Sei o sette giocatori per completare il Crotone

Se la prima parte della conferenza di Raffaele Vrenna (leggi qui l’articolo) è stata una lunga fotografia del Crotone e del calcio italiano, quando si entra nel mercato il quadro diventa decisamente più concreto. Il direttore generale non si nasconde: il Crotone non è ancora completo.

«Mancano sei o sette elementi», ha spiegato Vrenna.

La priorità è soprattutto la difesa, mentre a centrocampo servono almeno tre innesti. In attacco, invece, il reparto è considerato già molto più completo, anche se potrebbe arrivare un altro esterno mancino. La strategia è chiara: non comprare tanto per comprare, ma cercare calciatori polivalenti, capaci di ricoprire più ruoli e adattarsi alle esigenze tattiche di Leandro Greco.

Tanco il punto di partenza della nuova difesa

Uno degli acquisti sui quali Vrenna si è espresso con maggiore convinzione è Tanco. Il DG lo ha definito «uno dei più forti della categoria» e ha sottolineato come il difensore abbia scelto Crotone nonostante l’interesse di altre società. Un investimento considerato particolarmente importante proprio perché il reparto arretrato è quello che, secondo Vrenna, necessita oggi degli interventi più significativi. Con Armini e Pierangeli già presenti, il Crotone cerca dunque altri profili per completare il pacchetto arretrato. Non solo centrali. Anche sulle fasce sono previsti interventi.

A centrocampo servono tre giocatori

Il secondo grande cantiere è il centrocampo. Vrenna ha parlato della necessità di inserire almeno tre elementi, cercando giocatori strutturati, dinamici e dotati di corsa. Ma non basta. Il Crotone vuole calciatori in grado di offrire soluzioni tattiche differenti.

La parola chiave è polivalenza.

Un terzino che possa giocare anche da mezzala, una mezzala capace di agire da esterno, un centrocampista utilizzabile anche come play. Una filosofia che nasce dalle esigenze del calcio di Leandro Greco e dalla volontà di avere più possibilità di cambiare sistema durante la partita.

L’attacco è quasi completo

Il reparto offensivo, invece, parte da una base già definita. Vrenna ha citato Zunno, Tordini, Musso, Stauciuc, Russo ed Energe. Il Crotone potrebbe comunque aggiungere un esterno mancino, mentre resta da valutare la situazione di Energe, per il quale esisterebbero alcune offerte. Il concetto fondamentale, però, è un altro: non ci sarà nessuna cessione se prima non sarà individuata una soluzione adeguata per sostituire il calciatore. È il principio che Vrenna ha ribadito più volte durante la conferenza.

Zunno non è sul mercato a qualsiasi prezzo

Sul caso Zunno il direttore generale è stato categorico. «A oggi Zunno non ha avuto offerte». Le voci, secondo Vrenna, sono rimaste tali. E anche qualora arrivasse una proposta, il Crotone non avrebbe alcuna intenzione di svendere il giocatore. Il riferimento è diretto: dopo una stagione da 10 gol e 6 assist, non sarebbe accettabile una proposta ritenuta irrisoria. Ma c’è un’altra condizione. Zunno potrebbe essere ceduto soltanto se il Crotone avesse la possibilità di trovare un sostituto all’altezza. Non avrebbe senso, nella visione societaria, incassare una cifra importante e poi ritrovarsi a spendere altrettanto per colmare il vuoto lasciato dall’esterno. «Se io non ho un sostituto, non lo vendo nemmeno per una cifra spropositata». Il messaggio è chiarissimo.

Anche Musso resta, salvo offerte importanti

Stesso discorso per Musso. Il Crotone aveva individuato alcuni giocatori da cedere nell’ottica di abbassare il monte ingaggi, ma non significa che tutti siano automaticamente sul mercato. La filosofia è quella di raggiungere un equilibrio economico senza smontare la squadra. Vrenna lo ha spiegato con una formula molto semplice: si vende per reinvestire, non per indebolire. E se la cessione di un giocatore non permette di costruire un sostituto adeguato, quella cessione può tranquillamente saltare.

Cinque uscite e il limite dei 34 giocatori

Il club si era dato un obiettivo numerico preciso: arrivare a una rosa di 34 giocatori. Cinque cessioni hanno permesso di raggiungere per tempo quel limite. Da questo momento, dunque, il mercato può essere gestito con maggiore libertà, ma sempre tenendo sotto controllo i numeri. È una delle parole più utilizzate da Vrenna: numeri. Salary cap, parte fissa degli ingaggi, variabili, commissioni, costi delle operazioni. La Serie C, secondo il direttore generale, obbliga ormai le società a lavorare con la calcolatrice in mano. E il Crotone non vuole uscire da quella logica.

Gomez, Gallo, Di Pasquale e gli altri: «Grazie a chi ha dato l’anima»

Vrenna ha parlato anche delle partenze già consumate. A partire da Guido Gomez, capitano e simbolo delle ultime stagioni, ceduto al Bari dopo quattro campionati in doppia cifra. Per il DG rossoblù non c’è rancore. Anzi. «Guido Gomez merita di giocare in Serie B». Lo stesso discorso vale per Gallo, Di Pasquale, Cocetta e gli altri calciatori che hanno lasciato Crotone. Vrenna racconta anche di giocatori che, al momento dell’addio, hanno pianto.

Un dettaglio che si inserisce perfettamente nel tema centrale della conferenza: l’attaccamento alla maglia non viene misurato soltanto dalle presenze, ma anche dal rapporto umano costruito con la città.

La linea verde non cambia

Il mercato rossoblù continuerà inoltre a seguire una precisa filosofia: giovani da valorizzare. Vrenna ha rivendicato di aver spinto personalmente in questa direzione, anche alla luce delle esperienze degli ultimi campionati. Meglio, secondo il DG, un giovane affamato che un calciatore considerato «di categoria» ma con un ingaggio elevato e senza la certezza di garantire rendimento. È una scelta che porta inevitabilmente anche a guardare all’estero. Vrenna ha citato il nuovo spagnolo Iker Torres e ha spiegato che il Crotone sta monitorando con attenzione anche il mercato straniero. L’obiettivo è trovare giocatori che vedano Crotone come una possibilità, non come un punto d’arrivo.

E il mercato potrebbe regalare ancora qualche sorpresa

Il Crotone, dunque, non ha ancora finito. La difesa è il reparto sul quale intervenire maggiormente. A centrocampo servono tre elementi. Sulla destra potrebbe arrivare un altro innesto. In attacco potrebbe essere aggiunto un esterno mancino. E resta aperta la situazione Energe. Sul fronte delle uscite, invece, tutto dipenderà dalle offerte. Zunno e Musso non sono considerati giocatori da accompagnare alla porta, ma davanti a una proposta importante ogni situazione verrà valutata. A una condizione: prima viene il Crotone.

È il principio che Vrenna ha ripetuto fino alla fine.

Non si vende per fare cassa e basta. Si vende quando l’operazione permette alla società di reinvestire e mantenere, o addirittura aumentare, la competitività della rosa. Il Crotone vuole arrivare alla fine del mercato con una squadra diversa da quella dello scorso anno, più giovane, più affamata e più funzionale alle idee di Greco. Non sarà una squadra costruita per fare proclami. Il primo obiettivo resta la salvezza, anche considerando i sei punti di penalizzazione. Ma Vrenna lascia aperta una porta alla storia. Perché, ricorda, il Crotone è già riuscito a fare miracoli partendo da squadre considerate inferiori. E se il calcio insegna qualcosa, è che non sempre il valore di una squadra si misura soltanto attraverso il costo della sua rosa. Il mercato, però, non è ancora finito. E per il Crotone, nelle prossime due settimane, c’è ancora parecchio lavoro da fare.




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 Raffaele Arcuri

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