Per il secondo giorno consecutivo Castel Gandolfo e i Castelli Romani sono stati il luogo dal quale Papa Leone XIV ha rivolto il suo messaggio ai fedeli e al mondo intero. Dopo la Messa per l’Assunzione e l’Angelus di Ferragosto, questa mattina, domenica 16 agosto, il Pontefice si è nuovamente affacciato in piazza della Libertà, davanti al Palazzo Apostolico delle Ville Pontificie, per la tradizionale preghiera domenicale.
E ancora una volta, dai Castelli Romani, è arrivato con forza un appello alla Pace, accompagnato questa volta da parole molto nette sulle disuguaglianze, sulle discriminazioni, sulla dignità delle persone e sulla situazione in Medio Oriente.
Al termine dell’Angelus, Leone XIV ha infatti rinnovato il proprio appello affinché cessino le violenze contro la popolazione civile palestinese in Cisgiordania, chiedendo alla comunità internazionale di favorire concretamente il cammino verso una soluzione politica del conflitto.
«Rinnovo il mio appello affinché cessino le ripetute violenze contro la popolazione civile palestinese in Cisgiordania e chiedo con urgenza alla comunità internazionale di fare in modo che progredisca la soluzione a due Stati per una pace giusta e duratura», ha affermato il Pontefice, raccogliendo gli applausi dei presenti in piazza.
Parole che danno un significato ancora più ampio alla nuova permanenza estiva del Papa a Castel Gandolfo: non soltanto luogo di riposo e di incontro con i fedeli, ma nuovamente uno dei luoghi dai quali il Pontefice interviene sui grandi temi internazionali.
FOTOGALLERY – Papa Leone XIV a Castel Gandolfo per il secondo Angelus consecutivo | Foto di Ezio Cairoli
Leone XIV: «Insopportabili le diseguaglianze e le discriminazioni»
La riflessione che ha preceduto l’Angelus è partita dal Vangelo della donna cananea, la straniera che si rivolge con insistenza a Gesù chiedendogli di guarire la figlia.
Una figura che Papa Leone XIV ha indicato come esempio di fede, umiltà e determinazione, ma dalla quale ha tratto anche un messaggio fortemente sociale.
«La tavola di Dio è preparata per tutti e a nessuno sono riservate le briciole, perché ciascuno, presso il Padre, ha il proprio posto», ha sottolineato il Santo Padre.
Da qui il passaggio più incisivo della riflessione: «Alla luce di questa fede diventano insopportabili le diseguaglianze, le discriminazioni, le barriere che calpestano la dignità di troppi figli e figlie di Dio».
Un richiamo che Leone XIV ha collegato direttamente alla realtà di un mondo attraversato da conflitti, divisioni e sofferenze.
«Siamo Chiesa di Gesù Cristo in un mondo tormentato, un mondo che cerca pace», ha ricordato il Santo Padre.
«Aprire gli occhi, le orecchie e il cuore»
A Castel Gandolfo, dove tanti fedeli sono accorsi anche oggi al suo cospetto, il Pontefice si è soffermato anche sul significato dell’incontro tra Gesù e la donna cananea, sottolineando come persino ciò che inizialmente appare inatteso o capace di modificare i nostri programmi possa diventare occasione per comprendere qualcosa di nuovo.
«Anche oggi la Chiesa può lasciarsi sorprendere dall’opera di Dio e comunicare la pace di Cristo oltre i confini già tracciati», ha affermato Leone XIV.
Da qui l’invito a non chiudersi di fronte agli altri e agli eventi inattesi: persino negli incontri «che disturbano i nostri piani», ha osservato il Papa, occorre «tendere l’orecchio, aprire gli occhi e aprire il cuore a ciò che Dio vuole dirci».
Una Chiesa, dunque, chiamata ad abbattere confini e barriere e a riconoscere una dignità che non può essere riservata soltanto ad alcuni.
Il richiamo al Magnificat e la speranza in un mondo «tormentato»
Leone XIV ha quindi affidato a Maria la preghiera per una realtà internazionale ancora segnata dalle guerre. Richiamando il Magnificat, il Pontefice lo ha indicato come il canto di chi riesce a guardare la realtà con lo sguardo di Dio e, proprio per questo, «non perde la speranza e opera nella carità».
Un tema che si lega idealmente proprio alla giornata precedente, quando Castel Gandolfo aveva celebrato insieme al Papa la Solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria.
Sabato 15 agosto Leone XIV aveva infatti presieduto alle ore 10 la Santa Messa nella Parrocchia Pontificia di San Tommaso da Villanova, per poi raggiungere a mezzogiorno i fedeli riuniti in piazza della Libertà per il primo dei due Angelus consecutivi.
A Ferragosto il Papa ha parlato della «vera bellezza»
Nell’omelia dell’Assunta, Leone XIV aveva offerto una riflessione particolarmente intensa sul significato della bellezza autentica, contrapponendola ai modelli prevalentemente edonistici e consumistici proposti dalla società contemporanea.
«La nostra vera bellezza non consiste nel nascondere i segni del tempo che passa, ma nel mostrare impressi anche nella nostra carne i segni dell’amore che non ha fine», aveva affermato il Papa.
Leone XIV aveva invitato a rivedere quei «canoni estetici» che rischiano di imprigionare le persone in pesanti condizionamenti, facendo investire energie in ciò che «non conta davvero e non dura per sempre».
La vera bellezza, aveva spiegato, può invece essere riconosciuta nel volto di un bambino, nelle rughe di un anziano, nella vitalità dei giovani e nei gesti di chi ogni giorno si prende cura degli altri.
«È l’amore l’ornamento più bello dell’uomo: l’amore che trasfigura, trasforma, nobilita, porta in alto; che rende leggeri, liberi, vicini a Dio», aveva detto Prevost, con parole più che mai d’attualità in un momento storico in cui si dà troppa importanza all’apparenza.
Genitori, nonni e giovani controcorrente: il messaggio dell’Assunta
Durante la celebrazione di Ferragosto il Pontefice aveva scelto esempi volutamente semplici e quotidiani per descrivere dove cercare ciò che è veramente grande.
Aveva parlato degli occhi di un padre e di una madre che tornano stanchi dal lavoro, ma felici di ritrovare i figli, dei nonni che nonostante gli acciacchi ritrovano energie nel prendersi cura dei nipoti e dei giovani che scelgono di crescere «puliti e onesti», anche quando questo significa andare controcorrente rispetto a ciò che fanno tutti.
«La sublimità del Mistero che celebriamo non dobbiamo cercarla lontano. Possiamo incontrarla là dove c’è vera carità», aveva sottolineato Leone XIV.
Parole che, rilette alla luce dell’Angelus di oggi, disegnano un filo conduttore molto chiaro nei due giorni vissuti dal Pontefice a Castel Gandolfo: la dignità di ogni persona, l’apertura verso gli altri, il rifiuto delle discriminazioni e la ricerca della pace.
FOTOGALLERY – Papa Leone XIV a Castel Gandolfo per il secondo Angelus consecutivo | Foto di Ezio Cairoli
Da Castel Gandolfo nuovi appelli per la pace
Già al termine dell’Angelus di Ferragosto, Papa Leone XIV aveva affidato all’intercessione di Maria le popolazioni colpite da guerre e sofferenze, rivolgendo il proprio pensiero in particolare alla Terra Santa, all’Ucraina, alla Russia e alla Colombia, oltre che ai cristiani vittime di discriminazioni e persecuzioni.
Oggi il messaggio è diventato ancora più esplicito sul fronte mediorientale, con la richiesta di fermare le violenze contro i civili palestinesi in Cisgiordania e soprattutto con il richiamo alla soluzione a due Stati, indicata come strada verso «una pace giusta e duratura».
Il Pontefice ha rivolto inoltre un pensiero agli imminenti Giochi del Mediterraneo di Taranto, auspicando che la manifestazione sportiva possa diventare «una profezia di pace e di fratellanza» tra i popoli dell’Africa, dell’Asia e dell’Europa affacciati sul Mediterraneo.
Castel Gandolfo torna al centro dell’estate pontificia
I due Angelus consecutivi del 15 e 16 agosto confermano il nuovo protagonismo di Castel Gandolfo nell’estate di Papa Leone XIV, con il borgo dei Castelli Romani che è tornato a vivere pienamente quella vocazione pontificia che ne ha segnato la storia per decenni, secoli.
Ma il soggiorno del Pontefice statunitense ai Castelli Romani riserverà presto un altro appuntamento particolarmente suggestivo.
Sabato 29 agosto, alle ore 18, Leone XIV è atteso nella chiesa di Maria Santissima del Lago, dove celebrerà la Messa prima di partecipare alla tradizionale processione della Madonna del Lago.
Una parte della processione si svolgerà sulle acque del Lago Albano di Castel Gandolfo e, secondo quanto annunciato dal parroco di San Tommaso da Villanova don Tadeusz Rozmus, Leone XIV sarà il primo Pontefice a prendere parte in barca a questo tratto della celebrazione.
Dopo il Ferragosto dell’Assunta e i due Angelus consecutivi, Castel Gandolfo si prepara dunque a vivere un’altra giornata destinata a rafforzare ulteriormente il legame ritrovato tra Papa Leone XIV e i Castelli Romani.
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Daniel Lestini
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