12^ edizione Notte bianca del libro e delle idee Festival, bilancio e ringraziamenti di Paolo Albano. Di seguito la nota integrale.
La cronaca del grazie che si allunga.
“ Mi sono imbattuto in un’ora nella quale le parole hanno sorretto il mio viso con le mani”
Finalmente mi sono venuto incontro a ritroso per fare il resoconto del grazie. Altrimenti mi mancherà la forza di avviare nuovi passi per una strada che apriremo tra qualche giorno.
E comincio dalle parole di questa dodicesima edizione, si dodicesima.
Ayekha? “Dove sei?”. E’ Dio che cerca Adamo che si è nascosto dopo aver assaggiato il frutto proibito. E’ l’insopportabile domanda iena di vita che l’uomo e Dio si lanciano a vicenda l’uno in cerca dell’altro, quando tutto sembra negare il bene, quando l’uomo si nasconde dietro l’indifferenza e esaurisce le sue energie solo per i suoi calcoli. “Dove sei? O mio Dio dove sei? Quando, o Signore, al sicuro mi farai riposare?” Quando, anche spogliato di tutto, non perderò la speranza perché mi ricorderò che tu mi hai fatto nascere con un dono che, piccolo o grande che sia, ho il dovere di spendere e di non stiparlo mai sotto terra. E la cultura che fa? Mi fa capire dove sono e che devo fare.
Accorgersi
Quando “mi accorgerò?” Quante volte non mi accorgo che qualcosa mi sta accadendo attorno e mi chiede di mettersi al primo posto tra le mie urgenze. Ma io…me ne accorgo troppo tardi. E così “La prossima volta me ne accorgerò” mi dico incurante. E la cultura che può fare? Mi mette accanto qualcuno o parole che mi faranno accorgere. Finalmente.
Il ritmo. Per accorgersi ci vuole il ritmo che come il respiro ogni giorno tenta di conciliarsi con quello della vita collettiva. In fondo ritmo vuol dire ritardo, quell’ inciampo in cui “entriamo” spesso. Ma non è un tremendo accidente ma una divinità tutelare, un demone fastidioso e insieme sapiente che restituisce tempo: perduto, ritrovato, salvato che riporta a quel ritmo interiore né da tenere né da perdere, ma da trovare. Vale per il Sud, quel territorio stupefacente al centro del Mediterraneo, la madre di tutte le civiltà. Davanti a questa terra-madre è tempo di capire che l’armonia, la creatività e la presenza sono i valori che fanno l’Italia e la Basilicata, simbolo di bellezza compiuta e differente.
E le mani? O conducono per mano o non sono mani. Quando le mani lasceranno le tasche, taglieranno l’aria che si è fermata, accompagneranno sorridenti un atto di fede, raduneranno altre mani, altre teste, altri cuori. Finalmente si terranno per mano e faranno e racconteranno. Le mani è calmare, consolare, risollevare, accarezzare, asciugare lacrime, sorreggere, farsi sottobraccio, inzuppare il pane, alzare un bicchiere per un brindisi, aprire la porta ad una signora, realizzare un’idea. E la cultura che fa? Rivolge pensieri che le mani ragazze (compiono dodici anni) del Festival della notte bianca del libro e delle idee hanno preso l’impegno di narrare con furore. Gli stessi pensieri che Peppino Appella ci ha insegnato a dire senza risparmio dalle Giornate della Cultura di Castronuovo S. Andrea. Lì c’è stato sempre Mario Trufelli. Ora da lì e da Matera ci rassicura Franco Vitelli. E il tempo che fa? Si fa guidare dalla storia che ci sorregge attraverso la coscienza e la conoscenza di ciò che è trascorso, ci sostiene costantemente nel presente e ci indirizza, bussola, verso il futuro. E noi ci siamo fatti guidare e continueremo dal “Fantastico Medioevo”, perché prenda valore questo patrimonio che non trova uguali per l’imponente carico di memoria e di storia luminosa e imponente che, narrata gradevolmente ma con metodo rigoroso, deve guidarci anche nel presente. E che memoria, quella che viene da un laboratorio politico e culturale di straordinaria modernità come ”Fantastico Medioevo”.
Con questo bagaglio di parole che cercavano uno spazio per farsi confronto il Festival ha fatto i primi passi il 21 luglio con le lezioni di storia anticipando di qualche giorno l’avvio ufficiale mentre i pensieri accavallati di chi vive i preparativi si facevano largo con la carica di preoccupazioni,il bel ricordo di tutto quello che accadrà. In quel giorno è iniziato il nostro dodicesimo anno tra il Chiostro di San Michele e la Villa del Prefetto ma anche tra la Chiesa di San Michele, il tempietto di San Gerardo, ma anche il Fojer del Teatro Stabile, ma anche l’ingresso del Palazzo di Città luoghi dell’accoglienza e dei sentimenti che lasciano stupiti. Tutto stava accadendo grazie ai nostri sostenitori che hanno condiviso e so che condivideranno questa strada così meravigliosa e faticosa che porta alla Basilicata.
Grazie a Basilicata Matera 2019 che ci ha donato il suo sostegno e ci ha accolto per una serata emozionante e indimenticabile a Matera. Con lei apriremo ancora un fronte di collaborazione appassionata. Abbiamo continuato a tenere salde le relazioni con l’Istituto Teologico di Basilicata, con la Fondazione Città della pace dei bambini, con l’Istituto internazionale Jacques Maritain. Ma c’è ancora una novità preziosa, un’altra alleanza che terremo ben stretta, Matera Festival. Con “Lei” abbiamo raccontato un progetto che inizierà a prendere vita a Settembre: la celebrazione dei100 della nascita di Pasquale Festa Campanile, intellettuale lucano che dobbiamo ricordare per i suoi contributi al cinema, al teatro e alla letteratura. E poi abbiamo stretto legami con la UIL e con la UIL Pensionati. Avremo da coltivare con decisione il tema del lavoro. I grazie non finiscono. Grazie alla Regione Basilicata che ha voluto donarci il suo patrocinio. Grazie ai Sindaci e agli Assessori alla cultura di Potenza e di Moliterno, Oppido, Picerno, Pignola, Satriano e Viggiano che ci hanno accolto sempre con lo stesso calore. La città estesa c’è e cresce con Matera dall’altro lato del ponte. Da loro 21 incontri. A Potenza 26, una magnifica rappresentazione del Cantico delle creature nella Chiesa di San Michele con Pino Quartana, tre concerti jazz al Chiostro di San Michele “People” con letture in duo ricordando Giulio Stolfi e Michele Parrella. Al Tempietto di San Gerardo all’alba con nel cuore Ettore Nesti ci siamo commossi di Nestalgia con i “The Sunny Sounds” e in un’altra alba con i “Be Monk Duo”. E ancora due mostre di artisti che ci confermano di colori. Ma tutto questo non sarebbe mai accaduto se non ci fosse stato il sostegno decisivo e insostituibile della BCC Basilicata, di Maggio3, del Consorzio di tutela del peperone di Senise Igp, dell’Hotel Bouganville e di altri amici e sostenitori che abbiamo messo in evidenza nella locandina accanto dove ci sono scritti quelli che con i loro servizi di altissima qualità ci hanno garantito un’organizzazione entusiasmante. E ancora grazie ai giornali e alle televisioni locali che hanno riportato le nostre parole e le immagini del Festival. Grazie al TG3 Basilicata che quest’anno ci ha dedicato un’attenzione importante e all’Ufficio Stampa della Regione. E infine grazie a chi ha presentato i libri, a chi ha custodito ogni incontro perché buona stella. E non ultimo, anzi, il Festival è anche Simona Bonito che contribuisce ogni anno a costruire questo palcoscenico che gira senza fermarsi con quelli che ogni sera lo fanno per Potenza e per i comuni della Città estesa. Grazie Simona. Sopra il nostro cielo continua a sorvegliarci Francesco Durante con Mario Trufelli e Renato Cantore. Tutti a noi assai cari. Con loro coltiveremo ancora l’idea del Sud con al centro la Basilicata accarezzata dalle sponde del Mediterraneo, una terra di storie e lasciti irrinunciabili dai luoghi differenti eppure simili. E’ proprio vero questa terramare mischiata come è solo qui porta in sé il seme della differenza. L’intensità delle strade, il vocio scalmanato delle persone, i silenzi accuditi fra le braccia di chi si guarda, sono gli stessi ma differenti. Questa terra ci dona la sorpresa di essere porto ed un attracco sicuro. Da qui continueremo i confronti sul futuro che costruiremo facendo ognuno la sua parte. Agiremo guardando alla Basilicata come ad una terra di meravigliosi frutti, agendo per “Lei” avendo la sconfinalità come passaporto per andare e tornare con doni preziosi e sapendo che ogni cosa ricevuta va restituita perchè altri possano crescere e possano nutrire questo territorio. Così è Potenza, così è Matera, così sono i paesi che abbiamo ri-conosciuto, tutti luoghi dell’anima e porti dove attraccano e partono navi per recuperare profumi, colori, orizzonti. Da qui ciò che possiamo vedere con lo sguardo della cura, si allarga e diventa più intenso. E il viaggio della scoperta continua e non si potrà interrompere. Grazie.
Paolo Albano
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