Il Sindaco Michele Siravo: ”Con questo atto esprimiamo la nostra totale e ferma contrarietà a qualsiasi ipotesi di alienazione, 

frazionamento o cessione di questo patrimonio a soggetti diversi dal Comune,e sono pronto  attivare ogni iniziativa istituzionale e amministrativa“.

Il consiglio comunale di Atrani ha deciso che il Conservatorio di Santa Rosalia, un’istituzione ,che affonda le proprie radici nel lontano 1682, quando i benefattori Filippo Vollaro e Sigismondo Di Lieto vollero, con un atto di generosità dare vita a un luogo destinato all’educazione e alla dignità delle giovani donne di Atrani e che da oltre tre secoli, quel complesso monumentale, la sua chiesa, i suoi archivi, le sue pietre stesse, sono parte inseparabile della storia del nostro Borgo,non sia alienato ad esterni,ma diventi Patrimonio comunale.

Il Conservatorio, che negli anni ha esaurito la propria funzione educativa originaria è interessato da una procedura di liquidazione avviata dal Ministero dell’lstruzione e del Merito, che nel gennaio 2024 ha nominato un Commissario Straordinario proprio per gestire questa fase transitoria.” E’ un passaggio storico,-ha dichiarato il sindaco Michele Siravo- che pone una domanda alla quale nessuno di noi può restare indifferente: a chi andrà, domani, un patrimonio così straordinario? Noi dobbiamo essere chiari su cosa stiamo davvero difendendo,perchè questo patrimonio ha due anime, ugualmente preziose, ugualmente non negoziabili.

C’e, da un lato, il complesso monumentale storico di Via Monastero, con la sua chiesa di Santa Geltrude: un luogo che merita di tornare a vivere come spazio culturale, sociale, educativo e museale, restituito alla comunità che lo ha generato e che oggi lo rivendica, per raccontare la nostra storia alle prossime generazioni e ai visitatori che ogni anno scelgono  Atrani,e dall’altro lato, un patrimonio diffuso di circa cinquantacinque abitazioni intrecciate nelle strade  del nostro centro storico, dove da decenni vivono famiglie atranesi: persone anziane, nuclei con componenti disabili, famiglie che magari fanno fatica ad arrivare a fine mese, ma che sono, a tutti gli effetti, un pilastro della nostra comunità.

Un Sindaco che si limitasse a gestire meramente degli spazi, senza guardare a chi quegli spazi Ii abita e Ii anima, tradirebbe ii senso stesso del proprio mandato ed è  proprio per questo che ii rischio più grande che corriamo, se lasciassimo che questo patrimonio finisse disperso o in mani estranee alla nostra comunità, non è soltanto la perdita di alcuni immobili: come già accade a troppi borghi della  costiera e del mezzogiorno .Non è  la prima volta che ci troviamo a difendere la nostra gente. Lo ricordo con orgoglio: già ii 28 febbraio 2023, di fronte a comunicazioni di rinnovo della locazione con canoni improvvisamente e fortemente aumentati, questa Amministrazione scrisse al Ministero dell’lstruzione e all’Ufficio Scolastico Regionale della Campania per rappresentare ii grave allarme sociale che si era creato in paese, e per chiedere che la situazione degli aumenti restasse in stand-by fino a un confronto istituzionale. Quella lettera, lo dico con soddisfazione, portava le firme non solo del Sindaco, ma del Vicesindaco, dell’Assessore e di diversi consiglieri comunali: la dimostrazione concreta che, quando si tratta della tenuta sociale del nostro Borgo, Atrani sa parlare con una voce sola.

In quella lettera scrivemmo, e lo voglio ripetere qui perchè rappresenta ancora oggi ii cuore de/la nostra battaglia, che gli affittuari de/le case del Conservatorio rappresentano la vita sociale del nostro paese: sono le stesse persone  che partecipano alle associazioni locali, che frequentano i negozi, che animano le attività sociali, sportive e culturali, e che senza radici stabili rischierebbero di svuotare ulteriormente un paese già segnato, come troppi piccoli borghi del Sud, dal rischio di spopolamento. In una Costiera Amalfitana dove reperire una casa in affitto e sempre più difficile per i residenti, schiacciati dalla crescita del turismo e degli affitti brevi, difendere la residenzialità stabile de/le famiglie del Conservatorio significa difendere ii diritto stesso di questa comunità a continuare ad abitare ii proprio paese.

Chiediamo formalmente al Ministro dell’lstruzione e del Merito e all’Ufficio Scolastico Regionale della Campania che, a conclusione de/la procedura di liquidazione, ogni bene mobile, immobile, archivistico, artistico e monumentale sia affidato esclusivamente al nostro Comune, quale unico ente pubblico realmente rappresentativo di questa comunità  e delle persone che vi abitano. Con questo atto esprimiamo la nostra totale e ferma contrarietà a qualsiasi ipotesi di alienazione, frazionamento o cessione di questo patrimonio a soggetti diversi dal comune anche se chiunque ne risultasse proprietario, dovrà comunque confrontarsi con il Comune per la destinazione d’uso.

Ma questo paese e noi tutti non possiamo accontentarci di un potere di veto urbanistico su un bene che è nella sua storia e nella sua anima, di Atrani. Vogliamo la piena titolarità, non un diritto di interlocuzione: perchè solo così potremo garantire, con certezza e senza compromessi, che ii futuro di quelle pietre e di quelle case resti nelle mani della nostra comunità Mi impegno, come Sindaco, ad attivare ogni iniziativa istituzionale ed amministrativa per ottenere questo risultato, e incarico fin d’ora gli uffici comunali di predisporre un Piano di valorizzazione del patrimonio del Conservatorio che sappia tenere insieme le due anime di cui ho parlato: la rinascita culturale, sociale, educativa e museale della sede monumentale storica, e la piena tutela della residenzialità e della dignità abitativa delle famiglie che, da generazioni, danno vita al tessuto sociale delle nostre strade.”

(Antonio Di Giovanni – Comunicato Stampa – Elaborato – Archiviato in #TeleradioNews © Diritti riservati all’autore)


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