“Orizzonti d’acqua” cresce ancora: anche il Parco Riviera di Ulisse (Gaeta) entra nella rete promossa dal Parco dei Castelli Romani


Si allarga la rete di aree protette che hanno scelto di aderire a “Orizzonti d’acqua”, il protocollo d’intesa promosso dal Parco regionale dei Castelli Romani per costruire una collaborazione stabile finalizzata alla tutela di fiumi, laghi e zone umide.

A formalizzare la nuova adesione sono stati il presidente del Parco dei Castelli Romani, avvocato Ivan Boccali, e il presidente del Parco Riviera di Ulisse, avvocato Massimo Giovanchelli. Entra così nel progetto anche l’area naturale protetta che si estende lungo la costa meridionale del Lazio, nel territorio del Golfo di Gaeta.

Era nato nel novembre scorso, sulle sponde del Lago Albano di Castel Gandolfo, con un’ambizione dichiarata: partire dai Castelli Romani per costruire una rete sempre più ampia di aree naturali protette unite dalla presenza dell’acqua e dalla necessità di tutelarla.

A distanza di poco più di otto mesi, “Orizzonti d’Acqua” continua ad allargare i propri confini. Al protocollo d’intesa promosso dal Parco regionale dei Castelli Romani aderisce quindi anche il Parco Riviera di Ulisse, l’area naturale protetta che si sviluppa lungo la costa meridionale del Lazio, nel suggestivo scenario del Golfo di Gaeta. La firma, da parte del Presidente Ivan Boccali, si è tenuta anche alla presenza del Direttore del Parco Francesco Ciferri.

Un nuovo tassello di quel mosaico di territori d’acqua che aveva preso forma ufficialmente il 26 novembre 2025 a Villa del Cardinale, a Rocca di Papa, proprio davanti a uno dei bacini che più di ogni altro aveva ispirato la nascita del progetto: il Lago Albano.

Tutto partì da Rocca di Papa nel novembre 2025

Fu proprio nella suggestiva cornice di Villa del Cardinale che il Parco dei Castelli Romani presentò “Orizzonti d’Acqua”, dando vita a un nuovo modello di collaborazione tra aree naturali protette italiane per la tutela, il monitoraggio e la valorizzazione dei bacini lacustri, fluviali e delle zone umide.

Alla rete iniziale aderirono, insieme al Parco dei Castelli Romani, il Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri-Lagonegrese, la Riserva naturale regionale Lago di Vico, la Riserva naturale Nazzano Tevere-Farfa e la Riserva Laghi Lungo e Ripasottile.

Territori anche molto distanti e differenti tra loro, ma accomunati dalla necessità di proteggere un patrimonio tanto essenziale quanto fragile: l’acqua.

Già allora uno degli aspetti qualificanti del protocollo era proprio la sua natura aperta: altre aree protette avrebbero potuto aderire successivamente, ampliando progressivamente la rete e mettendo in comune conoscenze, dati, competenze ed esperienze.

L’ingresso del Parco Riviera di Ulisse rappresenta dunque la concreta prosecuzione di quel percorso.

Boccali: “Diamo solidità a una rete di aree blu interconnesse”

A sottolineare il valore della nuova adesione è stato il presidente del Parco dei Castelli Romani Ivan Boccali.

“Con questa firma diamo ulteriore solidità a una rete di aree blu interconnesse, indispensabili per tutelare la biodiversità e contrastare gli effetti del cambiamento climatico”.

Una rete che non vuole limitarsi agli aspetti strettamente ambientali.

“La cooperazione tra aree protette, il coinvolgimento delle scuole e la promozione del turismo lento ci permetteranno di valorizzare l’acqua non solo come risorsa ecologica, ma come bene comune fondamentale per tutte le nostre comunità”.

Parole che riprendono direttamente lo spirito con cui il progetto era stato presentato a Rocca di Papa.

Un progetto nato anche dall’allarme per il Lago Albano e il Lago di Nemi

“Orizzonti d’Acqua” affonda infatti le proprie radici anche nelle preoccupazioni per le condizioni dei due laghi vulcanici dei Castelli Romani.

Durante la presentazione del novembre scorso Boccali aveva richiamato con forza l’attenzione sulla sofferenza del Lago Albano e del Lago di Nemi, parlando di problematiche sedimentate nell’arco di decenni, tra siccità, mancata ricarica delle falde, pressione antropica ed eccessivi prelievi.

In quell’occasione il presidente aveva ricordato come il Lago Albano di Castel Gandolfo avesse perso circa un metro di livello nei due anni precedenti, mentre per il Lago di Nemi il calo indicato era stato di circa 50 centimetri.

Da qui la volontà di superare una gestione frammentata e mettere in comunicazione territori che, pur avendo caratteristiche differenti, devono affrontare problematiche analoghe.

“Qui non deve esserci politica, né ideologia partitica”, aveva dichiarato Boccali in quell’occasione, invitando istituzioni e amministrazioni a “mettere i laghi al centro della nostra azione, passando dal dibattito all’azione concreta”.

Dai laghi vulcanici alla costa del Golfo di Gaeta

Con l’adesione del Parco Riviera di Ulisse, “Orizzonti d’Acqua” compie adesso anche un significativo allargamento geografico e ambientale.

Dai bacini vulcanici dei Castelli Romani e dalle altre acque interne già rappresentate nel protocollo, la rete arriva infatti fino agli ecosistemi della costa meridionale del Lazio e del Golfo di Gaeta.

Un passaggio che rafforza l’idea originaria di costruire una vera e propria rete di “aree blu” interconnesse, capace di superare i confini amministrativi dei singoli enti.

Il principio alla base del progetto è semplice: i problemi legati alla risorsa idrica, alla biodiversità e ai cambiamenti climatici non possono essere affrontati pensando esclusivamente entro i confini di un Comune, di una provincia o di una singola area protetta.

Monitoraggio, rinaturalizzazione e tutela delle acque

Il protocollo mette quindi insieme gli enti aderenti attorno a una serie di obiettivi comuni.

Tra le azioni previste figurano il monitoraggio congiunto dello stato delle acque superficiali e sotterranee, la riqualificazione e rinaturalizzazione delle aree umide degradate e la realizzazione di progetti condivisi per l’adattamento agli effetti dei cambiamenti climatici.

Un ruolo centrale è attribuito anche allo scambio di dati, esperienze e buone pratiche, affinché le conoscenze maturate in un territorio possano diventare patrimonio utile anche per gli altri enti della rete.

È uno dei sette obiettivi che il direttore del Parco dei Castelli Romani, Francesco Ciferri, aveva illustrato durante la presentazione del protocollo a Rocca di Papa, insieme alla formazione del personale tecnico e alla cooperazione tra gli enti.

Scuole, cittadini e nuovi “itinerari blu”

C’è poi una dimensione culturale ed educativa che rappresenta uno dei pilastri di “Orizzonti d’Acqua”.

Il progetto punta a coinvolgere scuole, università, associazioni e cittadini, anche attraverso iniziative di citizen science, affinché la tutela dell’acqua non rimanga materia esclusivamente riservata a tecnici e istituzioni.

Parallelamente si guarda al turismo lento e sostenibile, attraverso la valorizzazione dei cosiddetti “itinerari blu”: percorsi capaci di far conoscere laghi, fiumi, zone umide e ora anche ambienti costieri attraverso modalità di fruizione rispettose degli ecosistemi.

Un’opportunità particolarmente significativa per i Castelli Romani, dove il patrimonio naturalistico rappresentato dal Lago Albano di Castel Gandolfo e dal Lago di Nemi costituisce anche una delle principali attrattive turistiche del territorio.

Insieme anche per intercettare nuovi finanziamenti

Fare rete significa infine aumentare la capacità degli enti di trasformare le idee in progetti concreti.

Il protocollo prevede infatti la possibilità di partecipare congiuntamente a bandi e programmi di finanziamento nazionali ed europei, mettendo insieme competenze e progettualità per reperire le risorse necessarie agli interventi di tutela, monitoraggio e riqualificazione.

Quando “Orizzonti d’Acqua” venne presentato a Rocca di Papa, il direttore Francesco Ciferri sintetizzò la filosofia dell’iniziativa con una frase: “Proteggiamo oggi ciò che vogliamo trasmettere domani”.

A distanza di alcuni mesi quella rete nata affacciandosi sul Lago Albano aggiunge dunque un altro importante tassello. Dai Castelli Romani al Golfo di Gaeta, l’orizzonte si allarga davvero, con l’obiettivo di fare dell’acqua non soltanto una risorsa da utilizzare, ma un patrimonio comune da conoscere, proteggere e consegnare alle generazioni future.




#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
 Daniel Lestini

Source link

Di