Dalla Fortitudo Velletri al palcoscenico della Serie B, passando per il sogno di Trigoria, le difficoltà incontrate lungo il cammino e un cambio di ruolo inizialmente poco gradito, ma diventato la svolta della sua carriera. Bruno Verrengia ha iniziato lasciando subito il segno il suo secondo campionato consecutivo con la maglia del Catanzaro, segnando questa sera nella gara inaugurale della Serie B 2026-2027, disputata nella serata di venerdì 21 agosto allo stadio “Romeo Menti” di Vicenza.
Il difensore veliterno, schierato titolare dal tecnico Giorgio Gorgone nella retroguardia a tre completata da Matias Antonini e Marco Ruggero, ha realizzato al 51’ la rete del momentaneo 2-1 giallorosso. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da Petriccione, Antonini ha rimesso il pallone al centro e Verrengia si è fatto trovare pronto, superando il portiere avversario e facendo esplodere di gioia i sostenitori calabresi.
Il suo gol, tuttavia, non è bastato al Catanzaro per portare a casa punti. La formazione calabrese, passata due volte in vantaggio, è stata infatti sconfitta in rimonta per 3-2. D’Alessandro aveva sbloccato l’incontro al 17’, prima del pareggio di Cuomo al 39’. Nella ripresa Verrengia aveva riportato avanti i giallorossi, ma il Vicenza ha ribaltato tutto nel finale con Pietrelli all’80’ e Morra all’89’.
Al di là dell’amarezza per il risultato, per Verrengia resta la soddisfazione di aver cominciato la nuova stagione con una rete. Quello realizzato a Vicenza è il suo terzo gol in Serie B, dopo i due messi a segno durante il campionato 2025-2026 contro la Juve Stabia e il Bari.
Un bottino tutt’altro che trascurabile per un difensore che, nella passata stagione, aveva raccolto 15 presenze, 7 delle quali da titolare, per un totale di circa 650 minuti giocati. Numeri ai quali si aggiunge ora la fiducia dimostrata dal nuovo allenatore, che lo ha scelto dal primo minuto nella partita con cui si è aperto il campionato cadetto.
Dietro al gol segnato al “Menti” c’è però una storia che Castelli Notizie aveva avuto il piacere di raccontare nel giugno 2025, quando Bruno Verrengia è stato ospite nella nostra redazione della trasmissione “A Tu per Tu”, curata e condotta da Tiziana Mammucari, in collaborazione con Web Tv 55.
In quell’occasione il giovane calciatore aveva ripercorso con sincerità il proprio cammino, dagli inizi sui campi di Velletri fino all’allora imminente salto in Serie B con il Catanzaro. Parole che, rilette oggi, rendono ancora più significativo il gol segnato nella prima giornata del nuovo campionato.
Nato il 22 settembre 2003, Verrengia ha ereditato dal padre la passione per il pallone. Da bambino provò anche nuoto, judo e tennis, ma il calcio rappresentava per lui qualcosa di diverso.
«La mia scelta è sempre stata il calcio, fin da piccolo – aveva raccontato –. Papà ha questa grande passione e ha giocato a calcio, quindi me l’ha trasmessa fin da subito. Ho provato anche altri sport, ma il calcio l’ho sempre praticato con un’altra passione e un’altra testa».
I primi passi arrivarono nella Fortitudo Velletri, prima del successivo approdo alla Tor Tre Teste, una delle realtà più importanti del calcio giovanile romano. Proprio durante quell’esperienza, dopo essere entrato anche nelle rappresentative regionale e nazionale, arrivò la chiamata destinata a cambiare il suo percorso.
Era il periodo del lockdown quando sul suo telefono comparve un messaggio di Morgan De Sanctis, allora dirigente del settore giovanile della Roma, che chiedeva di parlare con i suoi genitori. Per Bruno, romanista fin da bambino, entrare a Trigoria rappresentò la realizzazione di un sogno.
«Quando sono andato alla Roma è stato veramente l’avverarsi di un sogno – raccontò ai microfoni di “A Tu per Tu” –. Trovarmi a Trigoria, in quel posto che avevo sempre sognato, è stato qualcosa di unico. La Roma è nel mio cuore».
I due anni trascorsi nel settore giovanile giallorosso sono stati fondamentali per la sua crescita, ma non sempre semplici. «C’erano altri giocatori che in quel momento erano più pronti di me e un passo avanti. A volte non trovavo spazio neanche negli allenamenti, perché eravamo tanti, e dovevo correre intorno al campo. Non è stato facile, ma quei momenti mi hanno formato».
Terminato il percorso nelle giovanili della Roma, Verrengia ha accettato di mettersi alla prova durante il ritiro della prima squadra del Potenza. Arrivato in Basilicata quasi da sconosciuto, ha affrontato per la prima volta la lontananza da casa e il grande salto dal calcio giovanile a quello professionistico.
«Il primo mese di ritiro è stato terribile – ammise durante l’intervista –. Era la mia prima esperienza fuori casa e non è stato semplice. Il salto dalla Primavera ai professionisti è gigantesco e sono pochi quelli che riescono a compierlo».
E’ stato proprio a Potenza, però, che è avvenuta la svolta più importante della sua giovane carriera. Verrengia è infatti cresciuto come centrocampista e mediano davanti alla difesa, ma la sua struttura fisica ha spinto l’allenatore a trasformarlo in difensore centrale. Una decisione che inizialmente non aveva accolto con entusiasmo.
«Ero anche arrabbiato – ha ricordato sorridendo –. Dicevo a papà: “Perché mi mettono dietro? Io non voglio giocare in difesa, non è il mio ruolo”. Alla fine, invece, è stata la mia fortuna più grande. Quel cambio di ruolo mi ha svoltato la carriera».
Una confessione che oggi assume un significato ancora più particolare: proprio da difensore, nel ruolo che inizialmente non voleva ricoprire, Verrengia ha trovato la sua strada nel calcio professionistico ed è arrivato a segnare 3 reti in Serie B.
A Potenza dopo i primi mesi di ambientamento è riuscito progressivamente a conquistare la fiducia dell’ambiente e uno spazio sempre più importante.
«Ero quasi un bambino che si era ritrovato lì e sono ripartito da zero. All’inizio non sapevano forse neanche quale fosse il mio ruolo. Poi, con il tempo, ho fatto parlare il campo. Ed è stato il campo a portarmi dove sono ora».
Con il Potenza ha disputato tre stagioni tra i professionisti, collezionando oltre 80 presenze e imponendosi come uno dei giovani difensori più interessanti della Serie C. Nel febbraio 2025 è stato acquistato dal Catanzaro, che lo ha lasciato in prestito alla società lucana fino alla conclusione della stagione.
Nell’estate successiva ha così raggiunto la Calabria, affrontando il primo campionato della sua carriera in Serie B. Pur non essendo sempre titolare, ha saputo sfruttare le opportunità ricevute, chiudendo la stagione con 15 presenze e 2 reti. Il suo percorso con il Catanzaro è proseguito anche nei playoff e ora è ripartito con una fiducia ancora maggiore e un contratto che lo lega alla società giallorossa fino al 2028.
Accanto al calcio, Verrengia ha scelto di portare avanti anche gli studi universitari in Economia, convinto dell’importanza di costruire una formazione e una dimensione personale al di fuori del campo.
«È importante avere una vita al di fuori del calcio e riuscire a riempire le giornate. Lo studio è importante, così come lo è stare con i compagni e creare il giusto feeling nel gruppo. Bisogna anche saper staccare dal campo e dal campionato, perché restare concentrati sugli obiettivi tutte le settimane è mentalmente impegnativo».
Il suo passato da centrocampista si riflette ancora oggi nel modo di interpretare il ruolo. Da ragazzo ammirava Andrea Pirlo e Sergio Busquets, mentre dopo il passaggio in difesa ha cominciato a osservare con attenzione campioni come Giorgio Chiellini e Sergio Ramos. Il riferimento più vicino alle sue caratteristiche è però Alessandro Bastoni, difensore mancino interista, capace di contribuire anche alla costruzione del gioco.
Più dei modelli calcistici, tuttavia, a raccontare Bruno Verrengia è la frase che lo ha accompagnato nei passaggi meno semplici della sua carriera. Nel giugno 2025, durante l’intervista realizzata con Tiziana Mammucari, ha voluto rivolgersi soprattutto ai bambini e agli adolescenti che sognano di diventare calciatori: «In qualsiasi situazione vi troviate e in qualsiasi contesto vi troviate, non mollate mai. Credete in voi, nelle vostre potenzialità e soprattutto nel lavoro, perché il lavoro vi porterà verso gli obiettivi che desiderate».
Poco più di un anno dopo, quel ragazzo partito dai campi di Velletri ha cominciato il suo secondo campionato di Serie B con un gol. Una rete che non è bastata a evitare la sconfitta del Catanzaro, beffato nel finale dal Vicenza, ma che rappresenta un’altra tappa importante di un percorso costruito con pazienza, sacrificio e perseveranza. Non inizio fortunato per i calabresi, che il giorno di Ferragosto, riacciuffati anche in quell’occasione in extremis, sono stati eliminati dalla Coppa Italia perdendo in finale ai calci di rigore contro il Sud Tirol.
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Daniel Lestini
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