E’ stato pubblicato il romanzo “Cani gialli del sud” di Paola Venezia. Di seguito i particolari.
“Cani gialli del sud” è un romanzo corale ambientato a Matera, nel quale storie diverse finiscono per incontrarsi, intrecciarsi e modificarsi reciprocamente.
Il principale crocevia narrativo è il ProntoHub, un call center immaginario, grande agenzia di servizi e assistenza clienti specializzata nel problem solving. Non è soltanto un luogo di lavoro, ma una porta attraverso cui entrano ed escono continuamente vite, parole e storie.
Clienti, imprenditori, operatori telefonici, responsabili, dirigenti, sindacalisti, familiari e amici, ciascuno con la propria storia, diventano così protagonisti dello stesso racconto. Persone comunemente straordinarie.
La trama
La storia entra nel vivo con una di quelle infinite feste di matrimonio tipiche del Sud Italia, che riunisce molti dei personaggi e apre progressivamente le porte della comunità del ProntoHub e del mondo che le ruota intorno.
Da lì il romanzo procede quasi per sipari che si aprono l’uno dentro l’altro: una storia conduce a un’altra, un personaggio introduce una famiglia, una telefonata porta altrove, un incontro apre una nuova situazione.
Il racconto attraversa case, luoghi di lavoro e di ritrovo, più città, più regioni, più dialetti e diverse realtà sociali, proprio come accade nella vita.
Occasioni gioiose e momenti di festa convivono con preoccupazioni ed eventi dolorosi, mentre i personaggi acquistano progressivamente voce, carattere e familiarità, fino a diventare quasi immaginabili dal lettore.
Anche il lavoro attraversa inevitabilmente queste vite. Una crisi aziendale, aggravata dalle pressioni del mercato e dalla perdita di alcune commesse, porta con sé la paura dei licenziamenti e mette lavoratori, responsabili, imprenditori e sindacalisti davanti all’inevitabile conflitto tra ruoli, interessi e scelte.
Sarà poi la vita stessa, con i suoi imprevisti, a rimettere in discussione distanze e posizioni.
Perché il lavoro è una parte importante dell’esistenza dei protagonisti, ma non è mai tutta la loro vita.
Matera: la città dietro l’immagine
Matera non è soltanto lo sfondo del romanzo.
La città millenaria, conosciuta nel mondo per la sua storia, i Sassi e la straordinaria forza del suo paesaggio, viene osservata anche nella sua dimensione quotidiana e contemporanea: quella di chi lavora, parte, ritorna, costruisce relazioni e attraversa i cambiamenti della vita.
Vivere in una città di provincia non significa vivere una vita abitudinaria. Può esserlo talvolta il tessuto sociale; non lo sono mai le vite delle persone.
Un romanzo di verità
I personaggi e gli intrecci appartengono alla fantasia dell’autrice. Il mondo nel quale si muovono nasce però da molti anni di esperienza lavorativa nell’assistenza clienti, da esperienze di vita dirette e indirette, racconti ascoltati, osservazione e ricerca, oltre che da studi universitari sull’evoluzione delle tradizioni popolari mai dimenticati.
Da qui nasce una narrativa fatta di istantanee della quotidianità, passando agevolmente dal serio al comico fino al grottesco.
La scrittura rimane volutamente semplice e diretta: in un romanzo con tante voci e tanti personaggi, l’obiettivo è alleggerire il racconto e lasciare spazio alla vita.
“Cani gialli del sud” aspira così a essere un romanzo di verità pur restando un romanzo di fantasia: non perché racconti persone reali, ma perché cerca la verità dei comportamenti, delle relazioni, delle contraddizioni e delle emozioni umane.
Non siamo individui isolati
I call center si prestano naturalmente al racconto corale: ogni giorno centinaia di persone si alternano nelle stesse postazioni, ascoltano frammenti delle vite dei clienti e condividono turni, problemi, successi e insoddisfazioni.
Da questa quotidianità nascono relazioni, conflitti, solidarietà e un senso di comunità che spesso continua fuori dal lavoro.
Ed è qui che si inserisce una delle idee del romanzo: la società contemporanea tende a misurare tempi, risultati, produttività e profitto, ma una persona non può essere ridotta a una funzione o a un algoritmo.
La vita conserva sempre una parte imprevedibile, capace di cambiare un percorso che sembrava già stabilito.
I cani gialli
E poi ci sono loro, quelli che danno il titolo al romanzo.
I cani gialli del Sud esistono realmente, pur non costituendo una razza riconosciuta. Sono meticci diffusi soprattutto nel Mezzogiorno, spesso dal mantello color miele, che incontriamo nelle campagne o nei rifugi, capaci di adattarsi, resistere e scegliere di andare avanti.
Frutto di generazioni di incroci, sono un “mix di mix”, apparentemente simili eppure tutti differenti.
Nel romanzo accompagnano le vite dei personaggi e finiscono quasi naturalmente per richiamare proprio le persone che compongono quella comunità: anch’esse difficili da racchiudere in categorie, risultato degli incontri, delle esperienze e di tutto ciò che la vita ha mescolato.
Perché dietro un operatore, un responsabile, un sindacalista, un imprenditore o la voce sconosciuta di un cliente, prima di ogni ruolo c’è una persona. E dietro ogni persona c’è una storia da leggere.
Il libro sarà presentato giovedì 27 agosto 2026 alle ore 19,30 al Birfoot in via Marconi a Matera.
Anche la scelta di presentare il romanzo in una birreria nasce dal desiderio di riportarlo, per una sera, dentro uno dei luoghi reali della socialità contemporanea.
I luoghi del dopolavoro sono sempre esistiti. Un tempo erano spesso la cantina, il circolo o il ciddaro, ambienti prevalentemente maschili. Oggi quella socialità è anche femminile e ha trovato nuovi spazi: bar, palestre, pub e birrerie.
Sono cambiati i luoghi, non il bisogno di incontrarsi.
Come nel romanzo i protagonisti continuano a frequentarsi anche fuori dall’ambiente lavorativo, così nella realtà cittadina colleghi e amici si ritrovano dopo il turno.
Il Birfoot è inoltre una giovane realtà imprenditoriale, guidata da giovani soci che conoscono le difficoltà del fare impresa, ma anche l’esperienza diretta del lavoro dipendente.
Per questo la presentazione in birreria compie quasi il percorso reale di un romanzo di fantasia: un libro nato dall’osservazione della realtà torna, per una sera, dentro uno dei luoghi reali della socialità che racconta.
Anche le rappresentazioni grafiche dei personaggi e le magliette ispirate alle loro battute e alle situazioni del romanzo seguono la stessa idea: far uscire idealmente, per qualche ora, quel mondo dalle pagine e portarlo dentro la festa.
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