Le Scuderie Aldobrandini di Frascati si preparano a presentarsi alla città con un volto rinnovato. Venerdì 4 settembre, alle ore 17.30, sarà inaugurato il nuovo allestimento del complesso museale di piazza Marconi 6 e, contestualmente, sarà svelata nella sua collocazione definitiva “La Fenice”, l’opera monumentale dello scultore Fulvio Merolli.
L’inaugurazione rappresenterà il punto di arrivo di un più ampio progetto di riqualificazione e ammodernamento delle Scuderie Aldobrandini, realizzato grazie a un finanziamento della Regione Lazio. L’obiettivo dell’intervento è quello di restituire a Frascati uno spazio museale più moderno, accessibile, sicuro e funzionale, rafforzandone allo stesso tempo il ruolo di luogo culturale aperto alla città.
I lavori hanno interessato diversi aspetti del complesso: dagli impianti all’illuminazione, passando per i sistemi di sicurezza e di prevenzione antincendio. Sono state inoltre introdotte nuove tecnologie finalizzate al miglioramento dell’efficienza e alla riduzione dei consumi energetici.
Un intervento che non si limita, dunque, agli aspetti strutturali e tecnici. Il progetto punta infatti a trasformare sempre di più le Scuderie in un luogo capace di ospitare e valorizzare arte contemporanea, mostre, iniziative ed eventi culturali, anche attraverso nuovi strumenti multimediali e una maggiore attenzione all’accessibilità.
Particolare rilievo avrà anche la parte esterna del complesso museale, pensata per diventare progressivamente un vero e proprio museo a cielo aperto, oltre che uno spazio polifunzionale a disposizione della comunità.
“La Fenice” di Fulvio Merolli trova casa a Frascati
Proprio all’ingresso delle Scuderie troverà la sua collocazione definitiva “La Fenice” di Fulvio Merolli, realizzata con la collaborazione dell’Associazione Culturale Aurea Phoenix APS e dello Studio di Scultura M’arte.
La scelta dell’opera è strettamente legata alla storia di Frascati e alla capacità della città di rinascere dopo le distruzioni subite nel corso dei secoli.
Come osservato dallo storico dell’arte Andrea Guastella, curatore del lavoro, dalla fine di Tuscolo fino ai bombardamenti della Seconda guerra mondiale Frascati ha conosciuto più volte la necessità di ricostruire se stessa.
«Se dovessimo individuarne un simbolo – ha spiegato Guastella – il più indicato sarebbe di sicuro la fenice, uccello divino che, come il sole riemerge dalla notte, rinasce dalle proprie ceneri dopo aver preso fuoco».
La scultura di Merolli traduce però il mito in una forma inaspettata. La Fenice ha le ali, ma non è rappresentata come un uccello: assume invece le sembianze di una figura femminile esile e slanciata, immortalata nell’attimo che precede il volo.
Una figura che sembra pronta a liberarsi del peso del passato, senza però cancellarlo: lo sguardo resta ancora rivolto verso il basso, mentre il corpo si prepara alla salita.
Il viaggio della Fenice prima dell’arrivo alle Scuderie
Prima di raggiungere la sua destinazione definitiva a Frascati, l’opera ha attraversato diverse città italiane, accomunate proprio dal tema della rinascita.
Nel maggio 2025 è stata presentata a Noto, nell’ambito della rassegna di arte pubblica “Fuori Infiorata”. Nell’ottobre dello stesso anno ha raggiunto Roma, dove è stata esposta nel complesso monumentale dell’Acquario Romano – Casa dell’Architettura in occasione della mostra “Hortus”.
Nel 2026 è stata invece ospitata a Maiori, in Costiera Amalfitana, nell’ambito di “Dolce Vita. Maiori Wonder Coast”.
Ora il viaggio si conclude a Frascati, dove “La Fenice” diventerà parte integrante delle rinnovate Scuderie Aldobrandini.
Sbardella: “Trasformare la memoria in futuro”
A sottolineare il significato dell’intervento è la sindaca di Frascati Francesca Sbardella.
«Le Scuderie Aldobrandini sono uno dei luoghi più importanti del patrimonio culturale di Frascati e questo intervento ci permette di restituirle alla città con una nuova qualità e una nuova prospettiva», ha dichiarato.
La sindaca ha ricordato come il finanziamento regionale abbia consentito di intervenire su elementi spesso poco visibili al pubblico, ma determinanti per il futuro di una struttura museale.
«Dall’impiantistica all’illuminazione, dall’adeguamento antincendio ai sistemi di sicurezza e di controllo dei consumi energetici. È un lavoro che rende le Scuderie più sicure, efficienti e sostenibili e che crea le condizioni per una migliore conservazione delle nostre collezioni e per una fruizione più moderna degli spazi».
L’intenzione dell’Amministrazione, ha aggiunto Sbardella, è però quella di andare oltre l’adeguamento tecnico.
«L’obiettivo è dare alle Scuderie una nuova vita, trasformandole sempre più in un luogo aperto, dinamico e inclusivo, capace di dialogare con la città e di diventare un punto di riferimento per la cultura, per i cittadini e per chi viene a conoscere Frascati».
Ed è proprio in questa prospettiva che “La Fenice” assume un significato particolare.
«Frascati ha saputo rialzarsi dopo momenti difficili, ricostruire, cambiare e guardare avanti senza mai perdere il legame con la propria storia. Oggi questa Fenice prende il volo proprio da uno dei luoghi più rappresentativi della nostra identità culturale. E ci ricorda che la rinascita non significa dimenticare ciò che siamo stati, ma avere la capacità di trasformare la memoria in futuro».
Fulvio Merolli, dalla scultura monumentale alla Biennale di Venezia
Fulvio Merolli, nato a Marino nel 1975, ha seguito un percorso di formazione artistica iniziato al liceo e proseguito nelle Accademie di Belle Arti di Roma e Carrara. Dopo la laurea ha insegnato Anatomia Artistica all’Accademia di Sanremo, per poi approfondire a Carrara le tecniche della lavorazione artistica del marmo.
Dai primi anni Duemila collabora a Roma con M’arte Scultura e nel corso della sua carriera ha partecipato a mostre nazionali e internazionali, ottenendo anche riconoscimenti come il Premio Catel per la scultura.
Le sue opere monumentali sono presenti in Italia e all’estero, tra Giappone, Serbia e Turchia. A Frascati ha già lasciato diverse testimonianze della propria attività artistica, con lavori presso la Biblioteca Civica, il fonte battesimale della Cattedrale e il Palazzo di Giustizia.
Tra le esperienze più recenti figura anche la presenza alla 1ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, dove una sua opera, Risalita, è esposta nel Padiglione nazionale della Guinea Equatoriale.
Merolli è inoltre curatore presso l’Acquario Romano – Casa dell’Architettura e docente di Scultura alla RUFA di Roma. Vive e lavora a Zagarolo.
All’inaugurazione di venerdì 4 settembre saranno presenti le autorità cittadine, il curatore Andrea Guastella e lo stesso Fulvio Merolli, per accompagnare ufficialmente l’ingresso de “La Fenice” nella nuova stagione delle Scuderie Aldobrandini.
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Michela Emili
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