«Il comitato Fare Bene a Grottaferrata esprime profonda rabbia e sconcerto per i recenti incendi che hanno sfregiato il Parco Archeologico e Naturale del Tuscolo. Quello a cui abbiamo assistito non è solo un disastro ambientale, ma l’esito drammaticamente prevedibile di anni di miopia politica e amministrativa.
Raccogliamo e facciamo nostra l’indignazione di tanti cittadini che ci hanno contattato, molti dei quali vivono quotidianamente il Tuscolo. Come giustamente denunciato anche sui social network, prima ancora che i roghi — verosimilmente innescati dalla mano criminale dei piromani — devastassero l’area, la collina versava in uno stato di grave degrado. Riteniamo politicamente inammissibile l’inerzia delle amministrazioni e degli enti preposti. La Comunità Montana in primis, che ricordiamo essere proprietaria di gran parte della superficie e ha in gestione la restante parte, insieme ai Comuni del territorio, ha dimostrato una preoccupante carenza di programmazione preventiva. I comuni interessati Monte Porzio, Frascati, Grottaferrata e Rocca Priora insieme al Parco dei Castelli Romani non sembrano affatto interessati a quella che potrebbe realmente divenire una attrazione turistica di livello internazionale. Va fatta una seria riflessione sull’incapacità di gestire ciò che abbiamo la fortuna di avere nel nostro territorio, torneremo a breve sulla questione.
Lasciare il Tuscolo all’incuria significa servire un innesco perfetto ai malintenzionati. Tutto ciò si traduce in rischi gravissimi per l’incolumità pubblica, per i visitatori, per le abitazioni limitrofe e in un salasso economico per la collettività. Ogni intervento di emergenza costa migliaia di euro l’ora: risorse pubbliche letteralmente andate in fumo, che sarebbero state più che sufficienti per finanziare una tempestiva ed efficiente manutenzione preventiva.
La politica locale e sovracomunale si è dimostrata, ancora una volta visti i risultati, drammaticamente incapace e inconcludente. Assistiamo all’ennesima passerella di amministratori che mostrano uno sdegno di facciata a disastro avvenuto, senza mai aver varato un provvedimento concreto o proposto un’idea innovativa per mettere in sicurezza il territorio. Chi ci governa ha fallito, abdicando al proprio ruolo e nascondendo la colpevole inazione dietro la comoda scusa della fatalità o dell’emergenza. I cittadini sono stanchi di una classe dirigente inerte, che non ha visione, non previene e si limita rassegnata a fare la conta dei danni.
Per Fare Bene a Grottaferrata la fase dell’emergenza e delle sterili lamentele deve finire. Ispirandoci concretamente alle migliori pratiche nazionali, europee e integrando le più recenti tecnologie di settore, proponiamo formalmente l’adozione di un “Piano Salva-Tuscolo” basato su cinque pilastri strategici:
- Gestione Forestale Attiva e Silvopastoralismo: Non basta tagliare l’erba. Proponiamo l’implementazione di fasce tampone (firebreaks) con specie arboree a bassa infiammabilità nei punti critici. Prendendo spunto dalle esperienze di successo, chiediamo di incentivare il pascolo controllato (silvopastoralismo) nei mesi primaverili: le greggi fungono da “decespugliatori naturali”, riducendo drasticamente il carico di biomassa secca senza costi esorbitanti per l’ente pubblico.
- Scudo Tecnologico “Smart Forest” e Modello Sensoriale: L’impiego di sole fototrappole è ormai superato. Chiediamo di installare sia telecamere evolute dislocate intelligentemente per individuare i piromani con alert efficaci e tempestivi (ovviamente collegate con la Polizia Locale), sia sensori IoT nel sottobosco per monitorare costantemente l’umidità del suolo e il rischio di innesco. A questo va affiancata l’integrazione dei dati satellitari (es. piattaforme come EOSIAL) e un pattugliamento preventivo con droni dotati di termocamere nei giorni di allerta meteo.
- Dotazione di Nuove Tecnologie di Intervento: In fase di prima risposta, occorre supportare la Protezione Civile e i Vigili del Fuoco promuovendo l’uso di strumentazioni all’avanguardia, come ad esempio le moderne turbine antincendio nebulizzatrici, in grado di abbattere rapidamente le temperature, e schiume protettive ecocompatibili per mettere in sicurezza le abitazioni a ridosso dell’area prima dell’arrivo del fronte di fiamma. Ma anche c’è la necessità di automezzi per la Protezione Civile che siano davvero efficienti e sicuri per gli operatori.
- Tutela Integrata Archeologia-Natura (Buffer Zone): L’area degli scavi archeologici di Tusculum deve essere protetta da una zona cuscinetto permanente, rigorosamente priva di vegetazione infestante e infiammabile. I sentieri che portano ai reperti devono essere mantenuti larghi e puliti per fungere da barriere naturali contro il fuoco, garantendo al contempo percorsi di fuga sicuri.
- Governance Partecipata e “Contratto per Tusculum”: Abbiamo ormai compreso che le istituzioni non possono fare da sole. Chiediamo l’istituzione immediata di un patto di collaborazione che coinvolga formalmente Comuni, Forze dell’Ordine, Protezione Civile, associazioni ambientaliste, gruppi archeologici, runner e ciclisti del Tuscolo in un sistema di “sentinelle attive”.
Teniamo a precisare che i costi di un “Piano Salva-Tuscolo” non sono assolutamente proibitivi, visto il modo in cui i comuni utilizzano maldestramente le proprie risorse economiche.
Come Fare Bene a Grottaferrata chiediamo la convocazione urgente, da parte di un soggetto istituzionale che vogliamo definire “volenteroso”, di un tavolo interistituzionale che coinvolga i cittadini.
Il tempo delle scuse è scaduto: o si attua subito un piano di prevenzione strutturata, o saremo condannati, tra un anno – e solo se ci dirà ancora bene evitando conseguenze su vite umane – a contare di nuovo i danni tra le ceneri della nostra storia e della nostra terra.
Siamo e restiamo attenti alla gestione della cosa pubblica».
Fare Bene a Grottaferrata
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Daniel Lestini
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