Occhi puntati al cielo per l’eclissi solare. Se non avete occhiali adatti, esiste comunque un modo sicuro e sorprendente per seguirla
Oggi, 12 agosto 2026 il Sole giocherà a nascondino con la Luna. L’eclissi sarà totale solo in una fascia che passa da Islanda, Groenlandia e Nord della Spagna, mentre in Italia la vedremo soltanto come parziale. In alcune zone del Nord-Ovest il disco solare sarà coperto per oltre il 90%, al Sud intorno al 20%, secondo le mappe dell’Unione Astrofili Italiani.
Traduzione pratica: avrete voglia di guardare in cielo, ma sarete magari in spiaggia o in montagna e, puntuale, arriverà il pensiero “non abbiamo comprato gli occhiali per l’eclissi”.
Niente panico, ma una cosa va chiarita subito: senza protezione specifica non potete fissare il Sole, nemmeno per pochi secondi. Potete però trasformare quello che avete in casa in un piccolo osservatorio fai-da-te, super sicuro.
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Perché non potete guardare l’eclissi a occhio nudo (no, nemmeno con gli occhiali da sole)
La NASA è categorica: durante un’eclissi parziale non esiste un momento in cui sia sicuro guardare il Sole direttamente senza filtro solare certificato. Una parte della sua superficie luminosa resta sempre scoperta e continua a bombardare la retina.
Il problema è che la retina non ha recettori del dolore. Potete danneggiarla senza accorgervene subito: i medici parlano di fotoretinite solare. I sintomi possono comparire dopo qualche ora, con una macchia scura al centro della vista, immagini sfocate, colori alterati.
Gli occhiali da sole, anche molto scuri o polarizzati, non bastano. Stesso discorso per radiografie, vecchie pellicole fotografiche, CD e DVD, vetri affumicati o pellicole colorate “creativi”: non filtrano in modo adeguato la radiazione più dannosa.
Riassunto senza giri di parole: niente sguardi diretti al Sole dall’Italia il 12 agosto, nemmeno al tramonto, con le nuvole o “solo un attimo”. Se volete usare gli occhi, dovete guardare l’ombra, non la sorgente.
Se li avete, usate gli occhiali certificati ISO 12312-2
Gli occhiali per eclissi seri sono un’altra cosa rispetto ai normali occhiali da sole. Devono riportare la sigla dello standard internazionale ISO 12312-2 e, prima di usarli, vanno controllati contro luce: niente graffi, pieghe, buchi, parti scollate.
Le linee guida della NASA e degli esperti di sicurezza consigliano di indossarli prima di alzare lo sguardo e toglierli solo dopo aver girato la testa lontano dal Sole. Mai usarli dietro a binocoli, telescopi o teleobiettivi: questi strumenti concentrano la luce e possono distruggere sia il filtro sia la vostra retina.
Detto questo, se non avete fatto in tempo a procurarveli, non tutto è perduto. L’alternativa sicura è l’osservazione indiretta, quella in cui guardate un’immagine proiettata del Sole e non il Sole stesso.
Come vedere l’eclissi senza occhialini: 3 metodi fai-da-te
1. Proiettore a foro stenopeico con due cartoncini
È il metodo minimalista, promosso anche dalla NASA. Vi servono solo due cartoncini rigidi e uno spillo.
- In uno dei cartoncini fate un foro piccolissimo con lo spillo.
- L’altro cartoncino diventa lo “schermo” bianco, oppure potete usare un muro chiaro o il pavimento.
- Mettetevi con il Sole alle spalle, tenete il cartoncino forato in alto e proiettate il fascio di luce sullo schermo.
- Aumentando la distanza tra foro e schermo, l’immagine del Sole si ingrandisce.
Durante l’eclissi non vedrete un cerchio perfetto, ma una piccola falce di luce. Regola fondamentale: il foro non è un mirino. Non dovete mai guardare il Sole attraverso il buco.
2. Scatola di cartone trasformata in camera oscura
Se avete una scatola vuota di scarpe o di cereali, potete costruire un proiettore ancora più comodo, ideale con i bambini.
- Rivestite internamente un lato corto della scatola con un foglio bianco: sarà lo schermo.
- Sul lato opposto ritagliate un piccolo quadrato e copritelo con un pezzo di foglio di alluminio fissato con nastro adesivo.
- Con lo spillo fate un microforo al centro dell’alluminio.
- Sul lato lungo praticate una finestrella da cui guardare l’interno, tenendo il viso all’ombra.
A questo punto puntate la scatola verso il Sole, sempre dandogli le spalle, e guardate solo lo schermo interno, dove comparirà la miniatura dell’eclissi. L’estetica non conta: anche una scatola un po’ storta funziona benissimo.
3. Scolapasta, colino e foglie degli alberi
Se siete all’aperto, potete affidarvi ai “fori naturali”. I numerosi buchi di uno scolapasta o di un colino agiscono come tanti piccoli fori stenopeici.
Mettete l’oggetto tra il Sole e una superficie chiara (pavimento, lenzuolo, muro). Ogni foro proietterà una minuscola falce di Sole: vi ritroverete circondati da decine di eclissi in miniatura, perfette anche da fotografare senza rischi, perché inquadrate l’ombra, non il disco solare.
Lo stesso effetto si osserva sotto gli alberi: gli spazi tra le foglie trasformano il suolo in un mosaico di piccole falci luminose, come spiegano gli astrofili dell’Unione Astrofili Italiani.
Le regole d’oro per non farsi male agli occhi (e godersi lo spettacolo)
- Tenete sempre il Sole alle spalle quando usate cartoncini, scatole o scolapasta.
- Guardate solo la superficie su cui si proietta l’immagine, mai il Sole attraverso un foro o un oggetto.
- Evitate strumenti ottici puntati verso il Sole senza filtri solari dedicati montati davanti all’obiettivo.
- Con i bambini, un adulto deve controllare che rispettino le regole e non si girino di scatto verso la sorgente luminosa.
- Se dopo aver guardato il cielo vi accorgete di macchie scure, vista offuscata o fastidio alla luce, smettete subito di esporsi e contattate un oculista.
Con queste accortezze l’eclissi del 12 agosto diventa un laboratorio di luce a cielo aperto, non un rischio per la vista. E il vostro proiettore fai-da-te sarà pronto anche per le prossime volte in cui il Sole deciderà di farsi desiderare.
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