Al 17 agosto le pratiche di ricostruzione privata arrivate a conclusione avevano raggiunto l’87,30%. Un dato che si accompagna, grazia alla progressiva semplificazione delle procedure e alle ordinanze speciali approvate nel corso degli ultimi anni, a una decisa accelerazione della ricostruzione pubblica.
È quanto emerge dai dati dell’USR e da quelli degli uffici del Comune di Teramo, che evidenziano un importante passo avanti, a dieci anni dal sisma, soprattutto per quel che concerne le opere di cui il Comune è soggetto attuatore .
Numeri che secondo il primo cittadino Gianguido D’Alberto evidenziano “ancora una volta, come grazie al lavoro dei commissari che si sono succeduti, che ringraziamo per la sinergia e per l’attenzione ai territori, e all’impegno quotidiano dell’Usr e degli uffici comunali, la ricostruzione sia entrata oggi in una nuova e decisiva fase. A partire dall’ordinanza 100 sono stati compiuti progressi importanti e oggi la nostra città, così come l’intero cratere sismico, vede finalmente la luce. Resta la criticità della ricostruzione dell’edilizia residenziale pubblica, di competenza dell’ATER, anche per i danni lievi, che ha inciso e continua a incidere anche sul contributo di autonoma sistemazione, oggi sostituito dal contributo per il disagio abitativo. Prendiamo atto che dopo la presentazione, a marzo del cronoprogramma, anche l’ATER sia entrato nella fase operativa e ci auguriamo che le famiglie interessate possano rientrare quanto prima nelle proprie abitazioni”.
Nello specifico al 17 agosto, secondo i dati dell’Usr, a Teramo città su 866 pratiche di ricostruzione presentate ne sono arrivate a conclusione 756, con 536 decreti di concessione contributi emessi per un totale di 272.249.709, 72 euro concessi e 197.959.480,18 euro ad oggi liquidati.
Del totale delle richieste presentate, in particolare, 802 riguardano l’edilizia residenziale (di cui 426 per danni lievi e 376 per danni gravi). Di queste, 705 sono quelle arrivate a conclusione, di cui 509 con decreti di concessione emessi (di cui 305 per danni lievi e 204 per danni gravi) per un totale di 258.910.972 euro concessi e 186.394.681,34 euro ad oggi liquidati.
Per quanto riguarda invece le attività produttive, le pratiche inoltrate sono state in totale 64, di cui 18 per anni lievi e 46 per danni gravi. Di queste ne sono arrivate a conclusione 51 (la totalità dei danni lievi e 33 per danni gravi), con 27 decreti di concessione contributi emessi, per un totale di 13.428.644,51 euro concessi e 11.474.891,7 euro ad oggi liquidati.
Di fatto, al 17 agosto, le pratiche ancora in istruttoria erano in totale 110 (salvo quelle che potrebbero arrivare entro la fine dell’anno, in coincidenza con la scadenza per la presentazione delle domande), la maggior parte delle quali rimaste ferme per la scadenza del superbonus e che gli uffici dell’USR stanno istruendo con il contributo aggiuntivo previsto dalla nuova ordinanza 273.
Dati importanti, che vanno di pari passo con l’accelerazione della ricostruzione pubblica.
Il Comune di Teramo è, come ente attuatore, quello che gestisce la quota più ampia di interventi e di valore economico rispetto al totale delle opere di ricostruzione che interessano il territorio comunale ed è, ad oggi, quello che registra la più alta percentuale di avanzamento sul totale degli interventi.
Su 57 interventi di sua competenza (compresi dieci interventi finanziati a valere sul PNC, il fondo complementare al PNRR dedicato ai comuni del cratere sismico, quasi tutti arrivati a compimento) e un importo di lavori programmato pari a 104.596.257, il Comune di Teramo ha registrato soprattutto nell’ultimo anno una decisa accelerazione nell’avanzamento degli interventi, con l’avvio di diversi cantieri e molte opere in fase di aggiudicazione lavori.
“A dispetto della narrazione che qualcuno vorrebbe portare avanti di una ricostruzione ferma, la ricostruzione a Teramo, dopo anni in cui siamo stati costretti ad affrontare una situazione straordinaria con strumenti ordinari, è partita e sta procedendo, in particolare per quel che concerne gli interventi di cui è ente attuatore il Comune. Restano, certamente, alcune difficoltà legate alla complessità di opere che in molti casi insistono su edifici vincolati e rispetto ai quali è necessario un lavoro particolarmente complesso di progettazione che necessiterebbe anche di una maggiore collaborazione da parte di tutti gli enti competenti – sottolinea il primo cittadino – in ogni caso oggi la maggior parte degli interventi è in una fase avanzata. Penso ai progetti PNC, quasi tutti conclusi, penso alla ex Fornaci Cona, costruita in tempi record e che adesso vedrà anche la realizzazione di un secondo lotto e alla Savini, che abbiamo scelto di riportare in centro, penso agli interventi di risanamento e recupero funzionale dei cimiteri, molti dei quali con i lavori in corso. Certo c’è ancora molto da fare, in quanto per anni la ricostruzione non è partita per l’assenza di adeguati strumenti normativi. Ma adesso stiamo vivendo una nuova e decisiva fase che guarda al presente e al futuro dei nostri territori. La semplificazione amministrativa portata avanti dall’ex commissario Legnini prima e dal commissario Castelli poi e l’esperienza del PNRR ci hanno insegnato che quando si danno ai Comuni gli strumenti per operare le opere vengono realizzate. Bisogna proseguire su questa strada”.
“Sulle scuole oggi abbiamo un cronoprogramma chiaro e che sta andando avanti con l’obiettivo di restituire alla nostra città istituti sicuri e rispondenti alle nuove esigenze didattiche – commenta l’assessore ai Lavori Pubblici Marco Di Marcantonio – un cronoprogramma che tiene conto dell’esigenza di garantire la continuità didattica durante i lavori e che ci consentirà di riportare le scuole in centro, rivitalizzando il centro storico e andando incontro alle esigenze della comunità scolastica e di tutta la città”.
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Redazione CityrumorsAbruzzo
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