispetto alla cultura del bere bene.
LA SICUREZZA SI PROGRAMMA, NON SI RINCORRE
La movida non nasce alle due del mattino, quando arrivano ambulanze e Forze dell’Ordine.
Nasce molto prima.
Nasce nel modello turistico che si sceglie, negli eventi che si programmano, nell’offerta commerciale che si incentiva, nelle modalità di ospitalità, nella cultura del bere che si comunica e nel rapporto che si costruisce tra imprese, giovani, residenti e istituzioni.
Per questo le parole del Prefetto sono importanti:
programmare dall’autunno;
coinvolgere i pubblici esercizi;
costruire prevenzione prima dell’emergenza.
È esattamente il metodo che chiediamo da tempo.
Auspichiamo pertanto che le Amministrazioni sappiano cogliere fino in fondo il senso delle parole del Prefetto e abbiano la capacità di tornare sui propri passi rispetto a scelte che, alla luce della situazione attuale, appaiono francamente incomprensibili.
Scelte che hanno finito per interrompere e disperdere un percorso che sul territorio era già stato avviato: un cammino fondato sulla cultura del cibo, sulla qualità del bere, sulla conoscenza, sulla responsabilità degli operatori e sulla costruzione di un’offerta turistica capace di produrre valore senza scaricare costi sociali sulla comunità.
Quel patrimonio non andava disperso. Andava ascoltato, sostenuto e trasformato in un modello di proposta turistica.
Tornare a coinvolgere le esperienze e le competenze presenti sul territorio non significa ammettere una sconfitta.
Significa scegliere finalmente un metodo diverso:
prevenzione, partecipazione, cultura e programmazione.
Aria Food continuerà a rivendicare questa visione.
Non il turismo dello sballo, ma quello dell’esperienza, della cultura, del benessere e della bellezza.
ARIA FOOD
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Redazione CityrumorsAbruzzo
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