D’Amico International Shipping chiude molto bene la seduta di venerdì, terminando a 7,57 euro con un rialzo del 3,98%, dopo essersi mossa tra 7,215 e 7,63 euro.
A sostenere il titolo contribuiscono fondamentali operativi molto solidi, un mercato dei product tanker che continua a beneficiare delle tensioni geopolitiche e una struttura finanziaria che ha ormai raggiunto una posizione di cassa netta.
A questo si aggiunge l’acquisto della MT High Discovery, operazione attesa, ma realizzata a condizioni particolarmente favorevoli.
High Discovery: una nave da oltre 30 milioni acquistata per 15,3 milioni
D’Amico ha esercitato l’opzione di acquisto sulla MT High Discovery, product tanker ECO già utilizzata dal gruppo attraverso un contratto bareboat. Il prezzo è pari a 15,3 milioni di dollari e appare particolarmente conveniente se confrontato con le attuali valutazioni del mercato secondario.
Secondo le stime di Equita, una nave MR di dieci anni vale oggi circa 38 milioni di dollari, mentre una di quindici anni circa 26 milioni. Per una nave di circa dodici anni come High Discovery è quindi ragionevole ipotizzare una valutazione nell’ordine di 31-33 milioni di dollari.
D’Amico la acquista dunque con uno sconto superiore al 50% rispetto al valore di mercato, con un potenziale incremento del NAV nell’ordine di 16-18 milioni di dollari prima di eventuali aggiustamenti.
L’effetto economico dell’operazione va però oltre il semplice valore patrimoniale: eliminando il relativo bareboat lease, D’Amico riduce anche il cash breakeven futuro della flotta. Dopo l’operazione il numero complessivo delle navi rimarrà invariato a 28 unità, ma quelle direttamente possedute saliranno da 26 a 27, lasciando una sola nave in bareboat.
Un secondo trimestre particolarmente forte
La decisione arriva dopo risultati del secondo trimestre 2026 di D’amico superiori alle attese.
L’EBITDA ha superato di circa il 10% le previsioni di Equita, mentre la posizione finanziaria netta è passata nel trimestre a una cassa netta di 19 milioni di dollari, contro i 12 milioni stimati dagli analisti. Una parte della sorpresa positiva deriva dalla plusvalenza di circa 4,3 milioni di dollari ottenuta dalla vendita della High Seas, ma anche eliminando questa componente straordinaria la performance operativa rimane molto robusta.
Il dato che meglio sintetizza il trimestre è probabilmente quello dei noli. D’Amico ha realizzato un TCE spot medio di 57.500 dollari al giorno, il valore più elevato mai registrato nella storia della società.
È anche una dimostrazione dell’elevata leva operativa del gruppo: quando i noli aumentano, una parte molto significativa dei maggiori ricavi si trasferisce sulla redditività e sulla generazione di cassa.
Hormuz ha spinto i noli fino a 70-80.000 dollari al giorno
Il secondo trimestre è stato però caratterizzato da una volatilità eccezionale. Tra fine marzo e aprile, la disruption dei flussi provenienti dal Medio Oriente aveva portato i noli fino a 70-80.000 dollari al giorno.
La successiva parziale riapertura dello Stretto di Hormuz ha provocato una normalizzazione delle tariffe, che rimangono tuttavia elevate rispetto alle medie storiche.
L’inizio del terzo trimestre conferma questa situazione.
D’Amico ha fissato noli intorno ai 31.000 dollari al giorno, mentre i contratti time charter a un anno si collocano attorno a 27.500 dollari.
Sono valori molto inferiori ai picchi del secondo trimestre, ma ancora sufficientemente elevati da garantire una buona redditività e una significativa generazione di cassa.
Geopolitica ancora favorevole ai product tanker
Il management mantiene infatti una valutazione costruttiva sul mercato.
A sostenere i noli concorrono diversi fattori: margini di raffinazione elevati, minori esportazioni russe di diesel, inefficienze nelle rotte commerciali e tensioni nello Stretto di Hormuz e nel Bab el-Mandeb.
La geopolitica tende ad aumentare le distanze percorse dalle navi e a ridurre di fatto l’offerta disponibile di capacità di trasporto.
A questo elemento congiunturale se ne aggiunge uno strutturale: l’invecchiamento della flotta mondiale dei product tanker. Un’età media crescente, accompagnata da vincoli sulla capacità cantieristica e da un orderbook che deve essere confrontato con il numero di navi destinate progressivamente alla demolizione, continua a rappresentare uno dei principali elementi a sostegno del settore.
NAV salito a 1,3 miliardi di dollari
La combinazione tra noli elevati, riduzione del debito e valore della flotta ha portato il NAV di D’Amico a circa 1,3 miliardi di dollari a fine giugno, rispetto agli 1,2 miliardi del trimestre precedente.
È proprio il NAV uno dei punti centrali della valutazione di Equita.
La SIM mantiene la raccomandazione Buy e il target price di 8,80 euro, ottenuto applicando uno sconto del 10% al NAV.
Rispetto alla chiusura di venerdì a 7,57 euro, il target implica un potenziale teorico di apprezzamento di circa il 16%.
Equita mantiene inoltre invariate le stime 2026-2027, costruite su un’ipotesi relativamente prudente di noli spot intorno ai 30.000 dollari al giorno nel secondo semestre.
Ed è proprio qui che potrebbe trovarsi l’eventuale ulteriore catalizzatore: se i noli dovessero rimanere significativamente sopra questa soglia, si aprirebbe spazio per revisioni al rialzo delle stime.
Anche Intesa porta il target a 8,80 euro
Positiva anche Intesa Sanpaolo, che ha aumentato il prezzo obiettivo da 7,70 a 8,80 euro, confermando il giudizio Buy. Gli analisti definiscono forti i risultati del secondo trimestre e, pur riconoscendo l’elevata volatilità dei noli, mantengono una valutazione costruttiva sulle prospettive del gruppo per la seconda parte dell’anno.
Il quadro che emerge è quindi piuttosto particolare: dopo un trimestre eccezionale, D’Amico non ha bisogno che i noli rimangano sui picchi di 70-80.000 dollari per continuare a produrre risultati interessanti.
La vera discriminante sarà capire dove si stabilizzeranno le tariffe dopo la normalizzazione seguita alla crisi di Hormuz.
Con una posizione finanziaria ormai in cassa netta, un NAV in crescita e 27 delle 28 navi direttamente possedute, il gruppo entra nella seconda parte del 2026 con una struttura patrimoniale decisamente più forte rispetto al passato.
Analisi tecnica: D’Amico prova a completare una flag rialzista
Anche il quadro tecnico di D’Amico International Shipping sta diventando interessante. Il titolo, dopo il massimo di maggio in area 9,20 euro, ha sviluppato una fase correttiva ordinata all’interno di un canale discendente, delimitato dalle due trendline evidenziate nel grafico.
La seduta di venerdì, chiusa a 7,57 euro (+3,98%) e praticamente sui massimi giornalieri di 7,63 euro, porta adesso i prezzi a contatto con il lato superiore del canale, che transita indicativamente nell’area 7,50-7,60 euro.
È questo il livello tecnico da seguire con maggiore attenzione. Una rottura netta e confermata in chiusura del lato superiore del canale, possibilmente accompagnata da un aumento dei volumi, cambierebbe infatti la lettura della correzione sviluppatasi dal massimo di maggio.
Il movimento potrebbe essere interpretato come una flag di continuazione rialzista, cioè una pausa correttiva all’interno del trend ascendente di più lungo periodo.
In questo scenario, il primo ostacolo sarebbe rappresentato dall’area 7,90-8,00 euro. Il suo superamento potrebbe favorire un’estensione verso 8,40-8,50 euro e successivamente riportare nel mirino il massimo di maggio in area 9,20 euro.
Quest’ultimo assumerebbe particolare importanza perché rappresenterebbe anche il riferimento naturale per valutare l’eventuale completamento dell’intera figura. Il quadro di fondo rimane inoltre sostenuto dalla media mobile esponenziale a 200 giorni, ancora crescente e attualmente in area 6,75-6,80 euro. La correzione di fine giugno si era arrestata proprio in prossimità di questa media, seguita da un nuovo recupero delle quotazioni.
Nel brevissimo periodo, quindi, 7,50-7,60 euro rappresenta lo spartiacque: sopra quest’area aumenterebbero sensibilmente le probabilità che il canale ribassista degli ultimi tre mesi sia stato soltanto una grande flag. Al contrario, un nuovo rifiuto della trendline superiore lascerebbe il titolo ancora all’interno della struttura correttiva, con primi sostegni nell’area 7,20-7,00 euro e, più sotto, sulla EMA200.
La lettura tecnica trova peraltro un contesto fondamentale favorevole: la società ha recentemente esercitato l’opzione per acquistare la MT High Discovery per circa 15,3 milioni di dollari, con acquisizione della proprietà prevista a inizio novembre.
In sintesi, D’Amico è arrivata a un passaggio tecnico importante: non basta più avvicinarsi alla trendline, serve il breakout. Se arriverà una conferma sopra 7,50-7,60 euro, la flag rialzista acquisterebbe credibilità e il mercato potrebbe tornare progressivamente a guardare verso i massimi di maggio.
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